MAPPA DEGLI INCENTIVI AI GIOVANI

Abbiamo passato in rassegna gli strumenti legislativi e finanziari per il ricambio generazionale

Le scelte di tutti i governi degli ultimi anni sono state volte a favorire l’ingresso di giovani imprenditori in agricoltura. Alla base c’è un convincimento etico ma anche economico: il ricambio generazionale è giusto e le aziende “giovani” sono più produttive e creano più posti di lavoro. Secondo un’indagine Coldiretti/Ixè le aziende agricole condotte da giovani agricoltori oggi possiedono una superficie superiore del 54% rispetto alla media, realizzano un fatturato più elevato del 75% e hanno il 50% di occupati in più in azienda.

Enrico Rinaldi, di Coldiretti Piemonte, spiega che «in risicoltura, come in altri settori, vi sono alcuni incentivi che si sviluppano su ambito nazionale e altri su areali regionali. I primi sono riferiti alla legge di bilancio e al fondo ISMEA ((Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), mentre i secondi sono relativi ai vari PSR regionali». Vediamo nel dettaglio queste opportunità.

La legge di bilancio 2018 (L.205/2017) all’articolo 1 comma 117 prevede, per i coltivatori diretti con età inferiore a quaranta anni, con riferimento alle nuove iscrizioni nella previdenza agricola effettuate tra il 1º gennaio 2018 e  il  31 dicembre 2018, l’esonero, per un periodo massimo di trentasei mesi, dal  versamento  del  100% dell’accredito contributivo  presso  l’assicurazione   generale   obbligatoria   per l’invalidità, la vecchiaia ed i  superstiti.  L’esenzione, dopo i primi trentasei mesi, è riconosciuta per un periodo massimo di dodici mesi nel limite del 66% e per  un periodo massimo di ulteriori dodici mesi nel limite del 50%. Viene sottolineato, nel testo legislativo, che l’agevolazione non è cumulabile  con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di  finanziamento  previsti  dalla normativa vigente.  All’interno della stessa legge vi sono anche i commi 119 e 120 che prevedono sostegno nel periodo di ricambio generazionale, precedente alla presa di possesso da parte dell’under 40 dell’intero comparto aziendale, trattato in un nostro precedente articolo.

Il fondo ISMEA propone invece due tipi di servizi. “Primo insediamento” è un bando che prevede l’erogazione di un premio  in conto di interessi di massimo 70.000€ per giovani che intendono insediarsi per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capo azienda, di età inferiore a 40 anni e in possesso di competenze professionali attestate, con tre diverse modalità in base al progetto imprenditoriale: progetti da 250.000 a €2.000.000 -> atto di vendita da parte di ISMEA con patto di riservato dominio; progetti oltre €2.000.000 -> mutuo ipotecario (richiedendo una garanzia del 120%); progetti da €100.000 a €250.00 -> intervento in arrotondamento mediante mutuo ipotecario (anche qui garanzia richiesta 120%). La durata del piano di ammortamento dell’operazione può, su domanda del richiedente, oscillare dai 15 anni ai 30 anni di durata (più 2 anni di preammortamento) e la scadenza di iscrizione al bando è fissata all’11 maggio 2018, con la necessità, però, di mobilitarsi il prima possibile per l’ottenimento della  documentazione necessaria all’ingresso nella graduatoria alfabetica, per la quale in diversi casi occorrono tempi tutt’altro che immediati.

I requisiti per l’ottenimento sono:

  1. Per le Ditte individuali bisogna essere titolare partita iva in campo agricolo; iscriversi alla Camera di commercio; iscriversi all’INPS come coltivatore diretto.
  2. Per le Società occorre essere titolare partita iva in campo agricolo; iscriversi alla Camera di commercio; avere un oggetto sociale di esclusività dell’attività agricola recante l’indicazione di società agricola, avere una maggioranza assoluta di soci di età compresa tra i 18 e 41 anni non compiuti; essere amministrata da soggetti di età compresa tra i 18 e 41 anni non compiuti.
  • “Autoimprenditorialità e ricambio generazionale”: servizio che ha l’obiettivo di favorire il ricambio generazionale in agricoltura ed ampliare aziende agricole esistenti condotte da giovani finanziando progetti di sviluppo o consolidamento nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della diversificazione del reddito agricolo. Esso si rivolge a micro, piccole e medie imprese agricole organizzate sotto forma di ditta individuale o di società, composte da giovani di età compresa tra i 18 e i 40 anni non compiuti con agevolazioni strutturate in mutui a tasso zero della durata massima di 15 anni per investimenti non superiori a 1.500.000 €, senza presentare una data di scadenza non essendo un bando ma una struttura di credito che si auto alimenta.

