La prima seduta del mercato di Vercelli in cui si quota conferma la stabilità del lungo B e un lieve miglioramento del lungo A da parboiled – anche S.Andrea e Gloria spuntano i 40 euro -: va detto che siamo lontani dai costi di produzione ma almeno si hanno dei segnali di vita dal mercato. Si registra un ribassino per il Carnaroli e tiene l’Arborio. Il tonfo dell’Araldo (35 euro) è sicuramente la sorpresa negativa: è stato seminato molto ma questa condanna senza appello è più dura del previsto. Che sia legata o meno alle difficoltà di stoccaggio di queste settimane, la stangata conferma la debolezza del comparto dei tondi.
NON SI COPRONO I COSTI
A conti fatti, soprattutto a costi fatti, i gruppi che remunerano almeno in parte gli sforzi dei risicoltori resta quello del Carnaroli e dell’Arborio che si posizionano nettamente sopra i 50 euro, quota di sopravvivenza aziendale. Considerando la distribuzione delle semine, possiamo dire tuttavia che oggi un quinto del riso seminato copre le spese. Naturalmente, i risicoltori sono maestri di economie, ma la coperta resta troppo corta per riscaldare tutti: ecco perché consideriamo Risò e le comunicazioni trionfalistiche del Ministro e del suo entourage delle pure chiacchiere da bar. Basta proclami, il piatto piange.


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