LA META’ NASCOSTA DELLE PIANTE

L’ultimo libro edito da Edagricole, la nota casa editrice di Bologna, ha per titolo “La metà nascosta delle Piante” ed è curato da Giuliano Mosca e Marco Nuti. Si tratta di una pubblicazione estremamente innovativa che va a colmare una lacuna nella divulgazione scientifica italiana, raggruppando i lavori di numerosi ricercatori di diverse università di quasi tutto il paese.

LA BIOSFERA

Ogni capitolo è dotato di una ampia e completa bibliografia che consente al lettore di analizzare in prima persona i concetti esposti. In particolare, come indicato nella prefazione, si analizza «la biosfera: quella della radice e quella della popolazione microbica del suolo, forse data per scontata e quindi colpevolmente trascurata». Il libro analizza le radici di quasi tutte le piante coltivate sia erbacee che arboree, facendo luce su quella parte delle piante che sta nel terreno e rappresenta una componente fondamentale per lo sviluppo delle stesse. Una piccola pecca da segnalare è quella di non aver preso in considerazione l’ambiente sommerso, tipico della risaia, che, tuttavia, si sta sempre più riducendo a beneficio della coltivazione in asciutta, che intercetta i temi sollevati dal libro.

LA RIZOSFERA

Sin dal primo capitolo Marco Nuti ci guida in una società di esseri invisibili, ovvero il microcosmo di esseri viventi definiti nel loro insieme “olobioti”, che vive nel terreno e si relazione con le radici delle piante. Secondo l’autore il loro linguaggio di comunicazione, spesso ignorato, e il loro corretto sviluppo rappresentano una parte importante per favorire la disponibilità di nutrienti per le piante.

LA PEDOGENESI

Nel secondo capitolo Andrea Squartini analizza in modo minuzioso e dettagliato il modo in cui gli esseri “invisibili” hanno creato la vita partendo da un substrato “roccioso” all’epoca della formazione delle terra e come ancora continuino a farlo.

Grazie a Mariana Amato e Roberta Rossi si passa poi ad analizzare la parte delle piante in contatto con questo mondo: le radici. Le relazioni tra le piante e il mondo ipogeo sono fondamentali per il corretto sviluppo dei vegetali. Le autrici riportano numerosi casi di consociazioni virtuose e di dannose competizioni tra specie. Il più noto caso di simbiosi tra piante e rizosfera, ossia l’azotofissazione, viene analizzato da Andrea Squartini e Marco Nuti nel capitolo seguente.

ADATTAMENTO ALL’AMBIENTE

I due autori ci guidano nella comprensione del processo e illustrano le prospettive di sviluppo dello stesso in un’ottica di “efficientamento” delle concimazioni, della tolleranza agli stress ambientali e di aumento naturale delle disponibilità di nutrienti nel terreno.

«Dopo una coltivazione di erba medica, cresce bene qualsiasi raccolto» mi ha confidato recentemente un agricoltore, i due autori ci spiegano le motivazioni di quanto avviene. Nei capitoli seguenti diversi tecnici approfondiscono l’agricoltura rigenerativa come modello per le future coltivazione in un’ottica, peraltro innovativa, di risposta alle sfide che i cambiamenti climatici ci pongono. Molto interessante anche la parte del libro dedicata alla radice delle piante che ne costituisce la parte più importante. Gli autori ci conducono nella comprensione dei diversi tipi di radice, del loro accrescimento, dell’architettura del sistema radicale, del turnover delle stesse e nella risposta agli stress ambientali. Il libro fa una completa analisi di questo fondamentale apparato delle piante, suggerendo nel contempo utili soluzioni per contrastare i danni che le radici possono subire.

Si passa poi ad analizzare nello specifico, per mezzo del lavoro di diversi ricercatori, le radici; dalle specie destinate alla produzione di foraggio a quelle delle piante arboree da frutto, alla vite, alle specie forestali, a quello, per noi più importante, dei cereali.

