Le rilevazioni della Banca Mondiale certificate nel Commodity Markets Outlook di aprile 2026, il rapporto di riferimento globale sui mercati delle materie prime, fotografano uno scenario che non si vedeva dal 2022: l’indice mondiale dei prezzi dei fertilizzanti è cresciuto di oltre il 12% nel solo primo trimestre di quest’anno, raggiungendo ad aprile il livello più alto dall’ottobre 2022, trainato principalmente dalle perturbazioni alle esportazioni legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz.
L’urea ha registrato i rialzi più pronunciati, con incrementi più moderati per le altre tipologie di fertilizzanti. Il dato puntuale è più eloquente della media: a marzo 2026 il prezzo dell’urea è balzato del 53,7% rispetto a febbraio, toccando i 725,6 dollari per tonnellata, il livello più alto in quattro anni. E il movimento non si è fermato lì: ad aprile i prezzi dell’azoto hanno superato gli 850 dollari per tonnellata, con un rialzo dell’80% rispetto a febbraio e il livello più alto mai registrato da quella data. Su base annua, a fine marzo il rincaro dell’urea sfiorava l’81%.
UREA + 60%
I prezzi dei fertilizzanti sono proiettati adesso a crescere del 31% nel 2026, con un balzo dell’urea del 60%, con implicazioni serie per l’occupazione e lo sviluppo. Si tratta della fiammata energetica più intensa dalla guerra in Ucraina del 2022. La proiezione incorpora un’ipotesi di riapertura progressiva dello Stretto entro fine 2026, ma i rischi restano orientati al rialzo: tensioni prolungate nell’area, ulteriori restrizioni commerciali da parte di grandi esportatori e prezzi del gas più alti del previsto potrebbero spingere l’urea oltre i livelli medi del 2022. L’Italia non è in scarsità strutturale di prodotto, ma i prezzi si sono adeguati con rapidità ai mercati internazionali.
RAFFORZARE RISERVA AGRICOLA PAC
In settimana si è saputo che la Commissione europea propone di rafforzare la riserva agricola della Pac con 300 milioni di euro aggiuntivi per fornire un sostegno «mirato ed eccezionale» agli agricoltori colpiti dagli effetti della guerra in Medio Oriente e dall’aumento dei prezzi dei fertilizzanti.
La misura è contenuta nell’emendamento al bilancio Ue 2026 adottato dall’esecutivo europeo e si inserisce nel quadro degli interventi già annunciati lo scorso 19 maggio nel piano dedicato al settore dei fertilizzanti. Bruxelles sta inoltre valutando le risorse ancora non utilizzate della riserva di crisi per l’anno in corso, stimate in poco più di 200 milioni di euro. In questo scenario, la dotazione complessiva potrebbe superare i 500 milioni di euro.
L’obiettivo è mettere a disposizione strumenti di sostegno diretto e temporaneo per gli agricoltori maggiormente esposti agli aumenti dei costi di produzione. La proposta dovrà ora essere esaminata dal Parlamento europeo e dagli Stati membri.
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