L’Ente Risi decide di cavalcare un vecchio cavallo di battaglia della Coldiretti per far sentire la voce della risicoltura italiana a Bruxelles.
Prendendo spunto dal rapporto dell’alto commissario Onu per i diritti umani che parla di raid aerei sui civili, incendi di interi villaggi, stupri ed espropri illegali di terre da parte del governo birmano ai danni della minoranza rohingya, l’ente denuncia: «da un lato gli agricoltori europei, sottoposti ai piu’ rigorosi standard mondiali su sicurezza del lavoro, tutele sociali, sostenibilità ambientale e tracciabilita’ dei fitofarmaci. dall’altro, carichi di riso che approdano indisturbati nei porti dell’unione europea a dazio zero, provenienti da paesi in cui i diritti umani fondamentali vengono calpestati ogni giorno nel silenzio delle istituzioni internazionali. E’ intollerabile che l’Unione europea consenta l’ingresso a dazio zero di centinaia di migliaia di tonnellate di riso da teatri di guerra e repressione, continuando a garantire vantaggi commerciali pensati per la cooperazione a regimi che finanziano il terrore e la violenza» recita un comunicato stampa che insiste sulla assenza di reciprocità sul piano ambientale. La richiesta è che la Commissione attivi immediatamente la revoca delle preferenze tariffarie eba per Myanmar e Cambogia.
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