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AIRI: TUTTI A BRUXELLES PER LA CLAUSOLA

da | 27 Nov 2017 | NEWS

L’Airi sosterrà il progetto dell’Ente Risi di convocare un forum europeo dei risicoltori a Bruxelles: «Se non si sostiene politicamente, a tutti i livelli, la richiesta italiana di attivare la clausola di salvaguardia, anche questo dossier finirà nel cassetto» ha ammesso il presidente degli industriali risieri Mario Francese incontrando i giornalisti. L’industria smentisce che la crisi provocata dalle importazioni a dazio zero dalla Cambogia e dalla Birmania colpisca solo i risicoltori ed è molto preoccupata. Non solo perché, come ha detto Francese, «di 1.150.000 tonnellate di indica consumato nell’Ue solo il 27,5% è prodotto localmente mentre il 72,5 è importato e, di questa quota, il 66% entra senza pagare dazio». Non solo perché dopo la Cambogia e Myanmar arriverà il Vietnam – 80.000 tonnellate a dazio zero dal 2018 – e potrebbe arrivare presto anche riso scontato dalla Thailandia e dall’Egitto. Non solo perché anche l’India preme. «I cambogiani si stanno attrezzando, sperimentano varietà japonica e costruiscono riserie – ha spiegato – e in cinque anni sono in grado di inondarci di riso confezionato, pronto per gli scaffali». Una minaccia talmente attuale che ha già cambiato gli schieramenti in Europa: all’interno del Ferm, la federazione dell’industria risiera del Vecchio Mondo, i Paesi del Nord, che hanno sempre combattuto i dazi quando dall’esterno arrivava solo riso semigreggio, sono schierati con il Mediterrano e non difendono più la deregulation a tutti i costi. Sulla Maginot delle concessioni all’Asia sarebbe rimasta solo la Germania, che esporta macchine utensili ed è quindi favorevole a finanziare lo sviluppo industriale dei Pma con le importazioni duty free. Se i risicoltori pagano un prezzo elevato in termini di reddito, dunque, l’import selvaggio mette nell’angolo anche l’industria: «Se dovessero presentarsi grandi gruppi asiatici in grado di esportare riso confezionato, tratterebbero direttamente con la Gdo» ha ammesso Francese, confermando che il fronte è compatto e sottolineando che «non ha senso continuare a dipingere l’industria come affamatrice dei risicoltori perché siamo sulla stessa barca». Una tensione unitaria che rimette in discussione anche vecchi rapporti: «Chiediamo ai sindacati di essere uniti e ai politici di remare nella stessa direzione, senza ritagliarsi posizioni scettiche per poter dire, in caso di fallimento “io l’avevo detto”» ha dichiarato Francese commentando le parole con cui l’on. Ciocca ha previsto che Bruxelles non concederà la clausola. (NELLE PROSSIME ORE ALTRE NEWS SULLA CONFERENZA STAMPA DELL’AIRI)

 

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