La siccità in Baraggia è più forte che altrove. Molti lettori ci scrivono attraverso whatsapp (lo strumento per contattare la redazione e riceverne le segnalazioni che modulo si trova in home page), lamentando mancanze nel servizio irriguo. E’ materia ad alto tasso tecnico. Pertanto, si è chiesto al consorzio di bonifica di spiegarci cosa ha fatto per salvare la risaia. Ecco cosa ci ha risposto.
BARAGGIA, LE AZIONI CONTRO LA SICCITA’
«Le portate derivate dal Fiume Sesia hanno iniziato a ridursi a far data dal 08/06 u.s. quando il Consorzio derivava a vantaggio dei terreni del proprio comprensorio 8.585 l/sec, a fronte di una competenza pari a 10.200 l/sec (riduzione del 16%). Nei 5 giorni successivi (periodo 09/06 – 13/06) le portate si sono mantenute abbastanza costanti (media 7.937 l/sec – riduzione 22%), ma dal 14/06 c’è un calo repentino. (Intanto ecco cosa succede a Prarolo)
La media derivata nel periodo 14/06 – 03/07 è scesa infatti a 5.525 l/sec (riduzione del 46%), per calare nuovamente e repentinamente nei sei giorni successivi (periodo 04/07 – 09/07 – media 2.839 l/sec – riduzione 72%), infine assestandosi a 1.993 l/sec (periodo 10/07 – 24/07), con una riduzione del 80%.
Un ulteriore calo si osserva il 25/07 (fino al 06/08), con le portate che si sono assestate ad una media pari a 1.266 l/sec (riduzione del 88%).
SCHEMA RIASSUNTIVO
Fino al 08/06: competenza
- 09/06 al 13/06: media 7.937 l/sec – riduzione 22%
- 14/06 al 03/07: media 5.525 l/sec – riduzione 46%
- 04/07 al 09/07: media 2.839 l/sec – riduzione 72%
- 10/07 al 24/07: media 1.993 l/sec – riduzione 80%
- 25/07 al 06/08: media 1.266 l/sec – riduzione 88%
CONSEGUENZE SUL TERRITORIO DELLA BARAGGIA
Fin dalla metà del mese di giugno è stata abbandonata l’irrigazione delle zone in asciutta (circa 850 ettari in cui si è rinunciata l’irrigazione, con conseguente perdita dei raccolti) per poterla concentrare nelle zone a risaia stabile. Attualmente ci sono ancora circa 600 ettari di soia che non sono mai stati irrigati e, ad oggi, non c’è né previsione di bagnarli né le disponibilità irrigue per tale operazione.
Concludendo, se per i primi 850 ettari la perdita è stata praticamente del 100%, oggi non è quantificabile il danno sulle soie. Per quanto riguarda il rimanente comprensorio a risaia stabile (circa 9.300 ettari), 1.000 ettari circa sono irrigati dal Canale Cavour: in tale parte di comprensorio è stata eseguita – non senza difficoltà – una irrigazione turnata che ha permesso di salvaguardare fino ad ora le risaie, con perdite minime legate più ad eventuali cali di produzione – da verificare al termine del raccolto – piuttosto che ad appezzamenti in cui la coltura è morta.
Il PROBLEMA DEGLI 8300 ETTARI
Il problema vero è legato agli 8.300 ettari circa irrigati con acqua proveniente dal Fiume Sesia: come evidenziato nello specchietto in precedenza le riduzioni di portata già dall’inizio del mese di giugno (tra l’altro nel periodo di massima idroesigenza dopo le varie operazioni colturali) non hanno mai permesso una sommersione completa del territorio, ma una turnazione delle varie zone, con tempi di ritorno mediamente di circa 15 giorni.
Il periodo 04/07 – 09/07 vede, dopo un certo periodo di stabilità, un repentino calo delle portate derivate, che costringono i Comitati distrettuali a decidere per la chiusura di alcuni cavi al fine di concentrare le oramai poche portate derivate. L’obiettivo è ottenere effetti positivi nella gestione del servizio irriguo: purtroppo in alcuni casi tali zone non sono più state riaperte, condannando le colture in campo.
Altro aspetto determinate è un allungamento delle tempistiche di turnazione: se prima in 15-20 giorni si completava la turnazione, ora non è più possibile stabile delle tempistiche certe. Questo comporta ulteriori danni, soprattutto per quei risi coltivati negli areali più bibuli del territorio e nei finali delle varie zone, che già normalmente sono più difficili da raggiungere.
METEO E CLIMA
Altri aspetti determinanti sono le condizioni atmosferiche: una carenza del 55% delle precipitazioni nell’ultimo trimestre, associato ad ondate di caldo estremo (luglio 2026 è il secondo luglio più caldo, oltre che il terzo mese più caldo in assoluto in Piemonte da quando esistono le rilevazioni) e ad un’aria costante sul territorio hanno sicuramente accelerato il processo di asciugatura dei terreni che venivano irrigati.
Riassumendo, da un lato turni di irrigazione sempre più lunghi, dall’altro la necessità di intervenire sempre più velocemente per soccorrere le risaie in sofferenza.
CONCLUSIONI
Concludendo, ad oggi la perdita stimata si assesta sul 40-50% di risaie oramai con un danno del 100% percentuale che è destinata ad aumentare da qui alla fine dell’irrigazione qualora non dovessero esserci precipitazioni), a cui vanno aggiunte le risaie in cui è già evidente che ci saranno produzioni inferiori alla media: mai come in questo caso i “conti” bisognerà farli alla fine della campagna». Autore: Consorzio di bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese
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