Il PSR lombardo, invece, dedica l’operazione 6.1.01 all’insediamento dei giovani in agricoltura. Danilo Marino, di Coldiretti Lombardia, ci ricorda che «il bando attualmente è chiuso, però riaprirà con la possibilità di poter far sì che possano trascorrere 24 mesi anziché 12 dalla data di insediamento alla presentazione della domanda, permettendo di fatto, anche a chi avvia oggi l’attività di poter presentare la domanda, anche qualora la misura aprisse a fine anno o l’anno prossimo». Altri requisiti richiesti sono: essere giovani agricoltori di età compresa tra i 18 anni compiuti e i 40 anni non ancora compiuti, condurre un’azienda agricola con una dimensione economica, in termini di Produzione Standard, compresa tra 12.000€ e 200.000€ per aziende ubicate in zone svantaggiate di montagna, 18.000€ e 200.000€  per attività ubicate in altre zone e essere riconosciuti come agricoltori, possedendo competenze e conoscenze dimostrate da titoli di studi in ambito agricolo o almeno due anni di certificazioni INPS di lavoro in aziende agricole, la certificazione IAP di imprenditore agricolo professionale e un “Piano aziendale per lo sviluppo di attività agricola”. Gli aiuti sono di 30.000€ in zona montana e 20.000€ nelle zone di pianura.

Il PSR piemontese presenta la misura 6.1.1 e la 4.1.2, rispettivamente “Premio per l’insediamento di giovani agricoltori“ e “Miglioramento del rendimento globale e della sostenibilità delle aziende agricole dei giovani agricoltori”; entrambi i bandi, però, sono chiusi attualmente. Il premio per l’insediamento presenta una struttura abbastanza simile all’operazione 6.1.01 lombarda fornendo aiuti diretti distinti, in questo areale, oltre che per la zone anche per il numero di giovani agricoltori che gestiscono l’azienda secondo questo schema: A) Domanda per insediamento di un solo giovane: 35.000 euro, con la maggiorazione di 10.000 euro se l’insediamento avviene in zona di montagna. B) Domanda per insediamento congiunto di due giovani: 30.000 euro per ciascun giovane, con la maggiorazione di 7.000 euro per ciascun giovane se l’insediamento avviene in zona di montagna. C) Domanda per insediamento congiunto di più di due giovani, fino a un massimo di cinque: 25.000,00 euro per ciascun giovane, con la maggiorazione di 5.000 euro per ciascun giovane se l’insediamento avviene in zona di montagna. Il bando in questione è stato aperto a partire dal 24 febbraio 2017 fino al giorno 31 maggio 2017 e ad oggi non abbiamo notizie certe di una prossima riapertura. La misura 4.1.2, invece, ha lo scopo di migliorare il rendimento globale delle aziende agricole sostenendo l’acquisizione, la costruzione, la ristrutturazione, l’ampliamento e la modernizzazione dei fabbricati e dei relativi impianti nonché la dotazione di attrezzature e macchinari e l’impianto di coltivazioni legnose agrarie, senza fondarsi su un premio fisso ma adattandosi alle necessità dell’imprenditore. In questo caso il bando è chiuso dall’agosto del 2016 e non vi sono nuove informazioni.

Come vedono questi strumenti i diretti interessati? Alberto Franzi, delegato dell’associazione giovani di Coldiretti ci dichiara: «com’è noto nel settore, l’accesso al PSR fatica a diventare attuabile in molti casi e i due testi che si riferiscono ai giovani non sono un’eccezione. Questo avviene a causa della complessità e della ristrettezza che contraddistinguono i bandi nella forma odierna, dimostrandosi un servizio che richiede miglioramenti che ci auspichiamo di vedere in seguito alle nuove trattazioni fissate nel 2020». Autore: Ezio Bosso

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Risicoltura
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