È uno strumento chirurgico contro il brusone. Parliamo di Seltima® un fungicida molto noto ai risicoltori. Oggi ne vogliamo analizzare. Il principio attivo, Pyraclostrobin, appartiene al gruppo chimico degli analoghi delle strobilurine. Pertanto, il meccanismo di azione è l’inibizione della respirazione a livello cellulare. Quindi, si blocca lo sviluppo del micelio, la sporulazione e la germinazione delle spore; dopo l’applicazione, il prodotto è assorbito dalle foglie. Qui esplica attività locosistemica e translaminare. Ma Seltima® ha qualcosa in più delle altre strobilurine: «Questa formulazione è studiata appositamente per il riso – afferma Luca Vecchia, Technical Crop Manager di BASF -, non si tratta quindi di un’estensione di uso da altre colture, ma di un prodotto dedicato all’ambiente della risaia».
UN FUNGICIDA EFFICACE
Partiamo dal fatto che il suo principio attivo ha un’efficacia migliore nella prevenzione della Pyricularia garantendo un ampio spettro di azione sulle principali patologie fungine del riso. Ma non è solo un fatto di formulazione. C’è anche il fattore tecnologico. L’innovativa sospensione di capsule in cui è contenuto il suo principio attivo, F500®, ne permette il rilascio controllato direttamente sulla superficie della foglia. Qui ha inizio la sua azione, migliora le prestazioni del prodotto e ne garantisce una durata sul lungo periodo.
Questa efficacia si sposa, evidentemente, con la sostenibilità, tema fortemente sentito nella coltura del riso. Coltivazione che utilizza una risorsa di primaria importanza come l’acqua: il principio attivo non viene disperso e le capsule se finiscono in acqua rimangono in sospensione e successivamente si degradano a livello del suolo. Gli studi scientifici hanno dimostrato una significativa riduzione della tossicità verso gli organismi acquatici. Tre giorni dopo il trattamento effettuato con Seltima®, si osserva un residuo 8 o 10 volte più basso rispetto al trattamento con altre strobilurine. Analoghi gli effetti nel terreno.
SELTIMA: UN FUNGICIDA FLESSIBILE
Questi vantaggi ne comportano un altro, la flessibilità: «L’azienda agricola può decidere esattamente quando applicarlo, intervenendo in maniera preventiva sull’infezione incipiente» spiega Vecchia. La flessibilità è evidenziata in etichetta e fa la differenza nel caso di difesa integrata: nel 2024 è l’unica strobilurina nel disciplinare della Regione Piemonte del quale viene permessa la doppia applicazione per il controllo del brusone.
Tipicamente, questo prodotto, ormai noto per avere la finestra applicativa più ampia della categoria, si usa in fase di botticella e in fase di fine spigatura. L’obeittivo è controllare il brusone e in particolare evitare il mal del collo. Vantaggi anche per chi fa un trattamento solo che può decidere quando farlo, in base alla strategia di difesa: l’attacco alla base della pannocchia rimane il più temuto dagli agricoltori e influisce direttamente sulla perdita produttiva. In alcuni casi anche un intervento anticipato a protezione dell’apparato fogliare può essere molto utile per limitare le fonti di inoculo della patologia: «Questo prodotto vincola meno di altri l’agricoltore perché la doppia applicazione consente di colpire il fungo al momento giusto. In caso di varietà sensibili e condizioni favorevoli alla patologia consigliamo una prima applicazione nel periodo che intercorre dall’ultima foglia completamente distesa fino all’apertura della botticella» aggiunge il tecnico.
INTERVENIRE IN ANTICIPO
Questo significa intervenire in anticipo, ma è corretto, perché si deve agire prima che l’infezione avvenga: «Con questa applicazione – spiega Vecchia – andiamo a proteggere l’apparato fogliare e allo stesso tempo a rendere l’ambiente esente da brusone, limitando il rischio che la pannocchia si possa infettare una volta uscita dalla botticella». Quando necessario si può effettuare un secondo trattamento entro la fioritura in modo da proteggere anche i culmi di accestimento, tipicamente in ritardo rispetto alla pianta madre.
UNA RAGIONE IN PIU’ PER SCEGLIERE SELTIMA
Oltre alla protezione duratura del riso, questo prodotto permette di mantenere la pianta verde più a lungo, ossia di avere un maggiore “stay green” e di agire nei confronti di tanti patogeni secondari, oltre a brusone ed elmintosporiosi, che spesso popolano la nostra coltura senza sintomi visibili, ma arrecano diversi stress al riso. «Il nostro impegno è mettere a disposizione dei risicoltori tutto quanto è necessario per assicurare produzioni elevate in quantità e qualità, nel rispetto dell’ambiente: con Seltima® offriamo un prodotto che per le caratteristiche della sua formulazione, garantisce la tranquillità di utilizzo e di risultato in ogni terreno» conclude il Technical Crop Manager di BASF.

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