E’ una settimana di proteste per il mondo agricolo. Dopo i blocchi stradali al Sud, con cui i cerealicoltori, uniti agli autotrasportatori, hanno scatenato la reazione dell’industria molitoria, e dopo al mobilitazione nazionale della Cia, anche la Coldiretti ha annunciato che scenderà in piazza venerdì a Vercelli e sabato sarà la volta dei trattori di No farmers No food.
COSTI ALTI E PREZZI BASSI
A unire tutti è la sofferenza del mondo agricolo, determinata da costi alti e prezzi bassi. A dividere è la controparte: per la Cia è chiaramente il compratore – che sia l’industria alimentare o la distribuzione – che ritira il prodotto a prezzi ridicoli e li rivende carissimi agli italiani. La confederazione ha offerto la tribuna alla Schlein dimostrando che il rapporto tra il mondo agricolo e il governo Meloni è in crisi. Non a caso, la premier nelle ultime ore ha messo le mani avanti con Bruxelles schierandosi contro i tagli alla Pac e venendo subito lodata da Confagricoltura, forse con eccessivo entusiasmo visti i risultati finora raggiunti dall’esecutivo.
STOP AI TRAFFICANTI DI RISO
Su posizioni ben diverse la Coldiretti, che non dice nulla contro il governo ma coglie l’occasione per tentare la spallata alle Borse risi: lo slogan “stop ai trafficanti di riso” con cui lancia il flash mob di venerdì ricorda infatti la campagna con cui la bonomiana ha cercato di risolvere i problemi del grano duro chiudendo le Borse di Foggia e Bologna (covo dei “trafficanti”) per concentrare le contrattazioni nella Commissione unica nazionale del grano duro, con membri nominati dalle confederazioni.
Non si sa se la Coldiretti Piemontese si esprimerà esplicitamente su una Cun riso, ma quasi certamente insisterà sulla necessità di sbloccare il negoziato sul contratto tipo, che è da tempo fermo sulle premialità che le riserie non condividono. (Segue dopo la foto)

Più significativa degli umori della base risicola sarà la manifestazione di sabato a Larizzate: al grido di “No farmers no food” i risicoltori autoconvocati sfileranno dalle 9 contro il caro carburanti e il crollo dei prezzi. Traguardo: piazza Zumaglini, sede della Borsa risi ma anche di Coldiretti e Confagricoltura. I numeri della manifestazione dei trattori, idealmente collegata a quelle dei colleghi meridionali, saranno un barometro anche per i politici vercellesi che in questi mesi hanno cercato di scrollarsi di dosso le responsabilità organizzando risottate e accusando di tutti i mali dell’agricoltura le importazioni, dimenticando che il nodo scorsoio dei costi è all’origine della nostra scarsa competitività. (Nella foto grande, lo striscione dei manifestanti de #ildazioètratto, la manifestazione spontanea contro le importazioni di riso del 2017)

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