Nuove variazioni a listino in seguito alle sedute di Borsa lombarde. Oltre a confermarsi pressoché tutti i cambiamenti visti ad inizio settimana in Piemonte (LEGGI), martedì pomeriggio a Milano si registrano nuovi massimi per CL 007, confermati venerdì a Mortara. In Lomellina, inoltre, si apprezzano tutti i tondi, con la sola eccezione di Selenio, e restano non listati Kinder PV ed Ely PV.
TONDI A 60 €/Q
L’ottima domanda per i tondi, riferita fin dall’inizio del mercato, continua a manifestarsi in sala di contrattazione. L’ultima novità della settimana è l’apprezzamento a 60 €/q lordi non del solo “gruppo ” Centauro, già visto nelle sedi piemontesi, ma anche di Omega ed Araldo PV. Gli operatori riferiscono che questa valutazione è ottenibile solo con pagamenti a lunga scadenza ma vengono ufficializzati in quanto hanno rappresentato la maggioranza degli affari conclusi per queste varietà. Una sintomo anche della minor necessità di vendita immediata per i risicoltori, i quali hanno ormai terminato il raccolto in larga maggioranza.
Uno sviluppo testimoniato dal calo dei trasferimenti settimanali all’ultima rilevazione di Ente Risi (VEDI). In questo documento si scopre anche che il totale del risone trasferito nei primi due mesi della nuova campagna è sostanzialmente la media delle due campagne precedenti a pari data. Forse un segnale di equilibrio, dal momento che tali riferimenti sono un’annata in cui si era partiti a ritmi elevati e una a rilento.
CL 007 SUPERA I 40 €/Q
Supera i 40 €/q lordi, come previsto ad inizio settimana, CL 007, quotato 42 €/q lordi. Un passo avanti che si manifesta già a Milano martedì pomeriggio, dove sono anche confermati i 40 €/q lordi per Kinder PV ed Ely PV. Nel capoluogo lombardo, tuttavia, non vengono per il momento registrati i cali di lunghi B e, in parte, CL 145, rispettivamente a 40 €/q lordi e 45 in tutte le altre sedi attualmente.
Mortara propone anche un rialzo a 45 €/q lordi per la varietà Leonardo, identificata ai massimi della voce dove CL 007 rappresenta i minimi. Operatori riferiscono che per questa varietà, notoriamente utilizzata anche nel mercato del sushi dove i ben remunerati tondi la fanno da padrone, si possono ottenere fino a 50 €/q lordi. Va considerato che si tratta ormai di un tipo di riso poco coltivato, con circa 621 ha ossia meno del 2% tra le varietà in griglia Ribe.
DAGHETTA: «BENE I TONDI, PROBLEMA MERCATO ESTERO PER LUNGHI B E RIBE, TROPPA DIFFERENZA TRA CL 145 E GLI ALTRI RISOTTI»
Proviamo a fare il punto della situazione di un mercato volatile come quello attuale insieme a Giovanni Daghetta, responsabile nazionale del comparto riso di CIA. «La campagna di raccolta può dirsi ormai conclusa per circa il 90% – spiega il risicoltore lomellino -. Tuttavia, resta una forte incertezza sui volumi effettivi. Le grandinate hanno provocato questo contesto. Ora sarà complesso capire le reali disponibilità almeno fino alla pubblicazione dei dati sulle denunce di raccolto dei risicoltori, prevista per inizio dicembre come consuetudine.
La domanda è particolarmente vivace per i tondi, in relazione ad una pressoché certa ridotta disponibilità di prodotto. Le superfici seminate con questi risi, infatti, sono state inferiori rispetto agli anni precedenti. Proprio per questa scarsità relativa, le quotazioni penso possano mantenersi sui buoni livelli attuali anche nelle prossime settimane. Per quanto riguarda i lunghi A da esportazione e, soprattutto, i lunghi B a pesare è il mercato internazionale. Dopo la ripresa delle esportazioni da parte dell’India, il prezzo del riso a livello globale è letteralmente crollato, trascinando al ribasso anche i listini europei. Questo crea competizione in entrata per gli “indica” e in uscita per i lunghi A da parboiled, portando a prezzi al di sotto della remuneratività per i produttori.
Per i lunghi A da risotto – prosegue Daghetta – si registra una forte distorsione dei prezzi. Il CL 145, unico riso perlato in griglia Roma-Baldo e definito Roma nei listini, ha un gap di circa 20 €/q lordi rispetto al gruppo Arborio e 25 rispetto ai similari di Carnaroli. Una differenza così marcata, trattandosi dello stesso segmento di mercato, non trova giustificazioni tecniche o qualitative e potrebbe rispondere a logiche di speculazione commerciale.» Autore: Ezio Bosso



