BILANCIO IN ROSSO A 471 EURO

Ente Nazionale Risi

L’Associazione dei Dottori in Scienze Agrarie e Forestali di Vercelli e Biella ha presentato il bilancio dell’azienda risicola nel 2002 e l’ha aggiornato nel 2005, 2009, 2012, 2016, 2021, 2023, 2024.

Adesso torna sul tema con un aggiornamento che tiene conto dell’aumento generale dei costi. Ricordiamo che il Piemonte non ha prodotto “ecoschemi” utilizzabili per il riso, pertanto gli imprenditori nel 2024 hanno dovuto accontentarsi del contributo a superficie, più l’accoppiato, per il totale di 580 €/ha. L’aumento dei prezzi delle sementi ha assorbito tutto il contributo per l’accoppiato. Il crollo dei prezzi del risone ha fatto il resto.

Il bilancio analizza aziende in monocoltura, pratica obbligata in terreni pesanti, che potrebbe essere invece superabile in terreni di medio impasto o sciolti.

471 EURO A TONNELLATA NON BASTANO!

Le conclusioni sono queste: col prezzo medio di 471 €/t del risone neanche le aziende di 150 e 300 ha sono in attivo. Il prezzo di 471 €/t è ricavato dalla media di tutte le varietà nei listini di Vercelli da ottobre a gennaio. Vista la grande differenza delle varietà, da 625 a 365 €/t, la possibilità di coprire i costi dipende molto dalle scelte di varietà fatte al momento della semina. Se i costi dell’energia e dei fattori produttivi non si ridurranno, la possibilità di proseguire l’attività risicola dipenderà solo da un adattamento dei prezzi del risone.

Per le altre aziende, i prezzi da 509 a 630 €/t, dunque 5 e 6,3 centesimi al kg, sarebbero necessarie per la sopravvivenza. A quel prezzo l’industria risiera potrebbe fornire lavorato sfuso a 1,3 €/kg. Nella grande distribuzione i prezzi hanno anticipato l’inflazione, tanto da trovare sugli scaffali pacchetti da 5 €/kg. Il solito problema è la difficoltà dell’agricoltura di recuperare una parte ragionevole del valore aggiunto della filiera. La seconda possibilità consiste nell’aumento della produzione unitaria mediante l’utilizzo della genetica moderna (TEA) e dalla disponibilità di erbicidi efficaci. Soluzione contrastante con la direttiva europea “From Farm to Fork”. Per il riso, il dimezzamento dei diserbanti sarebbe un disastro: metà dosi non sono letali per le infestanti, quindi sarebbe meglio risparmiarle totalmente.

IL RUOLO DELLA MANODOPERA OLTRE OCEANO

La concorrenza asiatica può ancora utilizzare la monda manuale invece degli erbicidi: i salari di 5$ al giorno per gli addetti alla monda, per 40 giorni/ha, costano 200 €/ha a fronte dei nostri 500 €/ha con gli erbicidi e, se mai si trovasse personale disponibile ad un lavoro molto gravoso, con le nostre tariffe sindacali oltre 4.000 €/ha. Le sperimentazioni fatte sul biologico indicano un dimezzamento delle produzioni nelle annate buone, ma anche un avvicendamento annuale che significa limitare a ¼ la produzione media annuale. Leggi il rapporto integrale:

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