L’Ente Risi ha comunicato i trasferimenti e scopriamo che sono rallentati, probabilmente in vista del periodo festivo – scrive l’Ente in una nota -. Il risone per il momento ritirato dalle riserie è ai minimi dall’anno della siccità ma le giacenze sono in media rispetto ai due anni precedenti. I tondi sono il comparto con meno disponibilità trasferibile rispetto al consueto, mentre sembrano molto disponibili i risi da interno. Per i lunghi B non ci sono elevate giacenze, ma il trasferito ad oggi è il valore minimo nei 4 anni proposti dal documento, cosa che dimostra l’elevata competizione della merce importata, confezionata e non. Per i risi in griglia Ribe, che rappresentano la larga maggioranza delle varietà da export, le giacenze non sono elevate grazie a quantitativi trasferiti record negli ultimi 4 anni, idem dicasi per i medi. Questo vuol dire che i prezzi attuali, nettamente al di sotto della remuneratività, permettono di collocare agilmente questi risi, destinati principalmente all’export, e forse c’è spazio per un apprezzamento nel corso della campagna rispetto alle quotazioni attuali.
Nell’ultima settimana – scrive l’Ente – i trasferimenti di risone hanno riguardato 24.583 tonnellate così suddivise: 10.237 tonnellate di “lunghi A”, 8.016 tonnellate di “tondi”, 5.315 tonnellate di “lunghi B” e 1.015 tonnellate di “medi”. I trasferimenti totali ammontano a 492.350 tonnellate, collocandosi al 34% della disponibilità vendibile e risultano in calo di 20.639 tonnellate (-4%) rispetto alla scorsa campagna. Rimangono da collocare 946.697 tonnellate.
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