SARÀ PIÙ DIFFICILE BREVETTARE LE PIANTE

Linea dura del Copa Cogeca in difesa degli agricoltori e soprattutto dei selezionatori
K9954-1 Scott Bauer

Copa e Cogeca, la federazione dei sindacati e delle cooperative agricole, ha inviato una lettera ai deputati europei: li invita ad agire contro l’uso di brevetti sulle piante selezionate  attraverso pratiche “essenzialmente biologiche”, confermando che l’attuale sistema comunitario di selezione delle varietà di piante (CPVR) funziona bene. Questa mossa è la conseguenza della pubblicazione, da parte della Commissione, di un documento a novembre in cui viene sottolineato che i vegetali selezionati mediante “processi essenzialmente biologici” non sono brevettabili. Questa raccomandazione si basa sulle pratiche dell’Ufficio europeo dei brevetti (EPO) che ha già autorizzato diversi brevetti per processi essenzialmente biologici come accaduto su pomodori e broccoli. «L’attuale sistema comunitario di selezione (CPVR) – ha sottolineato Thor Kofoed, presidente del gruppo sementi – ha funzionato bene per 50 anni, consentendo agli agricoltori di accedere a una buona scelta di varietà vegetali. Fino a quando l’EPO non accetta completamente l’esenzione dei selezionatori, Copa e Cogeca non possono accettare alcun tipo di brevetto per quanto riguarda le piante».

L’EPO ha deciso di seguire l’approccio della Commissione e contribuirà ad evitare l’uso di brevetti sulle piante. È un primo passo cruciale per ristabilire l’equilibrio nei diritti di proprietà intellettuale. Significa, in buona sintesi, che sarà meno facile brevettare piante ottenute da processi biologici (selezione e incrocio), proprio come vuole la Commissione europea, che ha fatto prevalere il principio ‘dell’esenzione del costitutore’, secondo cui i costitutori di nuove varietà possono liberamente utilizzare nel loro lavoro di miglioramento genetico le varietà esistenti, principio finora messo in discussione da diverse decisioni dell’Ufficio europeo brevetti.

Anche con questo nuovo orientamento da parte dell’EPO, tuttavia, gli agricoltori sono ancora preoccupati per l’impatto potenzialmente negativo dei brevetti sul loro lavoro in quanto potrebbe impedire loro di avere accesso al materiale genetico di selezione vegetale e li costringerebbe a pagare ulteriori royalty. «Siamo del parere – conclude la lettera – che debba essere inserita nella normativa brevettuale in tutta Europa un’esenzione per i selezionatori, che consenta loro di utilizzare liberamente qualsiasi varietà che contenga un elemento brevettato al fine di procedere con ulteriori selezioni. È inoltre essenziale che gli agricoltori non possano in alcun modo violare i possibili brevetti quando usano sementi certificate».

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