E’ ormai iniziato il mese di Settembre e alcune aziende agricole hanno iniziato la raccolta con alterni risultati. Come per le scorse annate alla data del 31 Agosto l’Ente Nazionale Risi ha considerato chiusa la campagna di commercializzazione dello scorso raccolto e pubblicato i risultati dei “ritiri” del risone da parte delle riserie ottenuti sulla base dei “buoni di consegna” sul proprio sito internet. (Avviso)
I DATI DI INVENDUTO DALL’ENTE RISI
I dati della “situazione del venduto” emessi dall’Ente Risi al 31 Agosto sono indicati nella tabella. Ricordiamo che i quantitativi pubblicati dall’Ente sono da considerarsi sicuri, in quanto legati al pagamento del “diritto di contratto” all’Ente stesso e cioè la”tassa” sulla quale l’Ente si regge.

ENTITA’ DEI DANNI DA GRANDINE
Come tutti ricorderanno al momento della pubblicazione delle stime alcuni operatori avevano avanzato delle riserve sostenendo che non erano stati considerati in modo adeguato i danni derivati dalla forte grandinata del Settembre 2025. I danni sono stati analizzati dal nostro giornale nell’articolo pubblicato in data 30/07/2026: https://www.risoitaliano.eu/la-grandine-del-2025/.
RISONE IN GIACENZA NON CONSIDERATO
Ricordiamo che i numeri forniti dall’Ente escludono ancora il risone che alcune aziende hanno come giacenza non ritirata dalle riserie e per le quali è necessario inviare la denuncia all’Ente stesso, specificando il quantitativo fisicamente giacente nei propri magazzini alla notte del 31 Agosto indipendentemente dal fatto che sia venduto oppure no.
Pertanto i dati forniti non possono essere considerati definitivi ma vanno aumentati del quantitativo che in gergo viene indicato come ”riporto sulla prossima campagna” e che sarà noto solo tra qualche tempo. Ricordiamo inoltre che le stime a suo tempo pubblicate sono appunto “stime”. Il dato reale è impossibile da accertare prima che tutto il risone raccolto sia caricato sui camion e pesato. (La novita)
RITIRO DELLE RISERIE AL 91,63%
Tuttavia è possibile effettuare qualche analisi sui dati forniti e fare fare alcune considerazioni. Innanzi tutto il quantitativo complessivo che l’Ente indica come ritirato dalle riserie rappresenta il 91,63% di quanto stimato.
Nel caso del raccolto 2024 questa percentuale era del 94,76% e per il raccolto 2023 del 95,97%. Si tratta quindi di una percentuale inferiore a quella delle ultime campagne. Ricordiamo che il 5% del raccolto nel mese di Settembre è considerato “fisiologico” nelle normali campagne di commercializzazione. Pertanto le stime delle scorse annate sono sostanzialmente corrette.
STIME MAGGIORI O MINOR ACQUISTI DELLE RISERIE?
Come mai questa differenza per la campagna in corso? Le spiegazioni possono essere due: le riserie hanno acquistato meno prodotto rispetto alle scorse campagne e quindi le rimanenze presso i risicoltori sono superiori al solito, oppure le stime iniziali erano effettivamente maggiori del reale. Tuttavia, se consideriamo le alte temperature estive e quindi il maggior rischio di sviluppo di parassiti nei Silos, appare inverosimile che i risicoltori abbiano venduto minori quantitativi di risone rispetto alle scorse annate.
Forse hanno aspettato un miglioramento dei prezzi che poi non si è verificato? O hanno atteso che il rischio di trovarsi il prodotto infestato da insetti aumentasse?
ANALISI DEL DETTAGLIO: NESSUNO VICINO AL 100%
Se andiamo ad analizzare i diversi gruppi notiamo che nessuno si è nemmeno avvicinato al 100% di collocazione e questo nonostante i prezzi molto inferiori alle scorse campagne. Il gruppo dei risi a granello tondo sono stati collocati al 95% circa, mentre i medi, tradizionalmente confusi con i tondi, addirittura al 85% circa.
Il gruppo lungo A è ritirato dai trasformatori al 90% circa e quello dei lunghi B al 93% circa. Viene quindi da chiedersi se i sostenitori del fatto che le stime iniziali dell’Ente non fossero del tutto corrette potessero avere ragione. Per avere la conferma o la smentita basterà attendere il mese di Ottobre quando, in genere, l’Ente rende noto i dati delle sopra ricordate “denunce di rimanenza” presentate dai risicoltori.
VECCHIO RACCOLTO?
Certo se dovesse essere veritiera la tesi della mancata vendita di risone, la nuova campagna di commercializzazione inizierebbe con un significativo quantitativo di “vecchio raccolto”, circa 121.000 ton., ancora da ritirare da parte delle riserie e questo andrebbe a influire sulle vendite di quei risicoltori che, per carenza di magazzini o altro, sono costretti a chiedere il così detto “ritiro immediato” del prodotto raccolto.
Con tutti i problemi che si sono manifestati nel 2026 questo rappresenterebbe un ulteriore ostacolo che i risicoltori dovranno superare. Autore: Franco Sciorati
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