ECCO I DANNI DELLA SICCITA’

Grazie alle belle giornate di settembre, le operazioni di mietitura entrano nel vivo nei distretti risicoli italiani. Tuttavia, l’andamento della campagna varia notevolmente a seconda della disponibilità d’acqua garantita durante i mesi estivi: mentre le aziende con un apporto idrico regolare procedono a pieno ritmo, il quadro complessivo rivela forti criticità legate allo stress idrico subito da ampie superfici agricole.

LA MAPPA DELLO STRESS IDRICO E RISPOSTE VARIETALI

Sulla base delle prime stime, si calcola che almeno 10.000 – 15.000 ettari di risaia non abbiano ricevuto i volumi d’acqua necessari al normale completamento del ciclo vegetativo, ma solo a mantenersi in vita,

Questa annata anomala ha messo a nudo le marcate differenze genetiche tra le varietà In un contesto di forte carenza idrica, si è potuto osservare come alcune tra le varietà più diffuse abbiano mostrato un inaspettato adattamento, riuscendo a portare a termine la maturazione pur in condizioni di marcato razionamento.

VarietàComportamento fisiologico sotto stress idricoImpatto sulla spiga e sulla cariosside
Carnaroli / OriginaleRiduzione dell’altezza dello stelo; accorciamento e diradamento delle ariste.Ciclo completato; buona tenuta complessiva pur con un calo delle rese unitarie.
Riso a granello tondoBlocco vegetativo prolungato durante il mese di agosto; fioritura ritardata a fine settembre.Elevata percentuale di aborto fiorale; cariossidi vuote, scure o disformi sulla pannocchia; maggiore suscettibilità alle patologie fungine.

IL CASO STUDIO: TESTIMONIANZE DAL PAVESE

Per comprendere l’impatto reale sul campo, abbiamo visitato un’azienda agricola situata a Spessa Po, nel cuore del Pavese, dove il flusso d’acqua si è interrotto nei momenti più critici della stagione estiva.

«A giugno, a causa della grave magra, il fiume Po ha modificato l’alveo, rendendo impossibile il pescaggio da parte del nostro impianto di sollevamento», spiega l’agricoltore Andrea Bianchi.

L’azienda è dovuta ricorrere al supporto del consorzio irriguo locale, che ha attivato pozzi di emergenza ad alto consumo energetico per garantire la portata minima vitale.

       [ Carenza idrica / Cambio corso del Po ]
                         │
                         ▼
        [ Attivazione pozzi di emergenza ]
                         │
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        ▼                                 ▼
[ Priorità al Carnaroli ]       [ Acqua ridotta per i Tondi ]
  • Stelo più corto               • Blocco vegetativo ad agosto
  • Resa contenuta                • Fioritura tardiva a fine settembre
  • Spiga formata                 • Elevato aborto fiorale (cariossidi vuote)

La scelta strategica dell’azienda è stata quella di concentrare le risorse idriche sulla varietà regina della produzione aziendale, il Carnaroli originale:

  • Sviluppo della pianta: Il Carnaroli ha limitato il vigore vegetativo, mostrando una taglia più contenuta e una riduzione nella presenza delle tipiche ariste sui granelli.
  • Resa e qualità: Nonostante lo stress fisiologico, la pianta è riuscita a formare la pannocchia e a portare a maturazione la cariosside, garantendo un raccolto valido, seppur quantitativamente ridotto.
  • Differenze con i risi tondi: Le varietà a granello tondo non irrigate adeguatamente hanno arrestato lo sviluppo per quasi tutto il mese di agosto, riprendendo la fioritura fuori tempo massimo a fine settembre. Questa alterazione del ciclo vegetativo ha comportato un’elevata frequenza di aborti fiorali, visibili come granelli scuri, grigiastri e privi di cariosside, oltre ad una maggiore vulnerabilità alle infezioni fungine.

L’INSIDIA DELLE ERBE INFESTANTI: LA PRESSIONE DELL’AMARANTO

Un ulteriore fattore critico causato dalla mancanza della sommersione continua riguarda la gestione della flora infestante. L’assenza dello strato d’acqua, principale strumento di controllo agronomico, ha favorito la proliferazione prolungata di piante infestanti che in genere non sono presenti in risaia.

In particolare, si è registrata una forte espansione dell’Amaranto (Amaranthus spp.) che ha causato:

  1. Competizione nutrizionale: Pianta ad alto vigore, sviluppa un fusto robusto e legnoso che sottrae luce e nutrienti alle piantine di riso.
  2. Ostacolo alla meccanizzazione: L’elevata altezza e la tenacità dei fusti dell’amaranto creano forti inceppamenti negli organi di taglio delle mietitrebbie, rallentando le operazioni di raccolta e aumentando le impurità nel risone grezzo.

PROSPETTIVE PER LA RISICOLTURA NAZIONALE

L’esperienza vissuta a Spessa Po rappresenta uno scenario condiviso da diverse realtà agricole della Pianura Padana che, pur dotate di infrastrutture irrigue storiche, si sono trovate ad affrontare eventi climatici estremi di difficile gestione.

Se da un lato la resistenza genetica evidenziata dal Carnaroli tradizionale conferma il valore delle nostre varietà autoctone, dall’altro la frequenza di tali anomalie meteorologiche impone una revisione delle strategie di gestione della risorsa idrica e dell’assetto varietale nei distretti risicoli italiani. Autore: Franco Sciorati

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