Si può trattare il riso con i droni. Parliamo ancora di sperimentazioni, ma il Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia ha ammesso, per bocca di Luana Giordano, questa possibilità.
E’ successo alla presentazione della terza fase di Demo-Farm. Dopo il primo progetto, focalizzato sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari in Aree Natura 2000, ed il successivo progetto Demo-Farm Plus sull’applicazione dei nuovi approcci previsti dalla PAC 2023- 2027 finalizzati alla riduzione degli impatti ambientali. Il 16 dicembre è partito ufficialmente il progetto Demo-Farm Next Vision, per la realizzazione di azioni dimostrative sull’applicazione dei principi della Visione dell’Unione Europea per l’Agricoltura e l’Alimentazione.
CAMBIO DI PARTERSHIP PER DEMO-FARM
Rispetto ai precedenti Demo-Farm è cambiato il parternariato: non c’è più l’Amministrazione Provinciale di Pavia, sostituita come Capofila dallo Studio Associato Agri.Bio, mentre SAGEA Group srl ha rimpiazzato Agricola 2000 nel ruolo di partner tecnico. Resta come partner scientifico il Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente (DSTA) dell’Università di Pavia, mentre la Società Agraria di Lombardia, che nei precedenti progetti curava la divulgazione, esce dal parternariato per fornire un supporto esterno.
Non a caso il primo webinar del progetto Demo-Farm Next Vision dedicato alle esperienze d’impiego dei droni in agricoltura, con cui il 16 dicembre si sono aperte le attività divulgative, è stato diffuso su una piattaforma curata dalla Società Agraria di Lombardia e coordinato da Flavio Barozzi, presidente di questa storica istituzione accademica, che ha in particolare sottolineato l’importanza di progettualità come Demo-Farm per cercare di riequilibrare il rapporto tra agricoltura e decisore politico, spesso contaminato da fattori che esulano dagli aspetti tecnici.
Le finalità, gli obiettivi e le modalità operative del progetto sono state illustrate dalla responsabile scientifica prof. Maura Brusoni del DSTA dell’Università degli Studi di Pavia, che ha sottolineato il rapporto di stretta interconnessione tra agricoltura e natura che sottende l’attività progettuale in una ottica di integrazione e non di contrapposizione.
DRONI: UN QUADRO NORMATIVO COMPLESSO
Daniele Rattini, contitolare dello Studio Agronomico Agri.Bio, è invece entrato nel vivo del tema, illustrando l’evoluzione tecnologica e normativa nell’impiego di UAS (Unmanned Aircraft Systems) come sono correttamente definiti i “droni”. Una evoluzione che, dai primi voli in Giappone a fine Anni ’80 fino ad oggi, ha portato ad un notevole incremento delle potenzialità e delle performances di questi strumenti tecnologici.
Qui pesa un quadro normativo complesso e delicato, anche per le implicazioni legate alla sicurezza dei voli ed all’uso pacifico dei mezzi. La recente “legge semplificazione” n.185 del 2 dicembre 2025 apre in questo quadro uno spiraglio importante, in quanto prevede che “L’irrorazione aerea con sistemi aeromobili a pilotaggio remoto UAS (Unmanned Aircraft System), di cui al regolamento di esecuzione (UE) 2019/947 della Commissione, del 24 maggio 2019, è consentita, in deroga alle norme vigenti e in via sperimentale, per un periodo di tre anni decorrenti dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, su terreni qualificati agricoli dai vigenti strumenti urbanistici…”.
DRONI E DISERBO: NON CI SONO EFFETTI DI DERIVA
Uno spiraglio che consentirà di ampliare l’attività sperimentale già avviata dal Servizio Fitosanitario Regionale della Lombardia, che è stata al centro della relazione di Luana Giordano. I dati raccolti dalle sperimentazioni condotte su vite in Valtellina e su riso in Lomellina consentono appunto, secondo la funzionaria regionale, di evidenziare la praticabilità dei trattamenti per la distribuzione di agrofarmaci mediante drone. Non si rilevano significativi effetti di deriva, si hanno ridotti rischi di contaminazione per gli operatori, notevoli risparmi nel fabbisogno di acqua come veicolante e di tempo per l’esecuzione (soprattutto nel caso di vigneti situati in zone impervie), a fronte di una efficacia che appare comparabile.
DRONI ANCHE PER LA CONCIMAZIONE
Oltre all’impiego nella distribuzione di agrofarmaci i droni sono già da tempo utilizzati per attività diagnostiche, prescrittive e predittive. Sono esempi i rilevi di vigore per l’elaborazione di mappe di prescrizione nella concimazione sitospecifica a rateo variabile. Di questo aspetto ha parlato l’agronomo Gian Luca Rognoni, Costui ha illustrato le esperienze maturate nell’ultimo decennio in collaborazione con il Centro Ricerche dell’Ente Nazionale Risi ed altri partners nel rilevamento dei parametri di vigore e nell’applicazione di curve dose/risposta per la concimazione a rateo variabile con particolare riferimento alla fase di differenziazione paniculare.
I PUNTI DI FORZA
I risultati estremamente positivi, sia in termini di incremento produttivo che di minore esposizione ad avversità biotiche (come i patogeni fungini) o abiotiche (allettamento), oltre che di complessivo risparmio nelle dosi di fertilizzante impiegato, vanno attribuiti ad una complessa interazione tra fase di raccolta delle informazioni, di interpretazione delle stesse, e di corretta applicazione dei mezzi tecnici. Per questo secondo Rognoni una efficacie adozione degli strumenti per l’agricoltura di precisione non può prescindere dalla ricerca agronomica, la quale deve mettere a disposizione degli agricoltori e dei tecnici gli strumenti adatti alla piena adozione delle forme più evolute per la corretta applicazione sitospecifica.
VANTAGGI PER LA STIMA DEI DANNI DA AVVERSITA’
E’ quindi stata la volta di Piero Actis, responsabile tecnico dell’areale nordoccidentale di una primaria compagnia di assicurazione contro le avversità delle colture. In questo ambito l’uso dei droni, iniziato sperimentalmente una decina di anni fa, presenta notevoli vantaggi rispetto ai rilevamenti a vista da terra. Con l’aiuto del drone è possibile mappare in maniera rapida e sicura eventuali fallanze nelle colture, disomogeneità nello sviluppo, areali danneggiati, allettamenti o carenze idriche. Il drone consente infine di individuare danni puntiformi indicando al perito dove posizionarsi per effettuare in corretto rilevamento visivo da terra.
SI COMPLETA CON VITE E MAIS
Le ultime relazioni, affidate a Matteo Marenco e Alessandro Vicari di Sagea srl, hanno riguardato l’utilizzo di droni nelle prove sperimentali per il controllo delle malerbe nel mais e della peronospora in vigneto, ed hanno sostanzialmente confermato quanto già emerso dalla relazione della dott.ssa Giordano del Servizio Fitosanitario della Lombardia, evidenziando gli aspetti di interesse nell’uso di questi strumenti ad integrazione di quelli utilizzati tradizionalmente.
SCARICA LE RELAZIONI DEL CONVEGNO QUI.
Puoi seguirci anche sui social: siamo su facebook, e linkedin. Vuoi essere informato delle novità? Compila il modulo newsletter e whatsapp presente in home page. Se vuoi leggere ricette trovi tutto su http://www.risotto.us. Se coltivi anche grano leggi www.granoitaliano.eu


