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LA CONDIZIONALITA’ SOCIALE NELLA PAC

da | 2 Lug 2021 | NEWS

Foto aerea della Lomellina_ Giotto droni

Il 29 giugno i ministri dell’agricoltura riuniti al Consiglio hanno accettato l’accordo provvisorio raggiunto tra i negoziatori sugli elementi chiave della riforma della politica agricola comune (PAC), in modo che la proposta possa diventare parte del diritto dell’UE. Paolo Magaraggia (Coldiretti Bruxelles) ci illustra in alcuni articoli i punti che interessano il nostro settore. Il secondo punto è la condizionalità sociale. (AVVISO)

I Colegislatori e la Commissione al fine di contribuire allo sviluppo di un’agricoltura socialmente sostenibile attraverso una migliore consapevolezza da parte dei beneficiari del sostegno della PAC, sugli standard occupazionali e sociali, hanno convalidato l’introduzione di un principio attraverso un per un sistema di sanzioni per gli agricoltori che non rispettano i diritti dei lavoratori.

L’applicazione di tale principio prevede un meccanismo che collega la piena ricezione dei pagamenti diretti (primo pilastro) e dei pagamenti ai sensi degli impegni ambiente- clima e dei vincoli naturali o svantaggi territoriali specifici (secondo pilastro), al rispetto da parte dei beneficiari delle norme fondamentali relative alle condizioni di lavoro e di occupazione dei lavoratori agricoli e alla sicurezza e salute sul lavoro.

Gli agricoltori che non rispetteranno tali requisiti, gli Stati membri devono garantire l’applicazione di sanzioni proporzionate, efficaci e dissuasive. Spetterà alle  autorità nazionali competenti di effettuare controlli e di trasferire agli Organismi pagatori competenti un elenco delle infrazioni riscontrate. Questi ultimi avranno il compito di imporre quindi al beneficiario una sanzione proporzionata alla gravità degli atti.

Per il principio dell’indipendenza della magistratura non sarà possibile imporre ai sistemi giudiziari requisiti specifici sulle modalità di esecuzione delle decisioni e delle condanne diversi da quanto previsto dalla normativa su cui si basa la decisione/condanna.

L’accordo raggiunto tra i Colegislatori, prevede per tale meccanismo l’attuazione volontaria nel 2023 e l’attuazione obbligatoria nel 2025 (per tutti gli agricoltori di tutti Stati membri).

Viene prevista una clausola di valutazione del sistema tramite uno studio da realizzare dopo due anni dall’inizio dl applicazione della condizionalità sociale, l’impatto del meccanismo sulle condizioni dei lavoratori e, se del caso, a presentare proposte per rafforzare la dimensione sociale della PAC.

Inoltre, gli Stati membri dovranno utilizzare i servizi di consulenza agricola anche a livello settoriale al fine di migliorare la gestione sostenibile e il rendimento globale delle aziende agricole e delle imprese rurali, coprendo le dimensioni economica, ambientale e sociale, e individuare i miglioramenti necessari per quanto riguarda tutte le misure a livello di azienda agricola previste nei piani strategici della PAC. Autore: Paolo Magaraggia, Coldiretti