ASCIUTTA BOOMERANG

asciutta

Come procede il raccolto in Sardegna, nel Ferrarese e Mantovano. Il nodo infestanti emerge in tutta Italia dal boom dell’asciutta

Proseguiamo il nostro viaggio all’interno della campagna risicola 2026 (leggi l’articolo su Piemonte e Lombardia QUI) addentrandoci nelle restanti regioni produttive d’Italia per tracciare un quadro completo e approfondito dello stato della raccolta, delle avversità meteorologiche e delle problematiche fitosanitarie emerse in questi mesi cruciali.

FERRARA, VERONA E MANTOVA: TRA GRANELLI VUOTI E TEMPESTE DI GHIACCIO

Se spostiamo lo sguardo sull’Emilia-Romagna, il Ferrarese tira un sospiro di sollievo relativo. Il Consorzio di Bonifica ha alzato in tempo i livelli dei bacini, sbarrando la strada alla risalita del cuneo salino. I danni arrecati dalla infiltrazione di acqua di mare non contrastata da quella del Po in secca, sono limitati.

Daniele Callegarini, risicoltore e tecnico di zona, conferma: «Niente attacchi fungini da noi, ma notiamo molta “scatola”, cioè parecchi granelli vuoti. È presto per cantare vittoria, ma l’impressione è che alla fine porteremo a casa un raccolto dignitoso.»

Nessun problema di sete tra Verona e Mantova, dove il flagello è arrivato dal cielo sotto forma di chicchi di ghiaccio. A Roncoferraro (MN), Carlo Merlini descrive uno scenario spettrale:

«Nella zona di Isola della Scala la grandinata è stata così devastante che molti colleghi stanno valutando se valga la pena entrare con la trebbia o lasciar perdere. Nelle aree risparmiate dalla tempesta la qualità e la resa alla lavorazione sono buone, ma resta l’incognita per le coltivazioni che sono entrate in fioritura più tardi, durante i picchi di calore estivi e che non sono ancora state raccolte.»

L’OASI SARDEGNA: QUANDO LA PROGRAMMAZIONE PAGA

Se c’è una regione che sorride, quella è la Sardegna. Grazie agli invasi realizzati negli ultimi anni e alle piogge invernali che hanno riempito i bacini, la campagna risicola isolana corre sui binari della regolarità. Una dimostrazione pratica che, quando le infrastrutture idriche si fanno per tempo, il clima fa meno paura.

Per comprendere al meglio la diversificazione delle rese registrate lungo la penisola in questa stagione complessa, riportiamo di seguito una sintesi tabellare delle aree e dei relativi impatti produttivi.

Territorio di RiferimentoTipologia di Evento Climatico/AmbientaleImpatto Sulla Campagna 2026
Emilia-Romagna (Ferrarese)Rischio cuneo salino limitato, granelli vuotiRaccolto complessivamente dignitoso
Veneto e MantovanoForti grandinate e ondate di calore estiveDanni localizzati, incognita resa lavorazione
SardegnaRegolarità idrica e invasi funzionaliProduzione regolare e bilancio positivo

L’INVASIONE DELLE MALERBE

C’è però un filo conduttore sgradito che unisce quasi tutte le coltivazioni d’Italia in questa campagna 2026: un’esplosione di erbe infestanti.

Il motivo? Un micidiale “effetto combinato”: da un lato la crescente resistenza delle malerbe ai principi attivi erbicidi, dall’altro la gestione dell’acqua a intermittenza. Costretti a irrigare a turnazione o a fare asciutte prolungate, i risicoltori hanno involontariamente creato il terreno di coltura ideale per i semi delle infestanti, che nell’alternanza tra asciutto e bagnato, crescono meglio.

Nel Novarese, pur senza i picchi di siccità del Pavese, la turnazione delle bagnature ha fatto impennare le popolazioni di Cucchiaio resistente, riso Crodo e Giavone.

Giuseppe Zanzola fa il punto mentre utilizza la mietitrebbia: «Siamo solo all’inizio, ma il riso presenta ancora un’umidità molto alta. La mancanza d’acqua costante sembrerebbe aver ritardato la maturazione fisiologica della pianta.»

IL VERDETTO (PER ORA) E LE SFEDE FUTURE


Tirando le somme, il raccolto 2026 si presenta a macchia di leopardo:

  • tenuta dignitosa dove l’acqua non è mai mancata e nelle coltivazioni sarde;
  • produzione a rischio crollo e incubo qualità nelle aree di carenza idrica di Piemonte e Lombardia;
  • incognita “resa alla lavorazione” e diffusione delle infestanti ovunque.

Le macchine continuano a lavorare: le prossime settimane ci daranno risposte più precise per definire i contorni definitivi di questa complessa annata agricola. Autore: Franco Sciorati

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