Tra i ghiacci dell’Artico esiste un luogo concepito per proteggere il futuro dell’agricoltura mondiale. È lo Svalbard Global Seed Vault, il deposito internazionale che conserva copie di sicurezza delle collezioni di semi provenienti da ogni parte del pianeta. Da oggi, tra le varietà custodite nella montagna delle isole Svalbard, ci sono anche quelle conservate nella banca del germoplasma dal CREA Cerealicoltura e Colture Industriali di Vercelli, cuore della risicoltura italiana.
Situato nell’arcipelago delle Svalbard e scavato nella montagna di permafrost artico, il Seed Vault è stato realizzato per conservare in sicurezza, per tempi molto lunghi, le risorse genetiche vegetali del pianeta e rappresenta una sorta di polizza assicurativa globale per la biodiversità agricola.
Il deposito rappresenta un momento particolarmente significativo, poiché si tratta del primo invio di materiale genetico effettuato dal CREA al caveau globale delle sementi. Un traguardo che conferma il valore delle attività di conservazione svolte dall’ente e l’importanza delle collezioni italiane nel panorama internazionale delle risorse genetiche vegetali.
UN PATRIMONIO CHE RACCONTA LA STORIA DEL RISO ITALIANO
Dietro ogni campione conservato nella banca del germoplasma del CREA non c’è soltanto una bustina di semi. C’è una storia fatta di territori, selezione genetica, lavoro degli agricoltori e progresso agricolo.
Le varietà di riso conservate a Vercelli documentano infatti oltre un secolo di evoluzione della risicoltura italiana. Conservare queste risorse significa preservare una parte importante della memoria agricola nazionale. Significa anche mantenere disponibili caratteri genetici che potrebbero rivelarsi fondamentali per affrontare le sfide del futuro.
Negli ultimi decenni, infatti, il cambiamento climatico, la comparsa di nuove avversità e la crescente richiesta di sistemi produttivi più sostenibili hanno riportato l’attenzione sul valore della biodiversità coltivata. Molte delle varietà storiche che oggi vengono comunemente chiamate “antiche” possono custodire caratteristiche preziose, come la tolleranza agli stress ambientali, la resistenza a malattie o qualità agronomiche utili ai programmi di miglioramento genetico.
PERCHE’ CONSERVARE UNA COPIA DELLE SVALVARD?
Le banche del germoplasma adottano rigorosi protocolli per garantire la conservazione a lungo termine dei semi. Le collezioni vengono mantenute in celle a temperatura e umidità controllate e sottoposte a verifiche periodiche della capacità germinativa.
Tuttavia, nessuna struttura può considerarsi totalmente immune da eventi imprevisti. Guasti tecnici, calamità naturali, incidenti o altre emergenze potrebbero compromettere collezioni costruite e mantenute nel corso di decenni.
Per questo motivo la comunità internazionale ha sviluppato il concetto della “duplicazione di sicurezza”. Ogni banca del germoplasma è incoraggiata a conservare copie delle proprie collezioni anche in sedi diverse da quella principale.
Lo Svalbard Global Seed Vault rappresenta il massimo livello di questa strategia di protezione. Progettato per custodire copie di sicurezza delle collezioni provenienti da tutto il mondo, offre un’ulteriore garanzia per la salvaguardia a lungo termine delle risorse genetiche vegetali. Conservare una copia alle Svalbard significa quindi assicurare che questo patrimonio possa essere preservato anche in caso di eventi eccezionali che colpiscano le collezioni originali.
I semi depositati rimangono di proprietà dell’istituzione che li ha inviati e possono essere ritirati solo dal depositante. Lo scopo non è sostituire le collezioni nazionali, ma offrire un ulteriore livello di protezione.
DAL PIEMONTE ALL’ARTICO
L’invio dei semi alle Svalbard è il risultato di un lungo lavoro di preparazione.
Prima del deposito, ogni lotto deve soddisfare rigorosi requisiti qualitativi. È necessario verificare la qualità del seme, predisporre la documentazione relativa alle accessioni e confezionare il materiale secondo standard internazionali.
Anche la scelta dei materiali da depositare richiede particolare attenzione. Nel caso della collezione del CREA-CI di Vercelli, l’obiettivo è stato quello di rappresentare adeguatamente il patrimonio storico. Tra i campioni inviati figurano varietà storiche e materiali che testimoniano l’evoluzione della risicoltura nazionale. Si tratta di risorse che possiedono un valore non soltanto agronomico e scientifico, ma anche culturale.
Il deposito assume quindi un significato che va oltre la semplice conservazione fisica dei semi. Rappresenta il riconoscimento del ruolo svolto dall’Italia nella tutela della biodiversità agricola e nella salvaguardia delle proprie risorse genetiche.
UNA RISERVA PER LE GENERAZIONI FUTURE
Le varietà conservate nelle banche del germoplasma non vengono mantenute soltanto per essere custodite. Al contrario, il loro valore risiede nella possibilità di essere utilizzate.
Ricercatori, costitutori e istituzioni possono accedere a questi materiali per attività di studio e miglioramento genetico. Le risorse genetiche conservate oggi potrebbero fornire domani i caratteri necessari a sviluppare nuove varietà più produttive, resilienti o adatte a differenti condizioni ambientali.
In questo senso, la conservazione della biodiversità rappresenta un investimento sul futuro. Ogni seme custodito amplia le opportunità disponibili per affrontare sfide che ancora non conosciamo completamente.
Garantire la sopravvivenza di queste risorse significa quindi mantenere aperte possibilità che potrebbero risultare decisive nei decenni a venire.
UN MOTIVO DI ORGOGLIO PER IL CREA
Per il CREA e per il personale impegnato nella conservazione delle risorse genetiche, questo primo deposito alle Svalbard rappresenta un risultato particolarmente importante.
Dietro ogni accessione conservata vi sono anni di attività di raccolta, caratterizzazione, rigenerazione e documentazione. Un lavoro spesso poco visibile al grande pubblico, ma essenziale per la tutela della biodiversità agricola.
Il trasferimento di una copia di sicurezza delle collezioni risicole italiane nel più importante deposito mondiale di sementi costituisce il riconoscimento concreto del valore di questo impegno.
È anche un messaggio rivolto alla società: la biodiversità agricola non appartiene soltanto al passato. È una risorsa strategica per il futuro, uno strumento indispensabile per costruire sistemi agricoli più resilienti e sostenibili.
Tra i ghiacci dell’Artico, accanto ai semi provenienti da ogni continente, il riso conservato dal CREA-CI trova oggi una nuova casa. Un luogo sicuro dove rimanere custodito per generazioni, pronto a essere recuperato qualora se ne presentasse la necessità. Un piccolo gesto che guarda molto lontano, verso il futuro dell’agricoltura e della sicurezza alimentare mondiale. Autore: Patrizia Vaccino, Crea CI (nella foto, insieme ad altri dirigenti Crea e al ministro norvegese sull’isola dove si trova il deposito).

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