Giovedì 3 Settembre si è svolta la trentottesima “Giornata della risicoltura novarese”.
Come di consueto alla realizzazione della giornata hanno collaborato l’Ente Nazionale Risi-Sezione di Novara, la fondazione agraria novarese, la provincia e i collegi dei periti agrari e dei dottori agronomi, oltre a numerose ditte private del settore agricolo.
SI PARTE DAI BIOREGOLATORI
L’incontro ha preso il via presso la scuola di Agraria “Bonfantini“di Novara. Qui sono protagoniste le prove di pieno campo di Atonik, il fitoregolatore di Diachem, che promuove i meccanismi fisiologici della pianta, stimolando la crescita. Inoltre, è realizzata una prova di somministrazione di calce alla risaia.
Quest’ultima aveva lo scopo di verificare i miglioramenti che la ”calcitazione” determina sul terreno e di conseguenza sullo sviluppo del riso, oltre al contenimento dell’accumulo di cadmio nella granella. La prova, ripetuta in tutto l’areale risicolo, faceva parte del progetto ICOSHELLS, innovazione e cooperazione per il ripristino della salute del suolo in Europa.
BASTA DIPENDENZA DAI CONCIMI CHIMICI
Al progetto partecipano 39 enti e amministrazioni locali ed europei di 8 paesi U.E. e si propone di sperimentare e rendere applicabili tutte quelle tecnologie atte a migliorare la fertilità dei suoli.
Durante le prove verranno analizzate le caratteristiche fisico-chimiche del terreno, le caratteristiche biologiche e la qualità del riso ottenuto con le nuove tecniche di coltivazione sperimentate. Lo scopo è quello di proporre nuove metodologie che consentano di ridurre la dipendenza dai concimi chimici migliorando nel contempo la qualità del prodotto.
Si sono poi visitate le prove realizzate presso l’Az. Agr. Pieropan Ilario e Silvio, Fraz. Nibbia a S. Pietro Mosezzo. Qui si sono ammirate le varietà della Rete Varietale Riso, RVR, realizzata in collaborazione con il CREA di Vercelli e che costituisce il test in campo più noto per le varietà di recente immissione in commercio.
La prova utilizzava il sistema delle piccole parcelle ripetute e randomizzate per simulare una coltivazione di pieno campo. Molto interessante è la varietà FURORE di IRES, con granello di tipo Tondo, taglia contenuta e ciclo precoce.
Massimo Biloni, il costitutore, ha dichiarato: «si tratta di una varietà in grado di dare ottime produzioni anche con apporto di azoto ridotto, consentendo ai risicoltori un risparmio sulle concimazioni».
E IL COMPOST?
Presso la stessa azienda è realizzata anche una prova “di pieno campo” con l’impiego di campost, un fertilizzante alternativo ai tradizionali concimi. Anche questa prova ricade nel progetto ICOSHELLS che comprende le già citate prove di “calcitazione” dei terreni e l’utilizzo di Cover Crop.
I numerosi dati raccolti consentiranno di avanzare concrete proposte per i risicoltori per ridurre l’acquisto di costosi fertilizzanti e migliorare la “fertilità organica” dei terreni.
RICORDO DI CARNEVALE MAFFE’
A seguire presso l’Az. Agr. Dott. Agr. Carnevale Maffè Guido, C.na Pascolo – Fraz. Ponzana -di Casalino troviamo le prove di un nuovo biostimolante in grado di ottimizzare il metabolismo delle piante.
Durante la visione delle prove il tecnico ENR – Alessandra Bogliolo ricorda, tra la commozione di tutti, il risicoltore Carnevalè Maffè Guido, recentemente scomparso e sempre disponibile a collaborare per la realizzazione di prove tecniche che consentissero di far migliorare la risicoltura novarese ed italiana.
CAMPO VETRINA PER PROMETEO
Le ultime prove si trovano, come tradizione, presso l’ Az. Agr. Battioli Paola, C.na Motta – S. Pietro Mosezzo dove c’è una replica della prova RVR già vista a Nibbia ma su terreno e con condizioni di campo molto diverse.
C’era anche un “campo vetrina” delle varietà dell’Ente Nazionale Risi tra cui il famoso PROMETEO il riso che richiede pochissima acqua di irrigazione per il suo sviluppo.
ALLA PROVA I DISERBANTI BASF
Di Basf Italia erano anche due parcelle di piccole dimensioni su cui erano irrorati i diserbanti delle sue tecnologie allo scopo di verificare l’efficacia dei principi attivi specifici sulle principali infestanti di risaia.
Nel caso del Clearfield® l’alisma (foto seguente) e la marsilea erano assenti ma le graminacee erano state contenute solo parzialmente a causa della presenza di piante resistenti. Secondo la proposta Basf alternando le due tecnologie sullo stesso terreno negli anni è possibile controllare la maggior parte delle infestanti in modo più completo, contenendo le “resistenze agli erbicidi” che tanti danni stanno provocando.

