Come molti risicoltori sanno, ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 4 agosto 2017, n.131, l’Ente Nazionale Risi ha istituito un registro varietale. Il registro costituito da due elenchi:
- l’elenco delle varietà agronomiche il cui nome può accompagnare la denominazione dell’alimento di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 4 agosto 2017, n.131, (riso tondo, medio, lungo A, lungo B);
- le varietà agronomiche, il cui prodotto utilizza la denominazione dell’alimento di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 4 agosto 2017, n.131, (varietà tradizionali: Arborio, Baldo, Carnaroli, Ribe, Roma, S.Andrea, Vialone nano).
COMMERCIO E VARIETA’ SULLE CONFEZIONI
Questa normativa costituisce la base per la commercializzazione sul territorio nazionale del riso lavorato (bianco). Nessuna confezione di riso può essere messa in vendita senza riferirsi ai gruppi riportati, sia essa derivata da risoni di produzione italiana che di produzione estera. Appare quindi evidente l’importanza di questo decreto che, come previsto dalla legge, l’Ente Risi ha provveduto ad aggiornare e pubblicare il 29/08/2025 e su cui si baserà la collocazione del nuovo raccolto nel 2026 sul territorio nazionale.
LA TECNOLOGIA NON CONTA
Va ricordato che per attribuire il nome di vendita ad una varietà di risone ci si basa unicamente sulle dimensioni del granello lavorato e non si distingue tra varietà “tradizionali” e con “tecnologia” che, ai fini della vendita di riso bianco, sono equiparate. Esiste tuttavia un secondo registro in cui sono iscritte le varietà IMI tolleranti in commercio in Italia, sia quelle del registro varietale nazionale che quelle di altri paesi europei che ha il solo scopo di fornire ulteriori informazioni. LEGGI LA TEBELLA COMPLETA QUI.
I GRUPPI DEI RISI LAVORATI
Come indicato nei riferimenti di legge ai fini della vendita i risi lavorati sono raggruppati in quattro gruppi principali; TONDO, MEDIO, LUNGO A e LUNGO B. Questa denominazione deve essere riportata su ogni confezione di riso posta in commercio in Italia e questo sia per le varietà “nazionali” che per quelle importate da altri paesi. Queste ultime hanno una sezione a loro dedicata nel registro di cui non tratteremo in questo articolo. Vediamo di analizzare per ogni gruppo quali sono le nuove varietà autorizzate alla vendita del prodotto trasformato per la campagna di commercializzazione 2025-2026.
GRUPPO TONDO
Questa denominazione di vendita racchiude più di 60 diverse varietà di risone. Tra queste sono iscritte per la prima volta il FURORE di Biloni Massimo («tondo, cristallino, precoce, glabro e resistente al brusone. Un passo avanti rispetto al SINFONIA», dichiara il costitutore); Il MIRAI AKAI PV della ditta HPR srl, una società di biotecnologie con sede a Pazzana – VC, che è destinato al mercato Super Premium del SUSHI ed è coltivato solo su filiera. Da ultimo il POKER PV di Giandomeniso Polenghi.
GRUPPO MEDIO
Questa denominazione di vendita racchiude quasi 50 diverse varietà di risone. Le novità di questo gruppo sono rappresentate da risi destinati a utilizzi particolari come l’ EUSAKE01 e 02 («destinate alla produzione del noto liquore a base di riso e derivate da una varietà giapponese tipica», dichiara il costitutore) iscritti da Biloni Massimo oltre al PANTERA della ditta SECE sas, a granello nero.
GRUPPO LUNGO A
Anche questa denominazione raggruppa molte varietà di risone, più di 40. In questo gruppo le novità sono rappresentate dal COSMO e dal SOCRATE della Valle Agricola. Romano Gironi di Valle Agricola afferma: « SOCRATE è la varietà più produttiva che abbia mai ottenuto». Da ultimo la varietà GRETA iscritta dalla SECE sas.
