L’Ente Nazionale Risi ha pubblicato la relazione “Riso – Evoluzione di mercato e sue prospettive” che viene annualmente inviata al Ministero dell’Agricoltura, MISAF, e rappresenta “la bibbia” statistica per la risicoltura italiana..
SEMINE DEL 2024 – 2025: COLLOCAZIONE SUL MERCATO
Questa relazione fa il punto definitivo sulle semine del 2024 e la loro collocazione sul mercato e su quelle del 2025 dando anche indicazione sulla loro vendita. Tradizionalmente questo rapporto comprende le ultime due annate e serve ai funzionari di Roma come informazione sul settore.
Negli scorsi anni la relazione era stata resa pubblica nel mese di Dicembre ma quest’anno solo ora.
Per quanto riguarda le semine 2024 il dato definitivo indica una superficie di 226.129 ettari con un incremento di 15.890 ettari rispetto all’anno precedente. La produzione media è risultata pari a 6,17 t/ha, superiore a quella di 6,60 t/ha dell’anno precedente. Nel complesso l’Italia avrebbe prodotto 1.394.866 tonnellate di cui 1.337.772 tonnellate di risone, corrispondente al 94,6% della disponibilità vendibile, sono trasferiti all’industria di trasformazione e ai commercianti entro il 31 di agosto 2025. Il dato rappresenta una contrazione rispetto alla precedente campagna 2023 di 69.425 tonnellate.
TRASFERIMENTI SUPERIORI E SCORTE
I trasferimenti mensili della campagna 2024/2025 sono risultati superiori a quelli della campagna precedente dal mese di ottobre fino a febbraio per poi posizionarsi su livelli inferiori fino alla fine della campagna. Nella tabella seguente, fornita dall’Ente Risi, le vendite dei produttori nei vari mesi della campagna 2024-25. Da segnalare che i quantitativi ritirati dalle riserie nei vari mesi seguono lo stesso andamento da anni.

Pertanto il riporto sulla campagna 2025 presso i produttori è risultato pari a 76.121 tonnellate di risone, corrispondenti al 5,4% della disponibilità vendibile, con un aumento di 10.148 tonnellate rispetto al 2023.
L’ 85% delle scorte era rappresentato da varietà con granello di tipo Medio-Lungo A, mentre le varietà con granello Tondo e di tipo Lungo B rappresentano, rispettivamente, il 5% e il 10%.
Naturalmente a questi dati vanno aggiunte le scorte giacenti presso l’industria di trasformazione ossia il risone ritirato dalle aziende risicole e non ancora trasformato e venduto. Vedremo se questi dati si confermeranno anche per la campagna in corso.
IMPORT ED EXPORT
Nella relazione sono poi specificati i dati sui prezzi definitivi della scorsa campagna, le importazioni e le esportazioni di riso sia dirette in Europa che nel resto del mondo. Un dato interessante è quello relativo al risone “da seme”.
La superficie certificata per il 2024/2025 è di 11.396 ettari per una produzione di 47.176 tonnellate a cui vanno aggiunto 845,97 tonnellate di semente importata dall’estero.Degno di nota anche il dato dell’export di semente che si attesta sulle 6.277,90 tonnellate.
I RACCOLTI
Si passa poi a trattare il raccolto coltivato nel 2025. La superficie investita a riso si è attestata a 234.732 ettari, superiore di 8.603 ettari al dato registrato nel 2024.
Oltre alla superficie coltivata la relazione fornisce anche una stima delle produzioni raccolte nello scorso anno dettagliando per ogni gruppo varietale. I dati sono riportati nella tabella seguente.

Considerando una ”resa alla lavorazione” media, sempre stimata dall’Ente, del 60% si ottiene una produzione prevista di 835.391 tonnellate di riso lavorato a cui vanno aggiunte le scorte detenute dai produttori e dall’industria ad inizio campagna per un totale di 1.082.417 tonnellate disponibili per la vendita.
Il dato è in crescita rispetto al raccolto precedente di 60.000 tonnellate circa. La stima è messa più volte in dubbio a causa della forte grandinata del mese di Settembre, vedremo se si confermerà.
Aggiungendo le importazioni dall’estero e dagli altri paesi europei si raggiunge, secondo l’Ente, la cifra di 1.292.417 tonnellate.
