A pochi giorni dall’inizio della raccolta, i produttori uruguaiani sono ancora in attesa del pagamento di 500 dollari per ettaro. L’accordo tra governo, industria e produttori è in fase avanzata, ma l’attuazione dipende dal Ministero dell’Economia. Sebbene possa ridurre la carenza di risorse quest’aiuto non risolverà il problema centrale: l’assenza di margine di profitto.
Il costo della manodopera uruguaiana è stimato tra i 2.150 e i 2.200 dollari per ettaro. Pertanto, il credito corrisponderebbe a meno di un quarto del valore e difficilmente aiuterebbe il produttore in modo decisivo.
La notizia arriva dall’Uruguay, ma rivela una realtà presente in tutto il Mercosul. In Brasile, nonostante la recente ripresa dei prezzi, molti produttori si trovano ancora a dover affrontare perdite dovute all’ultimo raccolto, costi elevati e difficoltà nel finanziare un nuovo ciclo produttivo.
In Argentina, il costo di produzione varia tra i 1.700 e i 1.900 dollari USA per ettaro, e per la semina si attende un aumento tra il 10% e il 20%.
In Paraguay, la riduzione delle esportazioni, i prezzi bassi e le maggiori restrizioni finanziarie impongono cautela.
In Uruguay, le previsioni indicano circa 155.000 ettari, rispetto ai 163.500 ettari del raccolto precedente, con una flessione oltre il 5%.
Brasile, Uruguay, Argentina e Paraguay guardano alla stagione 2026/27 con prezzi insufficienti nella scorsa campagna, costi elevati, scorte ancora consistenti e minore capacità finanziaria dei produttori.
OFFERTA 2027 INFERIORE?
La recente valorizzazione del riso porta un po’ di sollievo, ma non compensa ancora completamente le perdite.
Il contributo governativo aiuta a seminare, ma non incide sulla mancanza di un vero margine in redditività.
Il Mercosur non si trova ad affrontare una carenza di capacità produttiva di riso, bensì la mancanza di condizioni economiche che gli consentano di mantenere costanti ritmi di produzione.
Se le riduzioni delle superfici coltivate verranno confermate in quattro paesi, l’offerta regionale sarà inferiore nel 2027. Il mercato potrebbe iniziare a correggere gli eccessi, ma, ancora una volta, sarà il produttore a finanziare questo aggiustamento. Autore: Sergio Cardoso (testo tradotto, fonte Sergio Cardoso, analista uruguayano del settore risicolo)
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