Il mercato del riso a Vercelli e Novara conferma il trend di leggero rialzo delle ultime sedute, con una sola novità. I similari di Carnaroli si equiparano al Classico, raggiungendo la quotazione ufficiale di 75 €/q lordi. Per il resto, i listini ricalcano gli apprezzamenti già visti nelle sedute precedenti (LEGGI), con qualche lieve eccezione. Sullo sfondo, cresce il peso della siccità (ma c’è un modo per difender la pianta). Gli operatori indicano nel calo dell’offerta legato ai timori idrici uno dei motori dei rialzi recenti, assieme alle tensioni internazionali e ai dubbi su superfici e giacenze.
CARNAROLI E SIMILARI A 75 €/Q, SENZA DISTINZIONI UFFICIALI
Le borse piemontesi consegnano dunque uno sviluppo inatteso a listino, che sembra sancire le difficoltà della dicitura “classico” nel fare la differenza. All’atto pratico secondo alcuni operatori rimane una discrepanza tra la varietà capostipite ed i suoi similari, con compratori che si spingono fino a 80 €/q lordi per la varietà di De Vecchi.
Lievi disallineamenti tra i listini sono legati alla dicitura nominale. A Vercelli, le voci Sant’Andrea e similari e Gloria restano sotto ai 35 €/q lordi visti altrove, ma con dicitura nominale, segno che il dato non riflette scambi conclusi. Nominale in entrambe le sedi Selenio, invariato a Vercelli mentre in calo a Novara, dove si allinea ai 50 €/q lordi di Mortara. Una scelta della commissione prezzi che appare poco coerente, dal momento che modificare un listino in assenza di scambi risulta difficile da giustificare.
Per il resto, nessuna novità. L’andamento di prezzi e scambi resta poco prevedibile, pur essendo consolidato il calo dell’offerta e la crescita della domanda nel periodo recente. Le motivazioni sono molteplici. I dati sulle giacenze sono per molti imprecisi, soprattutto per alcuni comparti come i risi da interno. Non sono ancora noti i numeri definitivi delle superficie seminate, con le voci ufficiose di un calo importante a livello generale ed un aumento deciso dei tondi. Dinamiche che hanno già effetti sul mercato ma devono ancora essere confermate ufficialmente. Vi sono poi le complessità crescenti del commercio internazionale, già affrontate nei giorni scorsi. Inoltre, secondo gli operatori, a spingere i prezzi è anche la siccità, che ha bloccato le vendite dei produttori, costringendo i compratori a rilanciare per portare a casa la merce nelle sedute più recenti.
LE TURNAZIONI CHE SALVANO IL RACCOLTO
Sui prezzi e sulla situazione irrigua interviene Fabrizio Rizzotti, responsabile del settore riso di Coldiretti Novara. «Nonostante i recenti apprezzamenti, siamo ancora lontani dal pareggio di bilancio per moltissimi comparti – spiega –. Di solito a fine campagna i prezzi crescono, mi preoccupa pensare cosa possa succedere alla trebbiatura, quando i cali sono consuetudine per motivazioni ben note. Anche a livello agronomico ci sono ancora troppe incognite. Non so se ci sarà l’acqua per arrivare fino in fondo. Lo zero termico oggi è a 4.300-4.400 metri e già dopodomani ci sarà una riduzione importante nelle derivazioni del Lago Maggiore, a meno di precipitazioni». (Avviso)
In questo scenario, Rizzotti riconosce il valore del lavoro di Est Sesia: «Distribuire l’acqua con le regole che abbiamo oggi, per noi del basso novarese è oro. Nel 2022 abbiamo perso i raccolti in gran parte in questi territori. Al contrario, oggi, grazie ad una gestione oculata dell’ufficio idrometrico, si riescono a servire molte più zone potendo salvare il raccolto di molte più aziende senza ledere eccessivamente a chi deve tener chiuso. Certo, in futuro bisognerà ripensare la gestione della risorsa, perché è ormai chiaro che la carenza idrica è strutturale e non possiamo mantenere una superficie a riso così elevata. Vorrei sbagliarmi, ma temo che sarà così. In ogni caso le regole attuali permettono maggior equità. Se tutti devono perdere un pezzo di risaia, è giusto che lo perdano in egual misura, dal momento che i costi sono uguali». Autore: Ezio Bosso


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