RISTEC RISCOPRE IL SOVESCIO

Un progetto dell'Ente Risi esplora una tecnica promettente che le Regioni non comprendono adeguatamente

Nel contesto delle iniziative finanziate dalla op. 1.2.01 del PSR della Lombardia, riguardante “Informazione, divulgazione e progetti dimostrativi”, si è svolto venerdì 24 novembre il primo “field tour” organizzato da Ente Nazionale Risi in collaborazione con le Università di Milano (prof. Gianattilio Sacchi) e Torino (prof. Luisella Celi e prof. Dario Sacco) nell’ambito del Progetto “RISTEC-Nuove tecniche colturali per il futuro della risicoltura”.
Il “field tour”, coordinato da Marco Romani del Centro Ricerche di Ente Risi, è iniziato a Nicorvo (PV) nei terreni dell’ azienda condotta da Adriano Bandi, che da diversi anni – partendo da un progetto iniziale condotto in collaborazione con un agronomo libero professionista, e in seguito mettendo a disposizione alcuni terreni per la sperimentazione dell’Ente Risi – pratica la tecnica del sovescio per migliorare la fertilità dei suoli.
La visita è proseguita presso i campi sperimentali del Centro Ricerche dove i partecipanti al “field tour” hanno visionato diverse modalità di sovescio, con utilizzo di differenti specie di graminacee e leguminose. In questo caso la finalità della sperimentazione è rivolta all’incremento della fertilità e alla tecnica della “pacciamatura verde” nella coltivazione del riso con metodo biologico. Come hanno sottolineato gli organizzatori, tra gli scopi del progetto RISTEC si intende diffondere l’impiego di tecniche alternative, quali il sovescio di colture intercalari, in quanto ritenute particolarmente idonee a superare le principali criticità legate a una diminuzione della sostanza organica del suolo, e quindi della fertilità chimica e biologica. Il tema del sovescio è stato diffusamente trattato su Riso Italiano fin dal 2014 (http://www.risoitaliano.eu/il-sovescio-riscoperto/ , http://www.risoitaliano.eu/ancora-sul-sovescio/ , ) per il suo evidente interesse. Dal progetto RISTEC si attendono indicazioni per validare scientificamente i benefici quantitativi e qualitativi apportati dalla tecnica sia sul piano produttivo che su quello della sostenibilità della coltura. Le Regioni Piemonte e Lombardia hanno inserito la pratica del sovescio come impegno accessorio in alcune misure agro-ambientali del PSR 2014-20. Purtroppo, la rigidità burocratica di alcune normative emanate dalle Regioni, in particolare per quanto riguarda dosi ed epoche di semina, rischia di avere effetti deleteri sul successo della “riscoperta” del sovescio. Autore: Marco Sassi

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