L’innovazione vola sulle risaie italiane. Lo dimostrano gli incontri che si sono svolti il 22 e il 23 luglio 2026 presso la cascina Melone di Casarile (MI) e presso l’agriturismo Acquamatta di Semiana (PV) di proprietà di Paolo Carnevale.
Protagonista Corteva Agriscience divisione Biologicals, che ha presentato nuovi prodotti utilizzabili con droni. A entrambi gli incontri c’era una nutrita partecipazione di risicoltori e di tecnici del settore, interessati alle modalità più innovative per migliorare l’efficienza della nutrizione del riso e la sua coltivazione. L’assoluta novità è un biostimolante microbiologico e la tecnica di distribuzione mediante il drone di una ditta specializzata.
LA LEGGE SUI DRONI
Ricordiamo che la nuova legge che regolamenta l’utilizzo dei droni in agricoltura è entrata in vigore il 18/11/2025 – Ddl 182/2025 – Semplificazione per lo sviluppo di sistemi di agricoltura di precisione e riconosce finalmente il drone come strumento per l’agricoltura di precisione. Tuttavia il loro utilizzo è ancora consentito solo per la distribuzione di biostimolanti, concimi e sementi. Per quanto riguardono i fitofarmaci rimangono limitati alle sole sperimentazioni regionali in corso sia in Piemonte che in Lombardia.
MAPPE DI PRESCRIZIONE
Le prove vertevano sul completamento della concimazione delle coltivazioni di riso mediante l’utilizzo di una “mappa di prescrizione”, realizzata mediante un precedente volo di un drone, di rilevazione della vigoria delle piante. Durante le manifestazioni sono state distribuite le innovative molecole fertilizzanti.
Nicolò Spreafico, tecnico di un’azienda specializzata nell’agricoltura di precisione, ha illustrato le caratteristiche del drone utilizzato: «si tratta di una macchina con quattro rotori e una capacità del serbatoio di 100 litri. Questo le consente di effettuare la distribuzione su circa 1-1,5 ettari in circa 5-6 minuti» ha detto.
NUTRI-ELLE
Angelo Ceruti di Terrepadane, presente all’incontro, ha illustrato le caratteristiche di Nutri-Elle, uno dei prodotti utilizzati per fornire al riso le sostanze nutritive, costituito da amminoacidi estratti da alghe del genere Ascophyllum nodosum. Durante il suo intervento, Ceruti ha commentato anche la situazione che si sta creando nelle risaie italiane: «Probabilmente quest’anno la raccolta inizierà anticipatamente, ma le prospettive di raccolto non sembrano particolarmente elevate. Rimangono poi le incertezze sulla collocazione del prodotto».
IL PRIMO BATTERIO FOGLIARE
Quindi è arrivato il momento della presentazione di Utrisha N, il biostimolante che era al centro della sperimentazione. Davide Vitali, capo area nord ovest di Corteva e risicoltore a Torre d’Isola (Pavia) illustra il nuovo prodotto. «Utrisha N è costituito da Methylobacterium symbioticom SB23 ed è il primo batterio fogliare in commercio, in esclusiva per Corteva, a catturare l’azoto atmosferico e trasformarlo in azoto prontamente disponibile per la pianta».
Matteo Boggioni (Corteva) ha specificato che «Utrisha N può essere distribuito in miscela con ogni tipo di fungicida ad eccezione dello zolfo. Viene assorbito mediante gli stomi delle foglie, ossia le piccole aperture attraverso cui le piante emettono ossigeno e incamerano anidride carbonica, e, essendo un microrganismo, si sviluppa all’interno della pianta nutrendosi di metanolo, un sottoprodotto della fotosintesi di cui altrimenti la pianta dovrebbe liberarsi».
DUE AZIONI
«All’interno della pianta Utrisha N genera due azioni specifiche. In prima istanza agisce direttamente sul metabolismo della pianta, rendendo il processo fotosintetico non solo più attivo, ma anche più efficiente. In secondo luogo, è in grado di sfruttare l’azoto presente nell’aria che normalmente non è assimilabile dal riso e trasformarlo in ammoniaca che invece lo è. La pianta può quindi utilizzarlo per svilupparsi» ha concluso Boggioni.
Vitali ha poi completato la presentazione specificando che «l’utilizzo dell’azoto “catturato” dal microrganismo da parte della pianta è estremamente graduale e questo non provoca pericolosi accumuli di azoto nelle foglie consentendo di migliorare la produzione di sostanze nutritive per il granello e quindi la produzione e la resa alla lavorazione del riso, senza incorrere nel rischio di esporre il riso alle patologie fungine, favorite in seguito ad un intervento di concimazione tardivo». la disponibilità delle nuove tecnologie permette di razionalizzare la distribuzione del prodotto sulla base della vigoria in ogni singolo campo.
Per questo Paola Pasta dell’Università di Milano (DiSAA) ha provveduto a “mappare” i campi oggetto di prova allo scopo di “calibrare” la distribuzione sulla base della vigoria del riso nelle diverse aree del campo. Il lavoro è poi eseguito in modo perfetto dal drone impiegato. Quindi il rapporto costo/beneficio è a favore di Utrisha N, che viene solitamente distribuito alla dose di soli 0,33 kg/ha. Il prodotto è molto adatto alla distribuzione mediante il drone.
RISAIE SOTTO GLI OCCHI
La presenza di prove condotte in pieno campo in due aziende facilmente raggiungibili consentirà, ai risicoltori interessati, di rendersi conto direttamente dell’efficacia nutrizionale di Utrisha N, andando a verificarlo personalmente sul posto.
LE MICORRIZE
L’utilizzo della “mappa di prescrizione” e l’efficacia dei prodotti utilizzati renderanno il campo vigoroso, produttivo e perfettamente uniforme. Davide Vitali ha anche annunciato l’avvio del processo di commercializzazione di un secondo prodotto estremamente innovativo che sarà disponibile dal prossimo anno: «si tratta di una micorriza, il Glomus iranicum var. tenuihypharum, che è distribuito in propaguli vivi».
Le micorrize sono associazioni simbiotiche mutualistiche tra funghi e radici delle piante in cui il fungo riceve assimilati della pianta e fornisce alla stessa elementi nutritivi. Vitali ha proseguito: «Il prodotto, miscelato con la semente direttamente nella tramoggia della seminatrice, entra in contatto con le giovani piantine e amplifica l’azione delle radici aumentandone il numero e la lunghezza.
La presenza della micorriza consente alla pianta di superare indenne molti stress come l’eccesso di fertilizzazione, la carenza di acqua e la salinità dei terreni, oltre a proteggere la stessa da funghi, nematodi e dalle malattie radicali». Dal prossimo anno la sperimentazione potrà essere ampliata coinvolgendo anche enti pubblici come l’Ente Nazionale Risi e altri centri di ricerca.
APPROCCIO INNOVATIVO
Quello presentato è un modo fortemente innovativo di vedere la nutrizione del riso in un periodo in cui i concimi tradizionali diventano sempre più costosi e soggetti a limitazioni legislative per il loro impatto sull’ambiente.
L’agricoltura indicata comunemente col termine di “conservativa” sta diventando non più una astrazione da discorsi filosofici, ma una concreta necessità.
I numerosi vincoli che vengono posti sia dalla normativa che dagli ormai evidenti cambiamenti climatici non possono che essere superati passando attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie che, gli incontri Corteva lo dimostrano, sono ormai pienamente disponibili anche in pieno campo. Autore: Franco Sciorati

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