Nell’ultimo listino di luglio Vercelli rivede al ribasso il prezzo delle varietà da interno, avvicinandosi ai valori che Novara e Mortara avevano già indicato nelle precedenti sedute. Quella di martedì mattina è stata anche l’ultima pubblicazione per la piazza vercellese prima della pausa estiva. Una scelta analoga a quella fatta venerdì dalla commissione prezzi di Mortara (LEGGI). Queste due decisioni sanciscono de facto la fine del mercato 2024-2025 in termini di quotazioni ufficiali. Anche le nostre analisi si prendono una pausa, pronte a tornare quando il nuovo raccolto arriverà nelle sale di contrattazione
I prezzi proposti nel listino emesso a Piazza Zumaglini sono 70 €/q lordi per il gruppo Arborio, 60 per Baldo, 94 per Carnaroli Classico e 80 per Caravaggio e altri Similari. Tali valori, come accaduto nelle borse di Novara e Mortara dove si sono verificati simili deprezzamenti per i risi da interno, non rappresentano a pieno le cifre oggi ottenibili alla vendita, essendo difficile per gli operatori definirle in un contesto caratterizzato da scambi ridottissimi.
ARBORIO E CARNAROLI DALLE STELLE ALLE STALLE
In particolare, gli esperti riportano che i riferimenti nelle contrattazioni risultano inferiori di circa 5 €/q per i gruppi Arborio e Carnaroli. Tuttavia, va considerato che le partite di questi risi rimaste vendibili presentano una qualità merceologica bassa, nettamente al di sotto dei valori merceologici standard a cui si dovrebbe riferire la quotazione a listino.
Il mercato 2024-2025 di questi due gruppi varietali, i più apprezzati per il risotto, si è rivelato calante in termini economici. Le quotazioni si sono inizialmente assestate su valori elevati, fino a 100 €/q lordi, spinti da preoccupazioni sulla disponibilità e sulla qualità del raccolto. Questo costo della materia prima ha portato ad aumenti nel prezzo al consumo, finendo per frenare lo smercio. Il rallentamento degli acquisti si è avvertito già a marzo in termini di domanda in borsa merci, ma le prime vere ripercussioni sulle quotazioni si sono manifestate solo a maggio. Nella fase iniziale, infatti, molti risicoltori hanno preferito trattenere la merce. Tuttavia, con l’avvicinarsi dell’estate e dei problemi logistici e di conservazione, l’offerta è cresciuta rapidamente, provocando un crollo delle quotazioni: l’Arborio, in particolare, è sceso in due mesi da 95 a 65 €/q lordi.
Andamento diverso per i gruppi S. Andrea, Roma e Baldo. Questi si sono dimostrati più stabili sia in termini di prezzo che di domanda. Una dinamica dovuta anche ad un consumo in crescita sugli scaffali, soprattutto per Roma e Baldo, causato dalla maggior diffusione delle confezioni generiche da risotto, spinta dai prezzi elevati di Arborio e Carnaroli. Per gran parte della campagna S. Andrea è stato quotato 80 €/q lordi, il gruppo Roma 75, mentre Baldo, avendo una disponibilità maggiore, è oscillato tra 65 e 70.
MEDI E RIBE IN CALO, LUNGHI B STABILI, TONDI IN CRESCITA
Anche alcuni risi della griglia Ribe si sono dimostrati adatti alle confezione di lungo A generico, tuttavia l’elevatissima disponibilità del gruppo non ha permesso apprezzamenti significativi per tutto il mercato che sta volgendo al termine. I prezzi di queste varietà , tra cui le più rappresentative sono Diva, CL 007, Ronaldo e Leonardo, sono rimasti pressoché fermi per gran parte dell’annata, calando di 5-10 €/q negli ultimi due mesi. In questo periodo l’offerta è aumentata in concomitanza con un calo strategico della domanda, dovuto a maggior consapevolezza delle disponibilità e unione di intenti da parte delle riserie.
Lo stesso andamento ma con cali maggiori (fino ai famigerati 30 €/q lordi) è stato vissuto dai medi, rappresentati dalla varietà Sunrose. Per i lunghi B la volatilità è stata nulla per tutta la campagna. Si è registrata un’unica variazione alla borsa di Vercelli il 18 marzo, da 50 a 55 €/q lordi. Annata in crescendo, infine, per i risi tondi. Queste varietà hanno avuto prime quotazioni comprese tra i 45 ed i 55 €/q lordi ma hanno chiuso l’annata ufficialmente tra i 60 ed i 70. L’andamento rialzista è stato spezzettato nel corso delle settimane. Si è visto qualche calo qua è là per le varietà meno pregiate, rientrato nel corso di poche sedute.
Nel complesso il mercato 2024-2025 è stato meno volatile per tutto il suo svolgimento, soprattutto se confrontato con le ultime annate in cui i prezzi hanno subito variazioni molto più marcate. La conclusione, tuttavia, è stato il momento di maggior contrazione per diversi comparti, lasciando i risicoltori preoccupati per la commercializzazione del prossimo raccolto. Autore: Ezio Bosso
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