«PAI DA RODARE, NOVITÀ POSITIVA DA ENTE RISI»

INTERVISTA: il presidente di Condifesa 2 di Vercelli e Biella Riccardo Garrione valuta le novità assicurative

Fondi sbloccati, il regolamento Omnibus che prevede un incremento della percentuale di contributo europeo sulla spesa assicurativa e la possibilità di scegliere polizze birischio. Ma anche una burocrazia snellita grazie ad un intervento dell’Ente Nazionale Risi. Riccardo Garrione, presidente del Condifesa 2 di Vercelli e Biella, conferma l’ottimismo che abbiamo segnalato ieri e sottolinea l’importanza della nuova iniziativa che l’Ente Risi ha avviato su impulso dei consorzi di difesa. In questi giorni, infatti, il sito web dell’ente pubblico economico pubblicizza un servizio che rende più semplice compilare il piano assicurativo individuale, grazie ad un applicativo online che permette di scaricare i dati necessari (dall’annualità 2015).

Secondo Lei, dottor Garrione, il PAI in questi anni si è rivelato uno strumento utile?  

Il PAI di per sé è stato certamente uno strumento positivo. Viene compilato ogni anno dai CAA con i dati presenti nei fascicoli aziendali, con i prezzi indicati dal Decreto Ministeriale che ogni anno esce a marzo, e con le rese dichiarate dai risicoltori ai CAA per ogni varietà di riso coltivata. Questo teoricamente consente agli agricoltori di richiedere alle agenzie assicurative polizze mirate e specifiche per rese e prezzi, chiedendo contributi con esattezza e senza errori. Peccato che però finora il sistema non sia stato ancora ben rodato e abbia prodotto dei ritardi tali per cui gli agricoltori in certi casi sono arrivati a contrarre la polizza prima della compilazione del PAI.

Un’altra novità, molto più recente, è il nuovo servizio online messo a disposizione da quest’anno dall’Ente Risi per la compilazione dei PAI: cambierà la vita agli agricoltori? 
La novità del servizio messo a disposizione dell’Ente Risi è positiva perché l’agricoltore con questo strumento è aiutato nel calcolo della resa esatta, fatta con la media degli ultimi 5 anni, escludendo quello più produttivo e quello meno produttivo o semplicemente la media degli ultimi 3 anni. Si può quindi  ottenere un dato più veritiero che mette al sicuro gli agricoltori nel caso dei controlli a campione. Autore: Sara Petrucci

 

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Risicoltura
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