La siccità assilla i risicoltori, ma non è l’unico problema di questi anni difficili: con la rarefazione dei principi attivi autorizzati le infestanti hanno fatto passi da gigante anche nelle risaie italiane. Ne è testimone Mirko Guarise, product manager europeo di FMC, la multinazionale che ha appena registrato Isoflex® active in Europa, pensato per fermare le infestanti resistenti (i.e, giavoni). Sarà probabilmente presto commercializzato in Italia. La società americana sta lavorando a diversi prodotti pensati per combattere le resistenze delle malerbe in diverse colture grano, mais soia e soprattutto riso.
CRODO SEMPRE TEMIBILE
«Girando per i risi italiani quest’anno – ci racconta Guarise – ho notato che il crodo è sempre temibile, anche quando si cerca di contenerlo con le varietà tecnologiche. È un segnale da non sottovalutare, perché noi si è mai preparati abbastanza a gestire le infestanti resistenti – nonostante si rivedano rafforzino i programmi e le strategie erbicide, si faccia qualche applicazione in più – i risultati non sono sempre soddisfacenti.Si aprono poi dei fronti nuovi».
Il riferimento non è soltanto alle alisme, contro cui FMC lavora in altri Paesi con il carfentranzone e potrebbe avere un interesse anche in Italia, ma anche alle malerbe tipiche dei periodi di siccità. «Il Cyperus Esculentus prospera con l’asciutta, così come le malerbe resistenti all’ALS inibitore. Anche il Cyperus difformis ha dato dei bei grattacapi.
Ma la malerba più impressionante con il clima secco è la digitaria, sulla quale stiamo sperimentando gli ottimi effetti di un programma integrato con Isoflex». L’impressione di fondo è che «il cambiamento climatico favorisca le resistenze delle malerbe del riso e che ci si debba attrezzare in fretta, per non trovarsi con le rese a picco, stretti nella morsa della carenza idrica e dell’avanzata delle infestanti».
IN TURCHIA INVECE…
Guarise è anche responsabile del Mediterraneo per FMC e racconta che «in Turchia lo scenario è molto simile a quello italiano. In Tracia, tuttavia, usano la semina in sommersione e i droni per seminare e per trattare, ma soprattutto stanno registrando principi attivi importati dalla Cina. Sono decisamente più innovatori di noi. Più cauti gli spagnoli. A Siviglia c’è molta acqua quest’anno e mondano il riso, nel delta dell’Ebro invece le infestanti spadroneggiano e in Estremadura scarseggia la risorsa idrica, un po’ come nella nostra Lomellina. E’ un Paese che sul piano risicolo ci assomiglia moltissimo». Se guardiamo al futuro prossimo invece, FMC si prepara a registrare una nuova generazione di erbicidi per il mercato turco per il resto d’Europa.
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