Il Salone Dugentesco di Vercelli ha ospitato, sabato 13 settembre, nell’ambito della manifestazione Risò, un incontro di rilievo nazionale che ha riunito — tra presenza fisica e collegamenti a distanza — i rappresentanti delle principali Strade del Riso italiane. Un’occasione preziosa di confronto e dialogo tra territori, moderata dal giornalista Paolo Viana, che ha visto protagonisti Massimo Biloni (Strada del Riso Piemontese di Qualità), Luciano Mirandola (Strada del Riso Vialone Nano Veronese), Daniele Trevenzoli (Strada del Riso e dei Risotti Mantovani) e Cristiana Sartori (Strada del Riso dei Tre Fiumi – Pavia).
FIERA DEL RISO DELL’ISOLA DELLA SCALA
«Siamo ambasciatori del nostro territorio», ha esordito in collegamento audio Luciano Mirandola da Verona. La sua Strada, una delle più storiche e attive, si prepara all’apertura della Fiera del Riso di Isola della Scala, grande vetrina dei risotti veneti e simbolo di come il riso possa diventare attrattore culturale e turistico. «Invitiamo le altre Strade a partecipare con i loro prodotti – ha detto – perché l’unione fa la forza nella valorizzazione del patrimonio gastronomico italiano».
RISO E RISOTTO
Cristiana Sartori ha raccolto lo spunto, sottolineando come l’insegnamento più prezioso ricevuto da Mirandola sia la differenza tra fare riso e fare risotto: «Da loro ho imparato che saper raccontare il piatto è parte integrante della promozione territoriale».
Massimo Biloni, promotore dell’ampliamento della Strada del Riso Piemontese a tutta la regione (quest’anno i progetti della Strada si muovono grazie al sostegno della Regione Piemonte – Azione “SRG07.1 – Cooperazione per i sistemi del cibo, filiere e mercati locali” – e mirano a valorizzare i risi locali non solo in Italia, ma anche nei percorsi internazionali del turismo), ha evidenziato il valore delle strade come “ponti” tra chi produce e chi consuma, veri e propri strumenti culturali. «A Verona promuovono il risotto, noi potremmo fare lo stesso partendo dal riso, ma con la stessa intensità. Dobbiamo imparare a raccontare il prodotto e a diffondere la cultura del riso a livello europeo», ha affermato con ottimismo.
E parlando di ottimismo, Biloni ha risposto anche alla provocazione del moderatore: “Come si fa a unire le Strade del Riso, se nemmeno le Regioni ci riescono?” «Parlando di prodotto – ha risposto – e mettendo da parte la politica. L’unica vera difficoltà è conoscersi».
L’ESPERIENZA MANTOVANA
Attraverso un contributo video, Daniele Trevenzoli ha raccontato l’esperienza mantovana, fondata sulla valorizzazione dei risi Vialone Nano e Carnaroli, perfetti per piatti iconici come il risotto mantovano e i tortelli di zucca. La Fiera del Riso di Mantova ha registrato l’anno scorso oltre 60.000 risotti serviti, testimoniando una partecipazione sentita e crescente.
Alla domanda del moderatore Paolo Viana su quanto conti, in questo contesto, il suo ruolo istituzionale, Trevenzoli ha risposto con pragmatismo: «Essere sindaco aiuta nei rapporti con le istituzioni, ma non è la cosa più importante. Conta di più l’amore per il proprio territorio. Le relazioni personali, la collaborazione tra persone e realtà diverse sono la vera forza per portare avanti progetti che, da soli, sembrerebbero impossibili».
«Il nostro risotto non è ancora così conosciuto fuori dal territorio – ha detto – ma chi lo assaggia, poi lo cerca. E questo ci spinge a farlo conoscere sempre di più. La collaborazione con le altre strade è fondamentale: l’interscambio di conoscenze ci fa crescere».
A questo punto, Paolo Viana ha passato la parola a Cristiana Sartori, presidente della Strada del Riso dei Tre Fiumi (nella foto, con Viana a sinistra e Biloni a destra). Una realtà giovane, nata appena tre anni fa, ma già attiva e determinata nel suo percorso. Paradossalmente, Pavia, pur essendo la prima provincia italiana per produzione risicola, non aveva ancora una “Strada del Riso” che rappresentasse il territorio.
Cristiana Sartori ha spiegato come la Strada del Riso dei Tre Fiumi (Sesia, Po e Ticino) sia nata tre anni fa con un obiettivo chiaro: educare e sensibilizzare, partendo dai più piccoli. «I bambini crescono immersi nel riso, ma spesso non ne conoscono il valore. Per questo stiamo lavorando a un libro didattico e a percorsi esperienziali».
Tra le iniziative più originali, il viaggio in bicicletta lungo la Via Francigena con tappe dedicate alla degustazione di risotti. E all’orizzonte, un evento importante: gli Stati Generali del Riso, dal 2 al 5 ottobre a Vigevano, in occasione dei 550 anni dal celebre dono di Galeazzo Maria Sforza al Duca di Ferrara, che contribuì a diffondere la risicoltura nel Nord Italia.
NON SOLO RISOTTO…
Il talk si è concluso con una riflessione sul futuro. «Il risotto è solo una delle espressioni del riso», ha sottolineato Biloni. Oggi si contano oltre 300 varietà coltivate, e la biodiversità è in aumento. Dai gelati al sake, dal pane alla pizza, il riso è un ingrediente duttile e trasversale, capace di unire innovazione e tradizione.
Non a caso, il 2025 è stato proclamato Anno del Riso, e per l’occasione è stato emesso un francobollo celebrativo in 224.000 esemplari, che segna anche gli 80 anni del Carnaroli, uno dei simboli del made in Italy agroalimentare.
L’esempio delle Strade del Riso dimostra che la collaborazione tra territori è possibile, se guidata dalla passione e dalla volontà di condividere. «La cultura porta benefici, anche economici», ha ricordato Biloni. E se il riso, da semplice alimento, può diventare narrazione, allora queste strade sono molto più che percorsi: sono itinerari di identità. Autore: Strada del Riso Piemontese di Qualità
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