MEDI@RICE: CHI SA FARE FA…

...e chi non sa fare insegna: l'associazione di mediatori risponde all'articolo di Mascellino

L’associazione di mediatori Medi@rice risponde all’articolo con cui il 3 dicembre Gian Luca Mascellino su Risoitaliano si chiedeva “Esistono ancora i mediatori?”

«FUTURISMO : nato in Italia all’inizio del ‘900 ,coinvolse tutto il mondo dell’arte e della cultura e come tutti i movimenti nuovi venne compreso dopo circa cinquant’anni. Ma come si fa a parlare di blockchain monete virtuali, bitcoin, in un settore come il nostro , fatto di mediatori in cereali, industrie di trasformazione , aziende agricole risicole dove si parla e si tratta tutti i giorni di cose concrete materiali , quali cereali , materie prime, concimi, diserbi, attrezzature agricole, sortex , etc? Le monete virtuali sono strumenti che possono servire a qualche nicchia di speculatori, stiamo con i piedi per terra caro professore , noi mediatori da cento anni facciamo cose più concrete, anche in questo mondo che è già cambiato e cambierà ancora  di più .

PIU’ INTERMEDIAZIONE :

La Treccani , di nuovo ci insegna che si usano certi strumenti; noi di Medi@rice ci siamo già evoluti , usiamo Wikipedia, sistema molto più moderno e pratico. Dice la Treccani: «la disintermediazione colpisce in particolare i mercati dei servizi dei beni immateriali….». Appunto, i mediatori in cereali trattano sempre e solo “ beni materiali “: più di un centinaio di varietà di risone, una cinquantina tra grano tenero e duro , un po’ meno varietà di mais , etc. Il tentativo di delegittimare la nostra attività partì come tutti sanno da una grossa associazione di agricoltori appoggiata da una parte della politica oggi poco influente, con scarsi risultati vedasi la Borsa Merci Telematica Italiana (B.M.T.I.). Il risultato è che a tutt’oggi il 70% delle transazioni sui cereali passa ancora attraverso ctti stipulati da noi mediatori e il rimanente 25%-30% circa tramite ctti di filiera e solo il 3%-4% attraverso b.m.t.i. (a partire da Meteora spa, che noi consideriamo un bel flop, dopo 20 anni d’esercizio…)

LE BORSE MERCI RESTERANNO , IL SISTEMA CAMBIERA’ ATTORNO A LORO :

Condividiamo la disamina sulle concentrazioni inevitabili delle aziende agricole e dunque la loro diminuzione; ma questo è accaduto in tuti i settori produttivi italiani negli ultimi 20 anni . Siamo gli attori di un paese in cui fare impresa costa troppo rispetto ad altri paesi europei, per non parlare dei paesi asiatici. A nostro avviso la crisi del settore risicolo non si risolve con i “ ctti di filiera “,che peraltro anche per mezzo di noi mediatori vengono stipulati (ma questo è un altro tema ).

La proposta che Medi@rice fa al sistema risicolo e politico per migliorare e rendere più sereno tutto l’ambiente è costituita da due punti fondamentali e tutt’altro che semplici da applicare:

  1. sostenere quanto disse il ministro Centinaio , durante il suo recente intervento presso la Borsa Merci di Mortara ,  a proposito di intensificare seriamente i controlli della merce in arrivo nei nostri porti ; questa è la più importante e concreta mossa che può aiutare il mondo agricolo . Siamo i più controllati del mondo , qui in Italia non si può sgarrare ; è ora di finirla di lasciare entrare migliaia di tonnellate di riso non conforme alle normative europee e italiane .
  2. 2)per mantenere i prezzi del risone adeguati alle esigenze di bilancio delle nostre aziende, per Medi@rice è fondamentale una maggior programmazione delle semine di risone e delle sue varietà. Saper gestire l’offerta sarà l’unico modo efficace per l’agricoltore di regolare i prezzi di mercato (ricordiamo che siamo i primi produttori di risone in Europa e non è poca cosa ), e per l’industria di affrontare le sfide della commercializzazione in un mercato sempre più globalizzato.

INNOVAZIONE DELLE AZIENDE, INDUSTRIE E AUTO DEI MEDIATORI :

La nostra categoria ha contribuito in tutti i questi anni , come le aziende agricole e le industrie di trasformazione , all’arricchimento di tutta la filiera. Siamo una categoria utile al settore risicolo e non solo, se abbiamo qualche collega poco serio , allora affermiamo : lanci la prima pietra chi non ha peccato, quando veniamo delegittimati da certe categorie , che dicono di voler più trasparenza nelle trattative sui cereali, allora diciamo :«ma da che pulpito». Sono proprio loro che prendono ordini da associazioni iperpoliticizzate , alla faccia della trasparenza! Caro insegnante ti conosciamo tutti, e tu conosci tutti noi, da quando eri alla Coop c.v.r. di Vercelli ,poi sei passato alla Coldiretti di Pavia , poi come libero professionista e poi come Oryzon e poi… Anche tu hai cambiato macchina.

SISTEMA DIGITALE PER SCAMBI DI CEREALI  ITALIANI, I PRECEDENTI FANNO PAURA:

Siamo categorici, certo, perchè lo dicono i fatti  e la nostra storia .Tutti i tentativi, dalla b.m.t.i. alla Borsa Italiana sul grano duro, e quelli futuri probabilmente sono destinati a fallire  L’Italia ha un territorio tanto bello quanto frazionato, parcellizzato da pianure (piccole e poche), tante colline e montagne, microclimi differenti da regione a regione addirittura tra provincie e provincie. Ne deriva un sistema di coltivazioni frazionato con mille sfaccettature e con un’elevata personalizzazione del coltivare. La forza del nostro bel paese è sempre stata data dalle “piccole e medie imprese “ , la spina dorsale dell’economia italiana , storicamente e tuttora. L’ultima politica appoggiata dalla solita associazione di agricoltori ha sofferto di strabismo, cercando di distruggere un sistema che nonostante tutto funziona ancora , volendo distruggere il nostro modo di operare  ma senza essere in grado di proporne uno alternativo ed efficace ( vedasi progetto C.U.N.).

Pertanto noi mediatori ,professionalmente preparati, siamo ancora in grado , e forse più di prima , di fare da cerniera tra domanda e offerta. Conosciamo i mercati internazionali, ora più che mai, e se necessario utilizziamo anche noi i servizi che le piattaforme telematiche consentono, ma sempre e solo in supporto al lavoro svolto nelle borse merci. Certo è palese che c’è meno gente nelle borse merci, ma ricordiamo che sono arrivati lo smartphone, il  computer , le videoconferenze, etc. Tuttavia, a noi italiani piace ancora il contatto visivo della controparte  per discutere a tu per tu ogni tanto nello stesso luogo, punto di riferimento per scambi di cereali ma non solo: anche di opinioni ,visioni, sensazioni , di incontri in libertà e democrazia .

I così detti “listini prezzi “ rilevati settimanalmente presso le borse merci  diffondono quotazioni di prodotti largamente riconosciute come corrispondenti al mercato. Il nostro modus operandi benchè di tradizione consolidata è molto più efficiente e rapido di quanto si pensi. Ben vengano tuttavia nuovi strumenti di supporto , ma qui in Italia non chiamiamoli “telematici “ solo perché si usa un computer per fare offerte di cereali: vi consigliamo di andare a vedere le vere Borse Telematiche quali il MATIF  francese o il C.B.O.T(Chicago board of trade) americano, che potrebbero veramente dare spunti interessanti per creare qualcosa di nuovo». Autore: Medi@rice 

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