Quantitative trait loci

Per ogni capitolo, oltre alle analisi morfologiche e funzionali sono specificate anche le risposte dell’apparato radicale alle avversità come carenza idrica o ristagno di acqua e i metodi per migliorare questa risposta. Il libro introduce il concetto di QTL – Quantitative Trait Loci – ossia le porzioni cromosomiche contenenti geni che determinano i caratteri misurati della radice. La difficoltà con cui il QTL viene individuato nella mappatura genetica di una pianta rappresenta un problema, complicando notevolmente la possibilità di evoluzione delle nuove varietà. Solo pochissimi QTL sono clonati nelle specie agrarie. «Il primo QTL clonato nel riso è il DRO1, carattere che controlla l’angolo della radice e la sua profondità, poi utilizzato per selezionare varietà di riso resistenti alla siccità grazie a radici più profonde», affermano gli autori.

INIBIZIONE DELLA NITRIFICAZIONE

Altro capitolo molto interessante è quello dedicato all’inibizione biologica della nitrificazione. Molti agricoltori utilizzano già oggi concimi addizionati di inibitori della nitrificazione chimici o complessati in modo da ridurre la loro degradazione con perdite di azoto che non viene assorbito dalle piante.

Secondo gli autori l’utilizzo di essudati radicali e lo studio sui BNI – Inibizione Biologica della Nitrificazione–, che alcune piante hanno naturalmente, permetterebbero di ottenere lo stesso effetto senza ricorrere a costosi prodotti di sintesi. Inoltre studi hanno dimostrato una diminuzione degli essudati radicali benefici nelle piante con selezione tecnologica rilevante rispetto a quelle “antiche”. Questo potrebbe contribuire a spiegare la poca vigoria che, a volte, si manifesta in piante ipertecnologiche. La correzione di questo problema attuata con ricerche specifiche potrebbe portare ad ulteriori miglioramenti nella qualità delle coltivazioni.

MICROGRAVITA’

Interessante anche il capitolo dedicato alla microgravità. Giuliano Mosca analizza alcune possibilità per l’agricoltura del futuro, che probabilmente si svolgerà nello spazio, in un ambiente quindi con bassa o nulla gravità, ossia l’attrazione che il nucleo della terra esercita su tutto quello che si trova su di essa. Si tratta evidentemente di un capitolo estremamente innovativo e che, pur introducendo concetti di non immediata applicazione, rappresenta un significativo sguardo che il lettore può dare sul futuro.

INDAGINI SULL’APPARATO RADICALE

L’ultima parte del libro è dedicata ad alcune appendici che specificano argomenti già trattati nei capitoli precedenti entrando più dettagliatamente nei problemi. Tra queste segnalo quella sulle tecnologie e i metodi di analisi dell’apparato radicale nelle consociazioni vegetali che indica le principali modalità scientifiche utilizzabili per la verifica dell’apparato radicale e che non sono facilmente reperibili in altre pubblicazioni. Nel complesso si tratta di un libro interessante che introduce concetti non nuovi nel mondo agricolo, quali la conservazione della fertilità del suolo e il regolare sviluppo delle piante, ma che le moderne tecniche di coltivazione e le esigenze di mercato hanno fatto passare un poco in secondo ordine.

Invece, a nostro giudizio, la riscoperta di queste tecniche e l’analisi condotta con le moderne tecnologie a nostra disposizione può costituire una valida risposta ai cambiamenti climatici che tanti problemi stanno causando. Il libro consente di avere un quadro completo e interessante sia ai ricercatori sia a chi desideri semplicemente avere un quadro sul mondo, quello delle radici delle piante, che risulta fondamentale per la vita sulla terra e non solo, ma che spesso non è sufficientemente compreso e considerato. Autore: Franco Sciorati

Dettagli

1 Edizione

€ 25,00 – Edagricole di Tecniche Nuove spa

ISBN: 978-88-506-5687-5

Pagine 2708 – formato 17×24 cm
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