Le borse lombarde completano i listini nelle sedute in analisi e a Mortara arrivano i primi ribassi della nuova campagna. Arborio e Carnaroli si allineano ai prezzi visti a Novara lunedì (LEGGI), mentre Milano propone ancora le quotazioni maggiori viste a Vercelli. Per il resto del listino le due piazze sono allineate e aderenti al Piemonte. Quotazioni sotto la remuneratività, ma il risone trasferito corre (VEDI). 134.396 tonnellate in un mese, +32% sul 2025 e +48% sul 2024.
LISTINI COMPLETI, A MORTARA ARRIVANO I PRIMI RIBASSI
Pian piano arrivano tutte le quotazioni. Ne manca ormai soltanto una in Lomellina, quella del Sunrose, mentre il capoluogo di Regione propone un listino ormai completo. Si registrano anche i primi cali della campagna. A Mortara per i gruppi Arborio e Carnaroli i valori di riferimento, confermati anche allo scambio degli operatori, diventano 55 €/q lordi per Arborio e similari (qualche affare chiuso a 1 € in più per rese eccellenti) e 62 €/q lordi per i similari di Carnaroli, con il Classico stabile a 70. A Milano le stesse voci restano più alte come visto martedì mattina a Vercelli. Il resto del listino propone le poco soddisfacenti quotazioni in auge da inizio raccolto: 40 €/q lordi per i lunghi A dei gruppi Ribe, S. Andrea, Baldo e Roma e per il tondo Centauro e varietà affini, 45 per Selenio, 35 per gli altri tondi e per i lunghi B.
Come più volte sottolineato, quest’ultime sono quotazioni al di sotto della remuneratività per i produttori secondo gli studi degli esperti. Tuttavia, a causa dell’offerta presente, come consueto sotto taglio, il mercato appare di fatto bloccato da giorni su questi prezzi. Valori a cui la domanda si mostra disponibile per l’acquisto di pressoché tutte le varietà, con qualche difficoltà in più per i molto abbondanti tondi generici.
Il risone trasferito è molto. 37.747 tonnellate in sette giorni e 134.396 da inizio campagna, in un mese, pari a +32% rispetto al 2025 e +48% rispetto al 2024. Uno sviluppo figlio di più dinamiche concomitanti: quotazioni basse che permettono un agile collocamento del prodotto, riporti importanti dalla scorsa campagna per alcuni comparti, buone produzioni in diversi areali risicoli nazionali e maggiori difficoltà negli approvvigionamenti esteri.
DAGHETTA: «ATTENDERE LA FINE DEL RACCOLTO PER QUOTAZIONI PIÙ NORMALI»
A leggere la fase attuale è Giovanni Daghetta, vicepresidente di Copa Cogeca e responsabile nazionale del comparto riso di Cia: «Dove non c’è stata siccità le produzioni sono buone, con grandi quantitativi. Questo, unito ai riporti della scorsa campagna, fa si che il trasferito sia molto più alto rispetto agli ultimi due anni. I prezzi sono molto bassi per gli agricoltori ma, alla luce dei valori con cui si era chiuso il precedente mercato, in parte fisiologici in una fase di raccolta che procede rapidamente, favorita dal buon tempo. Bisogna aspettare la fine della mietitura per avere quotazioni più normali. I 50 €/q lordi sono un traguardo difficile anche se qualche rialzo mi auguro si possa concretizzare. È un’annata molto complicata per alcuni, e tutti hanno avuto un forte aumento dei costi.
Sul fronte estero, le importazioni sono partite in calo e gli operatori, anche per i timori legati a El Niño, stanno acquistando prodotto italiano, visti i prezzi bassi. Diversa la situazione in Grecia e Spagna, dove è rimasto invenduto molto risone della scorsa campagna, portando a drastiche contrazioni nelle superfici seminate per il raccolto in corso. Ritengo sia proprio a livello di risicoltura europea che si debba agire adesso, confrontandosi con le istituzioni. Ciò al fine di porre un freno alle importazioni elevate che abbiamo visto nella scorsa campagna, sperando che in quella appena iniziata vi sia una riduzione nei volumi in ingresso in relazioni a difficoltà nel commercio internazionale e nella produttività di alcuni importanti areali risicoli globali». Autore: Ezio Bosso


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