«NON SI CONQUISTA LA CINA TAGLIANDO LA RICERCA»

I precari del Crea scrivono una lettera aperta: 200 posti a rischio, ma il ministro pensa ad altro

Stamane il #Ministro del #Mipaaft Gian Marco #Centinaio ha fatto omaggio di un sacchetto di #riso biologico italiano al Ministro #cinese dell’agricoltura, Han Changfu (https://twitter.com/Mipaaft_/status/1141697606688673794) dopo aver detto che “Presto le aziende #italiane potranno esportare il #riso in #Cina per la soddisfazione dei consumatori cinesi” (https://twitter.com/Mipaaft_/status/1141659218119929857).

Il riso è una coltura critica per l’economia e la salvaguardia ambientale del nord-ovest Italiano e la sua produzione, sia in convenzionale, sia in #biologico, richiedono continuamenti nuovi sforzi che solo grazie alla competenza potranno essere affrontati. (CONOSCI LA BLOCKCHAIN AGRICOLA?)

Tali sforzi di ricerca scientifica e sperimentazione agraria vengono fatti presso il centro del CREA di Vercelli (CREA-CI, ex Risicoltura, e CREA-DC, ex-ENSE; http://sito.entecra.it/portale/cra_dati_istituto.php?id=226) dove vengono fatte ricerche su diversi aspetti della risicoltura e delle aree risicole e riguardano:

  • la ricerca di nuovi genotipi più produttivi, più resistenti al #brusone e altre patologie vegetali, più resistenti alla salinità, etc.
  • il mantenimento in purezza (genetica) di diverse varietà;
  • la ricerca di strategie gestionali per la coltivazione in biologico, in asciutta, in immersione, per la gestione della concimazione (sia in biologico, sia in convenzionale), per l’interazione con microrganismi benefici, per la diversificazione colturale e le rotazioni, per l’effetto dei principi attivi.

Il centro è inoltre in stretta collaborazione con aziende del settore produttivo, sementiero e della trasformazione e si occupa di divulgazione a diversi attori della filiera e anche alla popolazione. Da poco, il centro si occupa anche di frumento. (CONOSCI LA BLOCKCHAIN AGRICOLA?)

Purtroppo, presso la sede del CREA di Vercelli, oltre il 50% dei ricercatori, tecnici e operai sono #precari, molti in attesa di stabilizzazione nell’ambito di una procedura in atto ma della quale non vi sono più notizie circa il prosieguo e i fondi disponibili. La carenza di fondi è un fatto recentissimo, nonostante il ministro si fosse impegnato pubblicamente per portare a termine la procedura già a inizi del 2019 (https://twitter.com/Coord_Precari/status/1139105670786101248), per poi ignorare le richieste di confronto del coordinamento precari del CREA, a meno di un insufficiente “ci sto lavorando” (https://twitter.com/giamma71/status/1139534868952637440).

Ciò comprometterà sicuramente gli esiti delle ricerche, anche in considerazione dell’imminente scadenza dei contratti che, peraltro, non possono essere rinnovati per incomprensibili limiti di età sanciti dall’ente nell’accesso a nuove forme contrattuali. In sintesi, la competenza ed esperienza viene rifiutata per legge. 

La ricerca scientifica rimarrà comunque l’unico strumento che abbiamo per fronteggiare i problemi legati ai cambi economici e climatici, non rinunciamo a questo valore che ci ha consentito negli ultimi decenni di aumentare le rese e la qualità del riso e la redditività del territorio. (CONOSCI LA BLOCKCHAIN AGRICOLA?)

I trionfi di #Centinaio quindi poco si sposano con la politica attuale del mantenimento del centro con personale precario. Chiediamo pertanto ai lettori di Risoitaliano.eu di prendere atto del problema e chiedere al Ministro di favorire la procedura di stabilizzazione per il benessere del territorio, dei risicoltori e dell’export italiano.

Ricordo che una #sentenza #europea e una legge dello stato italiano sanciscono il diritto alla stabilizzazione di circa 200 precari nel #CREA, il più grande ente nazionale che si occupa di #agricoltura, #ambiente e #alimentazione. Si tratta di circa il 10% del personale, con formazione specifica: ricercatori eccellenti, tecnici precisi e operai #specializzati, quasi tutti in scadenza di contratto e le cui le cui ‘expertise’ verranno perse se la procedura non viene conclusa rapidamente e in maniera completa. La nostra attività va a tutto beneficio diretto e immediato di diversi settori #agroambientali, tra cui la #produzione agricola, la #sostenibilità, la #redditività, la #salvaguardia #ambientale, la #nutrizione e #salute animale e #umana.

Questo governo ha più volte detto di voler favorire il sistema italia e l’agroalimentare è uno dei settori più importanti, quindi la nostra stabilizzazione rientrerebbe pienamente negli obiettivi del governo, con uno sforzo economico minimo (meno di 10 M€). Chiediamo dunque risposte concrete al ministro Gian Marco Centinaio, al premier Giuseppe Conte e a tutte le forze politiche, sia di maggioranza, sia di opposizione.

Vi chiedo di condividere questo post per far conoscere la nostra situazione e qualora o vogliate, farvi latori della nostra causa. Grazie. Autore: Sergio Saia (nella foto), Assegnista di Ricerca presso CREA-CI, Vercelli

 

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