NO FARMERS NO FOOD

Si parte in questi minuti da Larizzate, che fu la culla del movimento #ildazioètratto (nella foto, lo striscione di allora), per raggiungere piazza Zumaglini a Vercelli, sede dei sindacati e della borsa risi, cuore storico della risicoltura. Il movimento di protesta No farmers No food si conta a suon di trattori, stamane, e punta a risvegliare il settore. La piattaforma con le richieste è quella che illustriamo di seguito. Sui social seguiremo l’evolversi della protesta.

LA PIATTAFORMA

  1. ADOZIONE DI MANOVRE POLITICHE-ECONOMICHE VOLTE AL CONTENIMENTO DEGLI AUMENTI INGIUSTIFICATI DEI COSTI DEI FATTORI PRODUTTIVI
    Da tempo, ma in special modo nel corso dell’ultima annata agraria, abbiamo registrato un aumento vertiginoso dei prezzi di input fondamentali: carburanti, energia, fertilizzanti… Un “caos intelligente” regna sovrano nelle dinamiche internazionali aprendo la strada a speculazioni di ogni genere. Tutta la filiera è preda di questa tempesta economica e reclama a gran voce interventi efficaci e tempestivi dell’istituzioni. Pena la perdita progressiva di competitività foriera di insicurezza e crisi sociali.
  2. IL CALO DELLE QUOTAZIONE DEI RISONI DELL’ULTIMA CAMPAGNA DI COMMERCIALIZZAZIONE SEMBRA DOVER PERDURARE! I LIVELLI MINIMI DEI LISTININ NON TROVANO RISCONTRO NRI PREZZI ALLO SCAFFALE…
    E ‘noto che, non solo in risicultura, all’agricoltore venga riconosciuta una quota marginale del valore aggiunto del proprio prodotto! Fare filiera è partecipare, insieme all’industria filiera, di una crescente quota di valore aggiunto che, diversamente, è gestito in modo egemonico dalla GDO. Le quotazioni si dimezzano ma i prezzi allo scaffale dei derivati di consumo rimangono invariati o addirittura aumentano. I consumatori devono conoscere per decidere!
  3. ABOLIZIONE DEL VINCOLO DI UTILIZZO DI SEMENTI CERTIFICATE PER AVER ACCESSO ALL’AIUTO ACCOPPIATO-RISO
    Da tre anni l’azienda agricola ha l’obbligo di documentare l’acquisto di sementi certificate, entro i limiti minimi di legge, per poter ottenere l’erogazione dell’”aiuto accoppiato”. Questa iniqua regola ha causato l’incremento ingiustificato delle quotazioni dei risi da seme, sempre meno correlate con i listini dei risoni.
  4. RIMODULAZIONE DELL’IMPOSTA SUL REDDITO DELLE IMPRESE AGRICOLE. Negli ultimi due anni il ritorno dell’imposizione dell’IRPEF-AGRICOLA ha coinciso con uno dei periodi più difficoltosi per la risicultura nazionale. Da parte del governo, ci attendiamo un impegno in merito, l’esazione dell’imposta fu interrotta nel 2016 a seguito di un periodo di crisi del settore, alleggerendo in modo significativo la funzione di costo aziendale e riavvicinando il mondo agricolo a quello istituzionale.
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