GRUPPO LUNGO B
Si tratta del gruppo con il maggior numero di varietà, più di 80. Tuttavia il gruppo presenta due sole “new entry”: l’IRIA HP PV registrato dalla ditta HPR srl sul quale
Giovanni Villa della stessa ditta dichiara: «Si tratta di una varietà con tecnologia “provisia” e con caratteristiche HP cioè con grandi capacità produttive e con impiego di un quantitativo di semente per ettaro molto bassa». Da ultimo l’ECCO995 FP di Rice Tec, Inc.
DENOMINAZIONI DI VENDITA PER I RISI TRADIZIONALI
La legge prevede poi 6 denominazioni di vendita specifiche per i risi tradizionali italiani. La normativa impone che possano usufruire della denominazioni tradizionali tutte le varietà indicate nel decreto senza distinzione del luogo di coltivazione del risone o della nazione in cui sono iscritte le varietà.
Tuttavia, sino ad oggi, l’Ente Risi ha consentito di iscrivere con denominazioni tradizionali solo varietà presenti nei registri varietali europei (NON solo quello italiano). Vedremo se l’Ente potrà respingere eventuali richieste di nazioni non europee. Ecco il dettaglio.
- ARBORIO – La denominazione raggruppa 21 varietà di risone. In questo gruppo diversi sono i nuovi tipi di risone e in particolare: ANTEO CL di Lugano Sementi, BRAMANTE (ExSap2311) di Sapise, CL100 di Giandomenica Polenghi e il MERITO PV sempre di Lugano sementi.
- ROMA- BALDO – 25 sono le varietà di risone che possono essere commercializzate con questa denominazione una volta lavorate. In particolare le novità sono rappresentate da AURORA e PARIDE (prima varietà IMI) di Valle Agricola. « PARIDE è una varietà molto resistente alle malattie e con un granello simile al BARONE», dichiara Romano Gironi.
- CARNAROLI – Questa denominazione può essere apposta sui risi derivati dalla lavorazione di ben 18 varietà diverse. Le novità per quest’anno sono rappresentate da FABIO della Merzi D’eril Sementi e PICASSO di Sapise.
- RIBE – Qui i risoni ammessi sono 74 di cui numerosi sono inseriti per la prima volta. In particolare ELY PV (Ex Elite PV) di Lugano Sementi, Giorgione (Ex Sap 2306) di Sapise, KAMIR PV e NADIR PV di HPR srl, «varietà con granello lavorato di alta qualità», dichiara sempre Giovanni Villa. La varietà IBERICO Cl, iscritta nel registro del Portogallo da BASF Portogallo, il SINTRA e il CANDIDO CL di Lugano Sementi.
- VIALONE NANO – Si tratta del gruppo con le maggiori innovazioni. Dopo un lungo periodo in cui la denominazione veniva utilizza dalla sola varietà tradizionale (il VIALONE NANO appunto) nello scorso anno è stato affiancato da due nuovi “tipi” di risone lo STRADIVARI e il PAGANINI di SIS foraggera. Per questa nuova campagna si affiancano due nuovi risoni l’OTTO di Sapise e il VINARPI di Bertone sementi. Rimane” strano” vedere che la varietà ARGO, per anni ritenuto molto simile al Vialone, non è compresa nella denominazione ma rimane nel gruppo dei Medi generici.
- SANT’ANDREA – questa denominazione mantiene le sue due uniche varietà l’ALLEGRO e il SANT’ANDREA.
TUTTE LE VARIETA’ NECESSARIE?
Ormai più di 300 sono le varietà collocate nelle coltivazioni italiane sia iscritte nel nostro registro nazionale, sia in quello di altri paesi. Davvero sono tutte così necessarie? Ogni ditta che produce sementi ha una vasta gamma di risi con i diversi tipi di granello. E vista la liberalizzazione dei prossimi anni, anche con diverse tecnologie di diserbo. Spesso le differenze sono minime e riguardano pochi aspetti della coltivazione.
Questo comporta che, passato il periodo della novità, molte varietà “cadono nel dimenticatoio” o vengono seminate su piccolissime superfici. Questo provoca confusione e difficoltà per le industrie di trasformazione che, per legge, non possono mischiare varietà di riso lavorato diverse nella stessa scatola anche se simili tra di loro.
SCARICA QUI IL REGISTRO VARIETALE COMPLETO: REGISTROVARIETALEcampagna2025-2026persito_784_114852
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