Si è tenuto a Sartirana Lomellina il primo festival “Camminare sull’acqua”, dal 5 al 7 settembre tre giorni densi di appuntamenti tra formazione, dibattiti e momenti di valorizzazione territoriale presso La Pila. In particolare durante il convegno di venerdì 5 settembre, “Governare l’acqua”, che ha visto la partecipazione di Marta Sempio di Confagricoltura, di Matteo Spada di Edison, del Senatore Gian Marco Centinaio, del Presidente della Provincia Giovanni Palli e dei consiglieri regionali Piloni e Mangiarotti.
Dopo la relazioni tecniche di Roberta Baldiraghi della Provincia di Pavia, di Valentina Parco del Parco del Ticino, di Francesco Tornatore dell’Autorità di Bacino per il Po e di Alberto Lasagna per Confagricoltura, è emersa la centralità del sistema risicolo per la stabilità del sistema irriguo padano.
COLTIVARE ACQUA
Una volta ancora è apparso palese come
coltivando riso si accumula acqua (e non la si consuma). Inoltre, si rallenta risorsa che torna in disponibilità del sistema Po in modo lento e progressivo, stabilizzando le portate, fattore fondamentale in questi anni di estrema mancanza di risorsa e di carenza di neve. Tutto questo permetterebbe di mitigare la riduzione delle cumulate annuali di pioggia e della sempre maggiore scarsità di neve.
Durante il confronto tecnico è emerso come la falda freatica, alimentata dall’irrigazione delle risaie tra lomellina, vercellese e novarese, sia in grado di trattenere 1 miliardo di metri cubi d’acqua comportandosi come una spugna che accumula risorsa durante le irrigazioni e la restituisce lentamente al Po per molti mesi. Tornatore dell’Autorità di Bacino ha stimato in ben 150 m3/s la portata restituita dal sistema risicolo al Po in modo costante, un terzo dei 450 m3/s necessari a contrastare la risalita del cuneo salino.
LA LOMELLINA GRANDE RICARICA IRRIGUA DELLA PIANURA PADANA?
Nei fatti la Lomellina, e l’areale risicolo nel suo complesso, diventano strategici per l’intera pianura padana. Maggiore è la superficie coltivata a riso, distribuendo nel tempo le semine, maggiori sono le possibilità di garantire acqua all’intera valle del Po. Chi scrive ha presentato i dati in real time dell’andamento della falda freatica aggiornati al 4 settembre grazie alla stazione di misura attrezzata proprio a Sartirana e monitorata a cura di Confagricoltura Pavia e dell’Associazione Le Fonti del Riso.
UN ANNO CRITICO
E’ emerso come il 2025 evidenzi un andamento poco positivo influenzato anche dalla tardiva riattivazione della rete irrigua e dalla attuale precoce disattivazione dei canali.
Dal 2021 ad oggi si riscontra un importante e costante calo dei picchi massimi stagionali dalla falda freatica. Significa che stiamo perdendo capacità di accumulo con ripercussioni sia sulla rete di fontanili, che rappresentano oltre il 30 % della disponibilità irrigua, che sulla disponibilità di acqua nel Po. Il 2025 è un anno emblematico e nel corso del quale la dinamica gestionale irrigua ha determinato un andamento preoccupante della falda freatica: è piovuto e si è avuta buona disponibilità di acqua ad inizio stagione, ma il sistema falda/fontanili ha risposto poco e male segnando anche l’andamento del 2026 in assenza di misure correttive.
FALDA PROTAGONISTA
Piuttosto che perdersi in discussioni territoriali, ambizioni di primogenitura risicola e di ius primae noctis sull’acqua o fantasiose riorganizzazioni consortili, occorre affrontare con pragmatismo l’unico elemento in piena disponibilità del comparto irriguo: la gestione della falda freatica utilizzando tutte le risorse possibili. L’acqua derivata dai fiumi non è consumata ma è solo presa a prestito e restituita in modo costante, diffuso e continuo al sistema fluviale. La restituzione della falda risicola in Lomellina garantisce stabilità al Po e compromettere la disponibilità di portata o superfici coltivate genererebbe quindi, tra l’altro, un danno alle portate del Po lungo l’intera asta.
WATER FARMING
Diventa centrale far circolare l’acqua quanto più tempo possibile e, per la prima volta, è introdotto il concetto di “Water Farming”: coltivare l’acqua nel corso dell’anno attraverso l’irrigazione estiva e la sommersione invernale. Questa modalità supera i concetti desueti alla base del deflusso ecologico e dell’attuale modello gestionale utilizzato dai consorzi irrigui territoriali.
Tutti i presenti hanno concordato sulla necessità di riflettere intorno al water farming, aprendo la strada ad un ragionamento nuovo che permetterebbe, all’intero bacino padano, di beneficiare della costante restituzione di falda innescata da una saggia gestione irrigua in ambito risicolo (avviso). Dagli antichi magazzini del riso de La Pila di Sartirana, dal cuore della risicoltura europea, arriva una proposta concreta grazie a “Camminare sull’acqua – festival della conoscenza”. Autore: Alberto Lasagna, Confagricoltura