UN CONTROLLO ALL’ANNO PER IL BIO

Le nuove norme approvate dalla commissione agricoltura del Parlamento europeo

La Commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha approvato la nuova legge sulla produzione biologica e l’etichettatura: 29 voti a favore, 11 contrari e 4 astenuti. Le nuove regole sono applicabili dal 2021 e prevedono controlli su tutta la filiera di distribuzione, certificazione di gruppo per le piccole aziende e banche dati per aumentare l’offerta di semi biologici. La proposta deve essere adottata formalmente dai ministri Ue in Consiglio e dall’Europarlamento in seduta plenaria.

I controlli sulla catena di distribuzione delle aziende effettuati almeno una volta l’anno, o due anni in caso di comportamento corretto per almeno tre anni. Secondo la nuova legge, le importazioni devono essere conformi alle norme Ue, per cui le attuali regole di “equivalenza”, che impongono a Paesi terzi di rispettare standard simili ma non uguali tra loro, saranno gradualmente eliminate entro cinque anni. La Commissione potrebbe, per un periodo massimo di due anni, consentire solo l’importazione di prodotti specifici anche se non pienamente conformi alle norme Ue al fine di «evitare un’interruzione improvvisa dell’offerta», spiega il Parlamento. È previsto anche il miglioramento della raccolta dati sulla disponibilità di sementi e animali etichettati come biologici e una certificazione di gruppo per i piccolo agricoltori.

Gli agricoltori, poi, saranno obbligati ad applicare misure di precauzione per evitare la contaminazione e se si sospetta la presenza di un pesticida non autorizzato, il prodotto finale non deve riportare l’etichetta che attesta lo status di biologico fino ad accertamenti. Gli stati membri che attualmente applicano soglie per sostanze non autorizzate negli alimenti biologici, come i pesticidi, potrebbero continuare a farlo, se consentiranno agli altri prodotti biologici provenienti dagli Stati membri dell’Ue di rispettare le norme per accedere ai loro mercati.

Matteo Bartolini Vice Presidente di Federbio con delega ai rapporti con l’UE commenta così la riforma: «Riconosciamo lo sforzo compiuto dalle Istituzioni per migliorare il testo iniziale della Commissione, anche prendendo in considerazione alcune richieste dei produttori biologici come ad esempio la certificazione di gruppo e la protezione del valore produttivo europeo nei confronti di importazioni da Paesi extra UE con garanzie e quindi costi spesso inferiori. Il settore biologico continua a crescere in Italia e nel resto dell’Unione europea e quindi siamo impegnati a tutelare con forza la fiducia che in esso ripone il cittadino. Chiediamo pertanto un forte impegno da parte delle istituzioni dell’UE e degli Stati membri a lavorare insieme per affrontare immediatamente le rilevanti debolezze che ancora esistono nel testo attuale, in particolare per quanto riguarda le soglie di contaminazione accidentale da pesticidi non ammessi. Confidiamo che nei prossimi giorni il Senato della Repubblica approvi il testo di legge “Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare e dell’acquacoltura effettuate con metodo biologico” e che il Governo approvi rapidamente la riforma del sistema di certificazione nazionale anche per dare un segnale forte in Europa dell’impegno dell’Italia per lo sviluppo dell’agricoltura biologica».

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