VALPOMETTO, IL “CONCORRENTE” DEL VENERE

Presentata in Sardegna la nuova varietà pigmentata e profumata sia nella cariosside che nella pianta

passiuPer il momento, l’abbiamo soltanto assaggiato. Bollito e mantecato con salsa di gorgonzola, come ci ha consigliato di fare il suo costitutore. Ora, però, il riso nero Valpometto si mostra al grande pubblico. Lo fa in Sardegna, con un nome che probabilmente non sarà quello definitivo, ma che rende perfettamente l’idea delle aspettative che catalizza questa nuova varietà di riso: si chiama “Gioiello di Sardegna” la nuova tipologia di riso nero, per la prima volta coltivata nell’Isola, in via sperimentale a pieno campo, come annuncia il sito Linkoristano. «Le risaie che lo ospitano sono quelle dell’azienda oristanese Agricola Passiu, da quarant’anni attiva nel Campidano di Oristano. “L’inizio del primo raccolto”, spiega Felice Passiu (nella foto piccola la famiglia Passiu), è previsto la prossima settimana”. Si tratta di una varietà di riso nata nel 2009 in una risaia dell’area di Valpometto.

Dal colore nero-viola e da caratteristiche proprie indistinguibili per aroma e per le proprietà organolettiche: peonidina-3-O-rutinoside e delfinidina-3-O-glucoside. Il riso Gioiello è una varietà ricca di composti polifenolici, che conferiscono una certificata attività antiossidante superiore a qualunque altra qualità di riso nero o di varietà pigmentate attualmente presente sul mercato italiano. I rilievi del profilo antocianimico danno prova di  grande valore alimentare. Le analisi infatti hanno dato prova di un prodotto con eccellenti potenzialità grazie alle sostanze polifenoli ed antociani che il Gioiello contiene. Questi studi danno prova di un grande potenziale in campo alimentare e salutifico per l’uomo e rispettose dell’ambiente per la collettività». Come scrive L’Unione Sarda, finora ne sono stati coltivati due ettari e mezzo a Nuraxinieddu e Silì.« l riso nero da Oristano pare sia dotato di straordinarie proprietà antiossidanti, in quantità superiore a qualsiasi altra varietà di riso presente nel mercato italiano» scrive l’Unione.

La commercializzazione inizierà l’anno prossimo, ma il progetto del Valpometto ha già qualche anno. Il costitutore per il momento non vuole dire nulla di ufficiale, e noi rispettiamo la sua decisione. Il nome di “nero Valpometto” deriverebbe dal fatto che questa varietà è stata selezionata nei campi dell’oasi naturalistica omonima che si estende tra Robbio e Nicorvo, dove viene coltivato dall’associazione ambientalista Ardea. La particolarità di questo riso nero è che – diversamente dal più blasonato Venere e da altre cultivar – non è nero solo il chicco ma anche la pannocchia, il che comporta anche un particolare effetto visivo, perché la risaia matura non appare gialla bensì violacea. Considerato un prodotto di nicchia, se le sue caratteristiche nutrizionali e organolettiche si mostreranno veramente innovative come sembra, il Valpometto – ossia il Gioiello – potrebbe insidiare la fascia “alta” del mercato del Venere, quella della ristorazione finora non presidiata dalla Riso Gallo, che indirizza questa produzione soprattutto verso la grande distribuzione.

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