BILANCIO DI COLLOCAMENTO
Il bilancio di collocamento redatto dall’Ente non prevede l’intera collocazione del riso ma un riporto sulla prossima campagna, quindi sul raccolto 2026, di circa 247.417 tonnellate. Solo il tempo ci potrà confermare se le stime dell’Ente Risi sono corrette.
VENDITA: 150 MILA TONNELLATE VERSO EXTRA UE
La relazione l’Ente indica anche come dovrebbe avvenire la vendita del raccolto 2025: «Si stima che la disponibilità totale di riso lavorato della campagna di commercializzazione 2025/2026 possa essere collocata sul mercato interno, Italia e altri Paesi dell’Unione Europea, per 895.000 tonnellate e sul mercato dei Paesi Terzi per 150.000 tonnellate».
«Nel complesso si stima un collocamento di 1.045.000 tonnellate, con un incremento di circa 30. tonnellate, +2,8%, rispetto al collocamento registrato nella campagna precedente, in gran parte per effetto dell’aumento dell’export verso i Paesi extra Ue che ha caratterizzato il mercato nei primi mesi della campagna».
«Entrando nel dettaglio per tipologia, risulterebbe un minor collocamento dei Tondi, -9.400 tonnellate circa. e dei Lunghi A, -13.700 tonnellate circa, mentre dovrebbe registrarsi un maggior collocamento dei Medi/Lunghi A, +51.700 tonnellate circa».
I DATI EUROPEI
«Il flusso di importazione di riso semilavorato/lavorato dalla Cambogia e dal Myanmar, nel periodo compreso tra il 1° settembre 2025 e il 28 giugno 2026, si è collocato a 407.585 tonnellate, con un calo di 9.621 tonnellate, -2,3%, rispetto allo stesso periodo della campagna precedente.
Le importazioni dalla Cambogia, pari a 213.106 tonnellate, di cui 200.747 tonnellate di riso “Indica”, risultano in diminuzione di 22.001 tonnellate, -9,4%, mentre quelle provenienti dal Myanmar, pari a 194.479 tonnellate, di cui 154.095 tonnellate di tipo “Indica”, risultano in aumento di 12.380 tonnellate,+6,8%».
PREFERENZE TARIFFARIE DAL 1°GENNAIO 2027
Inoltre l’Ente ricorda al MSAF il pericolo rappresentato dal Sistema di Preferenze tariffarie Generalizzate, SPG, introdotto dal regolamento pubblicato il 22 giugno 2026, regolamento -UE 2026/1395 del Parlamento europeo e del Consiglio. e che entrerà in vigore il 1° gennaio 2027.
Questo regolamento introduce le tanto discusse soglie di importazione per i paesi in via di sviluppo, PMA, ed in particolare Myammar e Cambogia.
Secondo il parere dell’Ente: «in caso di superamento della soglia, il provvedimento stabilisce per l’anno successivo un contingente di importazione pari alla media decennale senza l’incremento del 45%, quindi circa 216.000 tonnellate per la Cambogia e circa 172.000 tonnellate per il Myanmar.
A fine aprile 2026 il Parlamento europeo ha adottato il regolamento senza accogliere le richieste di miglioramento avanzate dalla filiera del riso dell’Unione Europea che avrebbero garantito una maggior tutela del settore».
RISO GIA’ CONFEZIONATO
La parte seguente della relazione è dedicata all’importazione di riso già confezionato da paesi Extra U.E., in costante aumento, e alla discussione sull’I.G.P., Indicazione di Origine Protetta, per il riso Basmati, anch’essa ancora pendente e a cui l’Italia si è opposta.
Da segnalare che anche l’A.I.R.I., l’Associazione delle Industrie Risiere Italiane, si è più volte pubblicamente opposta a questo aumento delle importazioni di riso confezionato, sia in piccole che in grandi confezioni.
RISO CLASSICO
Da ultimo l’Ente riporta i dati sulla produzione di riso “classico” che si è ridotta a soli 3.382 ettari e 195 produttori. Di questi 2.141 ettari e 128 produttori sono rappresentati dal solo Carnaroli.
Nel complesso la relazione rappresenta un rilevante punto di osservazione riassuntivo della situazione del riso italiano, comprendendo in modo semplice e facilmente consultabile tutti i dati rilevanti della produzione e commercializzazione del riso italiano. Autore: Franco Sciorati
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