Nel caso del Provisia® – Foto seguente – le graminacee erano state contenute ma l’alisma e la marsilea erano sfuggite al trattamento. Nel caso del Clearfield® l’alisma e la marsilea erano assenti ma le graminacee erano state contenute solo parzialmente a causa della presenza di piante resistenti.
Secondo la proposta Basf alternando le due tecnologie sullo stesso terreno negli anni è possibile controllare la maggior parte delle infestanti in modo più completo, contenendo le “resistenze agli erbicidi” che tanti danni stanno provocando.

IL MONDO RISICOLO A RACCOLTA
A partire dalle ore 17 si è svolto l’incontro e il dibattito sulle problematiche attinenti la risicoltura al quale sono intervenuti vari esponenti del mondo agricolo e politico quali: Leopoldo Cicogna Mozzoni – Presidente Fondazione Agraria Novarese, Giuseppe Brognoli – Sindaco del Comune di San Pietro Mosezzo, Gianluca Mazza del comune di Casalino, Marco Caccia – Presidente della Provincia di Novara, Natalia Bobba – Presidente dell’Ente Nazionale Risi, Ettore Fanfani – Commissario Straordinario di Est Sesia, Fabrizio Rizzotti di Coldiretti, Manrico Brustia di Cia, Giovanni Chiò di Confagricoltura e padrone di casa, Daniela Cameroni – Assessore all’Istruzione della Regione Piemonte, Marina Chiarelli – Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Matteo Marnati – Assessore all’Ambiente della Regione Piemonte.
BATTUTO OGNI RECORD NEGATIVO
Di particolare interesse è stato l’ intervento di Ettore Fanfani di Est Sesia, che ha dichiarato tra l’altro che la stagione appena trascorsa ha superato tutti gli indici negativi degli ultimi anni e che è stato realizzato da Franco Bullano e dai sui collaboratori un vero e proprio “miracolo dell’Acqua”, contenendo in modo significativo i danni nelle zone irrigue di loro competenza grazie ad una distribuzione oculata e puntuale delle risorsa idrica. Alla sua affermazione i presenti hanno tributato un applauso spontaneo di approvazione per l’operato dei tecnici di Est Sesia.
Fanfani ha inoltre dichiarato:«Non possiamo ripetere una stagione così, è necessaria una ristrutturazione della distribuzione dell’acqua e del finanziamento del consorzio. Stiamo lavorando per attuarla».Siamo quindi alla vigilia di una profonda riorganizzazione dell’ente di irrigazione?
DANNI IMPORTANTI IN BARAGGIA
Le sue affermazioni sono state sostenute da Paolo Saitone del consorzio del Ticino, l’ente deputato alla regolazione del lago Maggiore, che ha sottolineato come anche in presenza di forti sbalzi nel livello del lago, da + 140 cm a – 48 cm sul livello di soglia nel corso dell’estate 2026, si è riusciti a garantire una fornitura per tutte le utenze.
Non sono mancate tuttavia le note negative. Manrico Brustia ha affermato: «solo nella Baraggia vercellese tra i 3000 e i 3500 ettari di risaia hanno subito danni da siccità compresi tra il 50 e il 100%, a cui vanno aggiunti quelli delle altre zone».
SOMMERSIONE DA FARE IL PRIMA POSSIBILE E CLAUSOLA
Anche Giovanni Chiò ha affermato:«si è trattato di una stagione difficile per l’irrigazione. L’acqua va utilizzata quando è disponibile. La sommersione delle risaie va realizzata il più precocemente possibile nella stagione, in modo da ricaricare la falda ed alimentare le risorgive».
Durante il suo intervento la Presidente di Ente Nazionale Risi Natalia Bobba ha ricordato come gli sforzi dell’Ente e di tutto il settore risicolo non abbiamo, purtroppo, portato alla conclusione sperata. La “clausola di salvaguardia”, che avrebbe dovuto limitare le importazioni di riso non europeo, è stata concessa dalla U.E., ma con quantitativi consentiti troppo superiori a quelli richiesti e tali da renderla inutile.
La Presidente da dichiarato:«La situazione mondiale non è delle migliori. Guerre, eventi climatici estremi causati dal riscaldamento degli oceani e altre avversità stanno creando problemi al commercio mondiale e questo sta facendo diminuire le importazioni. Tuttavia non possiamo sempre vivere sulle disgrazie altrui, occorre poter operare una programmazione».
PIANO INVASI
Da ultimo l’Assessore all’agricoltura Matteo Malnati ha evidenziato i problemi, in gran parte economici, che la Regione incontra nella realizzazione del “Piano Invasi” , già in essere in Regione Piemonte, e che potrebbe consentire di aumentare le scorte di acqua di irrigazione.
«Tuttavia l’opposizione delle comunità locali vanifica spesso le buone intenzioni della Regione, impedendo la realizzazione di opere pur necessarie e. a volte, facendoci perdere i fondi pubblici disponibili» ha concluso Malnati. Autore: Franco Sciorati
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