IL PAKISTAN IRRIGA COL SOLE

comunità energetiche
La tecnologia può aiutare in risaia, ma a volte anche distruggere delicati equilibri generati nei secoli; accade in Pakistan, dove, secondo l’agenzia Reuters, il ricorso massiccio a pompe idrauliche alimentate da pannelli solari sta portando conseguenze devastanti sul settore risicolo. Karamat Ali, agricoltore della provincia del Punjab, ha recentemente venduto una parte delle sue vacche e de suoi bufali investendo il ricavato in un impianto fotovoltaico. LEGGI L’ARTICOLO.

UN CASO STUDIO…

Il risicoltore utilizza ora i pannelli per alimentare un pozzo tubato dotato di pompa sommersa, soluzione che gli consente di irrigare le risaie con maggiore continuità, senza dipendere dalla rete elettrica – soggetta a interruzioni frequenti – né dal gasolio, ormai molto costoso.

Con la diffusione dell’energia solare in Pakistan, sempre più risicoltori stanno abbandonando diesel e corrente di rete a favore di pozzi tubati alimentati da pannelli fotovoltaici, secondo quanto emerso da interviste a dieci agricoltori, funzionari governativi e analisti.

ABBASSAMENTO DELLE FALDE

Questo sviluppo coincide con un rapido abbassamento delle falde freatiche nella provincia più popolosa del Paese, secondo documenti interni dell’autorità idrica del Punjab visionati da Reuters. I documenti non indicano cause specifiche.

Alcuni agricoltori hanno riferito di aver iniziato a irrigare le risaie con maggiore frequenza – fino a più volte al giorno secondo una tecnica conosciuta come irrigazione “a impulsi” – una pratica resa possibile solo grazie all’energia solare. Inoltre, molti produttori stanno ampliando le superfici risicole a scapito di colture meno idroesigenti: tra il 2023 e il 2025, la superficie coltivata a riso in Pakistan è aumentata del 30%, mentre quella a mais è diminuita del 10% (dati USDA).

Non esistono stime aggiornate sul numero totale di pozzi di questo tipo nel Paese, che non richiedono alcuna registrazione obbligatoria. Tuttavia, la diffusione dell’alimentazione solare è tale che, entro il 2025, il consumo di energia elettrica del settore agricolo dovrebbe ridursi del 45%, secondo l’economista energetico Ammar Habib, consulente del Ministro dell’Energia. Secondo i calcoli basati sui dati dell’autorità energetica nazionale, circa 400.000 pozzi alimentati dalla rete elettrica sarebbero stati convertiti al solare. Un ulteriore incremento di circa 250.000 pozzi installati ex novo dal 2023 porta la stima complessiva a circa 650.000 impianti alimentati a energia solare.

DIFFUSIONE DEL FOTOVOLTAICO

Il boom fotovoltaico in Pakistan, favorito dall’aumento delle tariffe elettriche nel 2023, si osserva anche in altri Paesi. La massiccia produzione di pannelli solari in Cina ha provocato un crollo dell’80% dei prezzi dal 2017, spingendo agricoltori dal Brasile fino all’Iraq a utilizzare l’energia solare per i loro sistemi irrigui.

Tuttavia, questa diffusione rischia di aggravare il problema dell’abbassamento della falda nelle aree risicole del Punjab.
Secondo mappe interne del dipartimento irrigazione, la profondità della falda ha superato i 18 metri – soglia considerata critica – nel 6,6% del territorio provinciale nel 2024, con un aumento del 25% rispetto al 2020. Le aree con falda oltre i 24 metri sono più che raddoppiate nello stesso periodo.

EFFETTO DEL SOLARE SULLA FALDA

Il ministro dell’Energia pakistano Awais Leghari ha dichiarato che è «errato sostenere che i pozzi solari prosciughino le falde». Secondo lui, gli agricoltori estrarrebbero la stessa quantità d’acqua di prima, sostituendo solo il diesel con il solare. Ma diversi agricoltori intervistati hanno riferito di irrigare molto più frequentemente e di aver ampliato le superfici risicole.

Il ministro dell’Irrigazione del Punjab, Muhammad Kazim Pirzada, ha riconosciuto il problema: «Il solare è positivo per l’ambiente, ma sta incidendo sulle nostre riserve idriche sotterranee». Il dipartimento sta sperimentando sistemi di ricarica delle falde in oltre 40 siti e recuperando infrastrutture idrauliche storiche per ridurre la dipendenza dall’irrigazione da pozzo.

Secondo lo scienziato ambientale indipendente Imran Saqib Khalid, il Pakistan necessita di strumenti di gestione attiva come la mappatura capillare dei pozzi e il monitoraggio in tempo reale dei prelievi. Senza interventi, l’abbassamento delle falde continuerà: «A lungo termine, ciò inciderà sull’intensità colturale e sulle specie coltivabili, con effetti diretti sulla sicurezza alimentare.»

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