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TENERE ALTA LA GUARDIA CONTRO IL CADMIO

da | 24 Ago 2023 | Tecnica

Cadmio

Ne abbiamo parlato sulle nostre pagine già lo scorso giugno, quando l’Ente Risi ha annunciato l’approvazione di un progetto triennale di monitoraggio del territorio risicolo italiano.

L’obiettivo è valutare la presenza di cadmio (oltre a quella di arsenico e nichel), nei suoli di risaia e nella granella di riso. Nel corso del progetto si effettueranno prove sperimentali in ambiente controllato e in pieno campo, allo scopo di studiare, ad esempio, l’effetto della gestione dell’acqua.(LE NOVITÀ

IL CADMIO: UN TEMA DA TEMPO OGGETTO DI STUDIO

Il tema delle contaminazioni da cadmio che, di recente, è tornato a “riscaldarsi” è in realtà sui tavoli di ricercatori, amministratori e agricoltori già da tempo. Infatti, la letteratura scientifica internazionale ne studia i meccanismi di accumulo nella pianta di riso, così come le pratiche possibili per il suo controllo, da almeno un decennio.

Quando parliamo di contaminazioni non ci stiamo riferendo ad eventi di ampia portata che ormai si ritrovano nelle pagine di storia – come fatti accaduti nel lontano oriente, veri e propri avvelenamenti dovuti ad atti illeciti – , ma alla naturale tendenza del riso ad accumulare determinate quantità di questo metallo pesante. Si tratta di fenomeni del tutto fisiologici e, in quanto tali, controllabili attraverso tecniche già note o in via di sperimentazione.

LA NORMATIVA EUROPEA

Ricordiamo che la normativa europea prevede dei limiti di presenza di cadmio totale nel riso che, nel 2021, sono ulteriormente diminuiti a tutela dei consumatori. La diminuzione è di 0,15 mg/ kg e di 0,04 mg/ kg per il cosiddetto baby food, ovvero per il riso utilizzato per l’industria di preparazione di alimenti destinati a lattanti e bambini (così come avviene per arsenico e micotossine, secondo il Reg. UE 488/ 2014).

IL CADMIO NEL CORPO UMANO

Il cadmio (Cd) è un metallo che non ha funzioni biologiche negli esseri umani. Tuttavia, la sua pericolosità deriva dal mimare altri metalli bivalenti come lo zinco che, invece, è un elemento essenziale nella fisiologia degli organismi animali.

Il cadmio può facilmente attraversare numerose membrane biologiche ed essere assorbito da alcuni organi. Qui, i tempi di eliminazione sono notevoli. Inoltre, l’esposizione acuta è associata a diverse patologie a causa della sua neurotossicità, cancerogenicità e genotossicità con effetti deleteri sulla riproduzione umana.

La concentrazione di cadmio nella granella di riso è fortemente influenzata dalle tecniche di gestione dell’acqua. A questo si aggiunge l’andamento climatico. In particolare, durante la fioritura e la maturazione cerosa, infatti, l’asciutta può portare a «notevoli incrementi dell’elemento in granella». Pertanto, è comprensibile, ad esempio, la criticità riscontrata per il raccolto dello scorso anno. «Le condizioni di forte siccità verificatesi nel 2022 evidenziano come l’accumulo del cadmio nel riso è strettamente connesso alle condizioni di gestione dell’acqua» ha dichiarato l’Ente Risi.

LO STUDIO DEL 2019 DELL’ENTE RISI

Un precedente monitoraggio dell’Ente Risi, predisposto su campioni provenienti dall’annata agricola 2019 e presentato nel 2022, ha indagato i livelli di cadmio (insieme a quelli di arsenico) in 80 campioni di riso. Si sono selezionati campioni tra le province a maggior coltivazione risiera tra Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Sardegna.

I risultati hanno mostrato come «il 72% dei campioni analizzati» avessero «una concentrazione inferiore a 0,04 mg/Kg (valore limite per i baby food). Solo il 4% invece risultava avere un valore superiore a quello massimo tollerato all’epoca del monitoraggio (pari a 0 20 mg/Kg).

IN FUTURO 6% RISO NON CONFORME CADMIO

Oggi i range considerati potrebbero essere rivisti nell’ottica dei nuovi limiti di legge in vigore in tal caso, la percentuale di campioni non conformi al limite di legge sarebbe pari al 6%». Come ha dichiarato lo stesso Ente Risi: «in Italia la contaminazione del riso da metalli pesanti è un evento che si presenta raramente, grazie anche alle tecniche di gestione dell’acqua in risaia messa a punto dai risicoltori». (L’analisi sul cadmio proseguirà domani) Autore: Azzurra Giorgio

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