BAYER E I BIOLOGICI “SCHEDATI”

Glifogate: dal passato di Monsanto spunta un "monitoraggio speciale" di imprenditori e giornalisti contrari al glifosato

Chi sono i giornalisti e gli agricoltori italiani “spiati” da Monsanto perché contrari al glifosato? Dopo i processi per sospetta cancerogenicità, arriva il Glifogate a turbare i sonni della Bayer, che, acquistando Monsanto, si è fatta carico di un passato davvero ingombrante, che rischia di riflettersi negativamente anche sul mercato italiano, dove la società tedesca rifornisce i produttori biologici, estremamente sensibili a queste dinamiche.

L’inchiesta francese

La notizia arriva dalla Francia. Le Monde ha scoperto che giornalisti e varie personalità sono stati schedati da Monsanto in base alle loro opinioni e al grado di influenzabilità sul tema della nocività del glifosato. «Diversi media francesi coinvolti, come Le Parisien, annunciano ricorsi alle authority o procedure giudiziarie» annuncia il Salvagente. Secondo l’inchiesta (vedi il video), una società di comunicazione avrebbe segretamente schedato per conto di Monsanto centinaia di persone (politici, scienziati, giornalisti) in base alle loro posizioni sui pesticidi. Si annunciano battaglie legali e uno tsunami mediatico potrebbe abbattersi su Bayer, chiamata a fare chiarezza, se non altro per tutelare il proprio portafoglio, che non contempla solo il Roundup ma anche diversi prodotti bio. Anche se le responsabilità delle scelte in esame non ricadono sulla società tedesca, tutta l’agricoltura e in particolare il settore biologico sono sensibilissimi alla trasparenza dei propri fornitori e la notizia che agricoltori e personaggi chiave della battaglia contro la ri-registrazione del glifosato sono stati messi sotto controllo è obiettivamente grave. (AVVISO: CONOSCI LA PRIMA BLOCKCHAIN DEL RISO?)

Spionaggio anche in Italia

Bayer nei giorni scorsi ha confermato che c’è anche l’Italia tra i Paesi in cui è avvenuta l’identificazione di giornalisti, politici, sindacalisti o scienziati favorevoli o contrari alla ri-registrazione del glifosato in Europa, nonché l’analisi dei metodi di lobbying di alcune personalità chiave. Si parla di «registrazione di personaggi pubblici, creazione di gruppi fittizi di agricoltori che imploravano il mantenimento del glifosato sui social network, pubblicazione di falsi forum sulla stampa, infiltrazione del pool dei cronisti da parte di un falso giornalista durante uno dei processi americani…» Dopo la rivelazione dell’esistenza di una lista di persone monitorate, giornalisti in testa, Bayer – come riporta sempre Il Salvagente – si è scusata (LEGGI IL COMUNICATO) e ha dichiarato che sette paesi europei erano interessati dall’attività di monitoraggio: Francia e Germania, ma anche Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e il Regno Unito, nonché le istituzioni dell’Unione europea. Di più, per ora, non dice. E’ intuibile che la maggior parte di questi soggetti fossero legati alla lobby del biologico, che ha combattuto per anni il glifosato, ma non ci sorprenderebbe scoprire che anche qualche alto dirigente del più grande sindacato italiano fosse “attenzionato”. Autore: Paolo Viana (RESTA AGGIORNATO: COLLEGATI ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK)

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