CALO NOMINALE

listini

Le borse piemontesi aprono la settimana senza scossoni. A Novara i prezzi dei tondi segnano un calo di 5 €/q, in linea con il movimento registrato in tutte le sedi la scorsa settimana (LEGGI). La commissione prezzi novarese, nonostante la variazione, accompagna le quotazioni dei tondi con la dicitura “nominale”, a testimonianza di una pressoché totale assenza di scambi effettivi. A Vercelli tutto rimane invariato e senza diciture, anche se i prezzi a listino non risultano del tutto agibili allo scambio.

A NOVARA TONDI IN CALO MA NOMINALI

La dinamica dei tondi a Novara è quanto mai inedita. La commissione prezzi ha recepito il ribasso di 5 €/q che ha interessato tutte le piazze la scorsa settimana, ma ha contestualmente apposto la dicitura “nominale” alle quotazioni di questo comparto. Il messaggio appare essere: l’adeguamento c’è stato, ma gli scambi no. Anche dopo i recenti ribassi, i compratori non mostrano interesse concreto ad acquistare merce. Le difficoltà riguardano tutte le varietà tonde, con grande fatica a trovare domanda a 45 €/q lordi. Selenio risulta invendibile ai 55 €/q lordi proposti a listino. Una situazione che riflette l’elevato investimento effettuato dai produttori nella semina della campagna in corso, con superfici a tondo in sensibile aumento rispetto alle annate precedenti, e il peso costante delle importazioni.

I similari di Carnaroli confermano la propria appetibilità commerciale, con una buona domanda a 60 €/q lordi. Si tratta di una delle poche note positive di questa fase di mercato, già emersa nelle sedute recenti e confermata anche questa settimana. Scambiati regolarmente anche i risi nella famigerata orbita dei 30 €/q lordi, ovvero il gruppo Roma, il Sunrose ed i lunghi B. Tra quest’ultimi PVL 024 e CL 28 riescono a spuntare anche remunerazioni pari a 32 €/q lordi. Per il gruppo Baldo, CL 712 si colloca tra i 30 e i 32 euro, Cammeo tra i 33 ed i 35. Arborio e similari risultano vendibili a 50 €/q lordi, con qualche euro in più per le rese migliori secondo gli operatori.

Peggiora il mercato dei lunghi A in griglia Ribe. Le difficoltà a piazzare la merce ai 35 €/q lordi proposti a listino sono in aumento. A pesare è la concorrenza degli acquisti esteri, sia europei che extra UE, che comprime le quotazioni di questi risoni in modo significativo. Un elemento che attenua parzialmente le preoccupazioni è il livello delle giacenze, tra i più bassi degli ultimi anni, e il calo delle semine, che potrebbero limitare ulteriori ribassi.

MANACHINO: «MERCATO DIFFICILE FINO A SETTEMBRE»

A fare il punto sulla situazione è Caterina Manachino, dell’Associazione Risicoltori Piemontesi. «Sui similari di Carnaroli, confermo la tenuta dei 60 €/q lordi per le partite di buona qualità, con riscontri positivi da almeno una riseria ancora attivamente in ricerca. Più critica la posizione del gruppo Arborio, che stenta a trovare compratori anche a 50 €/q. Purtroppo stabili i prezzi su CL145 e Gloria a 30€/q, Cammeo e similari tra 30-33 €/q. Per i lunghi A da parboiled con un listino invariato a 35 €/q, si registrano difficoltà crescenti nel collocamento. In lieve ripresa la domanda di lunghi B nelle ultime settimane con un prezzo tra i 30/32 €/q. Per questi risi se mai si riuscisse ad avere un prezzo più vicino ai 35 €/q gli agricoltori sarebbero più disposti alla vendita. Tuttavia, attualmente si tratta più di una speranza che di una prospettiva concreta. Con le giacenze ancora abbondanti, un recupero delle quotazioni prima di settembre appare improbabile.

Riguardo alle semine per la nuova campagna, temo un forte orientamento al tondo da parte dei risicoltori, sviluppo che sta già avendo effetti sul mercato attuale con la discesa del prezzo a 45 €/q. I nostri associati hanno scelto un maggiore equilibrio, sia su nostro consiglio sia in seguito a violente grandinate subite nella scorsa annata, che rendono difficile un cambio di varietà. Per chi abbia scelto di coltivare tondi ma anche in linea generale, l’Associazione ha promosso i contratti in campo, uno strumento che riteniamo possa dare maggior stabilità ed organizzazione a tutta la filiera. Purtroppo non siamo riusciti a raggiungere i volumi auspicati, avremmo voluto concluderne di più». Autore: Ezio Bosso

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