Settimana di mercato in chiusura con cali diffusi nelle borse lombarde di Milano e Mortara, pur con dinamiche diverse. A Milano le flessioni sono contenute, con nuove quotazioni ancora in molti casi maggiori rispetto alle altre sedi. Le variazioni vengono rapidamente assorbite dal listino del riso lavorato, raddoppiate come di consueto. A Mortara, invece, i ribassi sono in parte allineamenti ai prezzi visti nelle piazze piemontesi a inizio settimana (LEGGI), ma emergono anche nuovi minimi dell’annata. Il Carnaroli Classico scende a 75 €/q lordi, mentre Vialone Nano e similari scivolano a 68 €/q lordi.
PREZZI ALLO SCAMBIO ANCORA AL RIBASSO
Gli operatori descrivono un mercato in cui, nonostante i cali, le quotazioni risultano non ancora del tutto allineate ai prezzi effettivamente pagati, talvolta inferiori. Pur notando una lieve ripresa della domanda, questa rimane orientata al ribasso e coinvolge solo piccoli quantitativi: qualche acquisto su lunghi A da parboiled, lunghi B e alcune varietà di tondo, ma i compratori restano decisamente pochi.
I valori circolati in sala di contrattazione nella mattinata di venerdì sono: Selenio 65 €/q lordi con pagamenti lunghi; “gruppo” Centauro e Omega 55 €/q lordi con pochi acquirenti; Araldo vociferato a 52 €/q lordi; lunghi B 35 €/q lordi per gli ibridi, 37-38 per gli altri. Tra i lunghi A da parboiled 40 €/q lordi per Ronaldo, 38 per Kinder ed Ely e 45 per CL 007. Il medio Sunrose si scambia a 37/38 €/q lordi. Nel mercato interno gruppo Roma stabile a 45 €/q lordi ma con scarsa domanda, Arborio senza compratori a 65 €/q lordi e con offerte a 60, Carnaroli Classico a 75 €/q lordi e similari tra 60 e 65 €/q lordi. Nel gruppo Baldo restano i due prezzi, 55 €/q lordi per Cammeo, 50 per CL 712.
GLI EFFETTI A LUNGO TERMINE DELLA SICCITÀ
Ancora sostenuti i ritiri, con 37.770 tonnellate movimentate negli ultimi 7 giorni (VEDI). Scavando nel sito di Ente Nazionale Risi, pur considerando qualche discrepanza (ad esempio “Il Risicoltore” di dicembre riporta una produzione totale di 1.463.534 tonnellate lo scorso anno mentre il bollettino trasferimenti propone 1.413.893 t), abbiamo prodotto una tabella con disponibilità vendibile, trasferito alla prima rilevazione di dicembre e rapporto in percentuale, nell’anno corrente e nei 10 anni precedenti. Tali numeri mostrano un collocamento complessivo vicino ai minimi ma nel consueto range percentuale, escludendo i dati ottimi del periodo Covid. Ciò in quanto la disponibilità vendibile di questa annata, pur maggiore delle attese, risulta il terzo dato minore in tabella.

Nei grafici seguenti, rapportandosi allo stesso periodo temporale, appare elevato il dato attuale sulle importazioni, in quanto in linea con la scorsa annata, quando si ottenne il terzo valore più alto degli ultimi 10 anni. Inoltre, andrebbe considerata la quota di prodotto importato già confezionato, che esclude tutta la filiera. Di questo valore non abbiamo dati recenti ma nelle ultime pubblicazioni di ENR risultava in crescita rispetto al passato.

Questi dati, dimostrano come la penetrazione dei mercati esteri sia cresciuta da quando l’offerta è calata a causa della siccità, per poi diminuire ma senza mai tornare del tutto ai livelli precedenti, né in termini di ritiri del prodotto nazionale né in termini di arrivi dall’estero.
PEZZONI: «I PAKISTANI VOGLIONO ESPORTARE ED ADEGUARSI AI NOSTRI STANDARD»
Un contesto che approfondiamo con Luca Pezzoni, mediatore di Reschiriso SAS. «Il mercato italiano ha subito un rallentamento e i listini si stanno adeguando alle quotazioni già in precedenza pagate. Inoltre, il riso italiano si trova in forte concorrenza con il mercato internazionale, europeo e non, in una situazione in cui la domanda sembra essersi disinteressata alle varietà da risotto. In questo senso il caso del gruppo Roma ne è la dimostrazione. Sembra che in questo momento i consumi si siano spostati su varietà non a granello perlato, e questa potrebbe essere una conseguenza dell’introduzione delle nuove varietà prevalentemente cristalline, un’occasione mancata per il mercato italiano, dal mio punto di vista.
La forte concorrenza internazionale l’ho potuta constatare di persona la scorsa settimana. L’Ambasciata del Pakistan ci ha invitati a visitare la fiera FoodAG a Karachi, in qualità di mediatori di riso lavorato operativi a livello mondiale. Abbiamo avuto modo di verificare quanta sia la volontà delle industrie pakistane di esportare, adeguandosi ad ogni standard qualitativo europeo. La fiera, aperta ai buyer internazionali, copriva l’intero settore agroalimentare pakistano, con un focus sul mercato del riso. Venivano proposte ogni varietà di lungo B e di Basmati, con la partecipazione di laboratori d’analisi e società di controllo, segno che il Paese ha compreso quale sia la propria lacuna e stia cercando le migliori opzioni per superarla.
Alla luce di quanto visto e ascoltato, se non si troveranno meccanismi di collaborazione e accordi tra UE e Pakistan, considerati i livelli attuali delle quotazioni, sarà difficile per la risicoltura europea riuscire a competere in un contesto internazionale. Vedremo quali sorprese ci attendono dopo le festività.» Autore: Ezio Bosso

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