GALLIGENO IN RITIRATA

nematode galligeno

Buone notizie dal fronte fitosanitario, pur senza abbassare la guardia. L’Unità di crisi lombarda per il contenimento del nematode galligeno del riso (Meloidogyne graminicola) ha fatto il punto della situazione: il 2026 segna una drastica contrazione delle superfici sottoposte a vincolo, scese complessivamente a 818 ettari rispetto ai 2.663 ettari del 2023. Nessun nuovo focolaio registrato nell’ultimo biennio e solo 3 camere cuscinetto risultate infestate tra Dorno e Sannazzaro de’ Burgondi.

La partita si sposta ora sul piano operativo con l’applicazione del nuovo regolamento europeo (Reg. UE 2026/1432) e il recepimento regionale atteso a breve.

LE REGOLE PER SEMINARE IN AREA INFETTA (zona infestata + cuscinetto)

Per poter procedere alla semina del riso all’interno dell’area delimitata, i risicoltori devono obbligatoriamente attuare almeno una delle seguenti misure agronomiche:

  1. Allagamento continuo post-raccolta: sommersione ininterrotta della risaia per almeno 3 mesi dopo l’ultimo raccolto (requisito alleggerito rispetto ai 6 mesi previsti in passato).
  2. Coltura trappola: semina di una coltura di cattura con distruzione obbligatoria entro 5 settimane dall’impianto (o al raggiungimento dello stadio fenologico di terza foglia).
  3. Rotazione colturale: inserimento di piante non ospiti o di specifiche ospiti destinate esclusivamente alla produzione di granella, bulbi o foraggio/ortaggi per consumo finale (escluse piante da impianto/semenzaio). Le specie ammesse comprendono:
    • Genere Brassica L. (es. colza, senape);
    • Soia (Glycine max);
    • Orzo (Hordeum vulgare);
    • Frumento tenero (Triticum aestivum);
    • Mais/miglio (Panicum miliaceum);
    • Sorgo (Sorghum bicolor);
    • Cipolla (Allium cepa).

IGIENE DEI MEZZI, AREE INCOLTE E DIVIETI DI MOVIMENTAZIONE

Oltre alla gestione agronomica della camera, restano vincolanti le norme di biosicurezza:

  • Pulizia meticolosa dei macchinari: attrezzi, trattori e macchine operatrici usati nei campi infestati devono essere accuratamente lavati da terra e residui vegetali prima del trasferimento in altri appezzamenti, evitando la dispersione dei reflui di lavaggio all’esterno della zona delimitata.
  • Gestione degli incolti: eliminazione periodica e costante di tutte le infestanti spontanee ospiti lungo argini, capezzagne e tara aziendale.
  • Blocco delle movimentazioni: divieto assoluto di portare fuori dalla zona infestata terra coltivata con piante specificate nei tre anni precedenti, piante ospiti (non espressamente derogate) e sementi non ripulite da frazioni terrose o frammenti vegetali.

SCADENZE BUROCRATICHE E ADEMPIMENTI 2027

A metà novembre è prevista la notifica delle ordinanze regionali individuali agli agricoltori interessati e ai rispettivi CAA. Segnate sul calendario queste scadenze:

  • Opzione Allagamento Invernale: chi sceglie la sommersione continua di 3 mesi post-raccolto deve comunicarlo via PEC al Servizio Fitosanitario Regionale (SFR) entro 30 giorni dal ricevimento dell’Ordinanza.
  • Altre misure (rotazione o coltura trappola): la scelta della misura prescelta va notificata via PEC all’SFR entro e non oltre il 16 aprile 2027.

La perimetrazione esatta delle zone soggette a vincolo è verificabile direttamente sul Geoportale di Regione Lombardia alla voce “Vincoli Fitosanitari”.

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