QUEL SUPER CUCCHIAIO CHE INFESTA

Cosa fare se in risaia vedo l'Alisma resistente agli inibitori dell'ALS...

Torniamo a parlare di resistenze e parliamo di una malerba che nel corso dello scorso decennio ha creato non pochi problemi, per lo più risolti nelle ultime annate grazie all’arrivo di Loyant (florpyrauxifen-benzyl): il cucchiaio. Ossia, cosa devo fare se ho biotipi di Alisma-plantago aquatica (mestolaccia comune, cucchiaio, piantaggine acquatica) resistenti agli erbicidi inibitori dell’ALS nella mia azienda? Secondo il Gruppo italiano di lavoro sulla resistenza agli erbicidi (Gire) in pre-semina si devono usare prodotti a base di oxadiazon (fortemente limitato e sulla via del divieto) e flufenacet. In post-emergenza si devono usare dei prodotti ormonici come MCPA e triclopyr, miscelati con prodotti a base pretilachlor. Inoltre, è efficace l’utilizzo di florpyrauxifen-benzyl e bentazone, quest’ultimo nelle risaie seminate in asciutta. 

Le indicazioni del Gire

Il Gire nelle sue linee guida relative alla gestione delle infestanti resistenti nel riso, recentemente aggiornate a marzo 2020, ci ricorda che «le aziende che coltivano riso sono caratterizzate da una elevata specializzazione che di fatto riduce la possibilità di coltivare altre colture. Il riso in monosuccessione, unitamente all’utilizzo esteso e continuativo di erbicidi con il medesimo meccanismo d’azione, favorisce l’insorgenza di popolazioni di infestanti resistenti agli erbicidi. Per limitare l’evoluzione della resistenza è necessario alternare o miscelare prodotti con meccanismo d’azione differente e dove possibile, ruotare la coltura». Va ricordato, però, che ad ogni meccanismo d’azione corrispondono diverse molecole, per questo non basta cambiare prodotto per essere certi di attuare un differente meccanismo.  Gli inibitori dell’ACCasi sono molto utili nel contenimento delle graminacee in pre-semina (cletodim, propaquizafop e cicloxydim) e in post-emergenza (cyhalofop butyl, profoxydim, cycloxydim). In pre-semina abbiamo anche gli inibitori del PPO (oxadiazon), che agiscono principalmente sulle dicotiledoni ma anche sulle graminacee, gli inibitori dell’EPSP (glifosate) e della divisione cellulare (flunfacet), principalmente reattivi sulle graminacee ma anche sulle dicotiledoni. Per la fase di pre-emergenza è presente sul mercato il pendimethalin , un inibitore dei microtubuli attivo sulle graminacee, mentre per la post-emergenza sono molte le molecole utilizzabili oltre ai sopracitati inibitori dell’ACCase: vi sono gli Inibitori dell’ALS (azimsulfuron, penoxsulam, bispyribac-na e imazamox attivi sulle graminacee; bensulfuron-methyl, halosulfuron methyl e bensulfuron + metsulfuron attivi sulle dicotiledoni) i sintetizzatori delle auxine (triclopyr e mcpa, attivi sulle dicotiledoni) e gli inibitori della fotosintesi (bromoxinil e bentazone, attivi sulle dicotiledoni). Vi sono, inoltre, il clomazone (Inibitore biosintesi carotenoidi), attivo sulle graminacee ed utilizzabile in ogni momento della coltivazione, e i prodotti autorizzati in deroga fino al 30 giugno 2020 per usi di emergenza fitosanitaria: in pre-semina il pretilaclor (inibitore della divisione cellulare, attivo principalmente sulle graminacee ma anche sulle dicotiledoni, anche in post-emergenza), il florpyrauxifen-benzyl (attivo nella sintesi delle auxine, principalmente sulle dicotiledoni e, in minor parte, sulle graminacee, anche in post-emergenza) e il benzobicyclon (inibitore del 4-idrossifenil-piruvato-diossigenasi, attivo sulle graminacee), quest’ultimo utile anche in pre-emergenza come il napronamide (inibitore della divisione cellulare, attivo sulle graminacee). Alcune delle molecole citate sono autorizzate all’uso eccezionale e quindi bisogna controllare attentamente, più attentamente del solito, le indicazioni in etichetta. Autore: Ezio Bosso

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