LINEE GUIDA CONTRO LE RESISTENZE

Il Gire ha pubblicato le linee guida contro le resistenze del riso

La continua selezione esercitata dall’uso ripetuto dello stesso erbicida, o di erbicidi aventi il medesimo meccanismo d’azione, elimina ripetutamente le piante suscettibili mentre quelle resistenti possono riprodursi e disseminare formando così, anche in un periodo di tempo relativamente breve, una popolazione resistente. Lo sottolinea il Gruppo Italiano Resistenze (Gire) che ha diffuso linee guida per la gestione delle resistenze nel riso. Scarica Linee_guida_riso_2017

Eccone la sintesi.

Cosa fare se in azienda c’è Echinochloa spp. resistente agli erbicidi inibitori dell’ALS?

Mentre in pre-semina e pre-emergenza si possono impiegare tutti i prodotti autorizzati per il diserbo, in post-emergenza è preferibile usare prodotti a base di profoxydim e/o cyhalofop butyl. Inoltre, è autorizzato l’uso d’emergenza di pretilaclor. (LEGGERE ATTENTAMENTE LE ETICHETTE DEI PRODOTTI PER IMPIEGARE LA DOSE CORRETTA IN RELAZIONE ALLO STADIO VEGETATIVO DEL RISO E SOPRATTUTTO DELL’INFESTANTE TRATTARE CON INFESTANTI POCO SVILUPPATE • NON TRATTARE SE LA COLTURA E LE INFESTANTI SONO IN STRESS (STRESS IDRICO O STRESS DOPO ABBASSAMENTI TERMICI) • PER FAVORIRE L’EFFICACIA DEI TRATTAMENTI IN POST-EMERGENZA SOMMERGERE LA RISAIA AL MASSIMO ENTRO 4-5 GIORNI DALL’APPLICAZIONE DEI PRODOTTI).

Cosa fare se in azienda c’è Echinochloa spp. resistente agli erbicidi inibitori dell’ ACCasi?

Il numero di popolazioni di giavoni resistenti ad uno o più erbicidi è in costante aumento e costituisce uno dei principali problemi malerbologici nel riso. In pre-semina e pre-emergenza si possono impiegare i prodotti autorizzati, ad eccezione di cycloxydim e propaquizafop. In post-emergenza si possono utilizzare prodotti a base di penoxsulam, bispyribac-Na, azimsulfuron e imazamox nella tecnologia Clearfield. Inoltre, sono autorizzati usi d’emergenza di pretilaclor. (LEGGERE ATTENTAMENTE LE ETICHETTE DEI PRODOTTI PER IMPIEGARE LA DOSE CORRETTA IN RELAZIONE ALLO STADIO VEGETATIVO DEL RISO E SOPRATTUTTO DELL’INFESTANTE • TRATTARE CON INFESTANTI POCO SVILUPPATE • NON TRATTARE SE LA COLTURA E LE INFESTANTI SONO IN STRESS (STRESS IDRICO O STRESS DOPO ABBASSAMENTI TERMICI) • PER FAVORIRE L’EFFICACIA DEI TRATTAMENTI IN POST-EMERGENZA SOMMERGERE LA RISAIA AL MASSIMO ENTRO 4-5 GIORNI DALL’APPLICAZIONE DEI PRODOTTI).

Cosa fare se in azienda c’è Echinochloa spp. resistente sia agli erbicidi inibitori dell’ALS che dell’ACCasi?

In questa situazione gli erbicidi disponibili in post-emergenza si riducono al pretilachlor (autorizzato per situazioni di emergenza fitosanitaria). Per prevenire lo sviluppo di questa doppia resistenza sono due le alternative che possono essere impiegate: utilizzare in pre-semina flufenacet e successivamente oxadiazon; trattare in pre-semina con glyphosate e posticipare il più possibile la data di semina, miscelando anche del clomazone e oxadiazon. E assolutamente necessario adottare strategie alternative al diserbo chimico per controllare questi biotipi di giavone.

Cosa fare se in azienda c’è Schoenoplectus mucronatus (lisca mucronata, zigolo, lancia) resistente agli erbicidi inibitori dell’ALS?

In pre-semina si possono usare prodotti a base di oxadiazon e flufenacet che limitano lo sviluppo di questa infestante da seme rendendone più facile il successivo controllo. In post-emergenza si possono usare prodotti ormonici come MCPA e triclopyr miscelati con prodotti a base di propanile o pretilaclor, se autorizzati per usi d’emergenza. (• LEGGERE ATTENTAMENTE LE ETICHETTE DEI PRODOTTI PER IMPIEGARE LA DOSE CORRETTA IN RELAZIONE ALLO STADIO VEGETATIVO DEL RISO E SOPRATTUTTO DELL’INFESTANTE • TRATTARE CON INFESTANTI POCO SVILUPPATE • NON TRATTARE SE LA COLTURA E LE INFESTANTI SONO IN STRESS (STRESS IDRICO O STRESS DOPO ABBASSAMENTI TERMICI • SGRONDARE O RIDURRE IL PIÙ POSSIBILE IL LIVELLO DELL’ACQUA IN MODO DA FAVORIRE L’ASSORBIMENTO DEI PRODOTTI ATTRAVERSO LE FOGLIE DELLE INFESTANTI).

Cosa fare se in azienda c’è Cyperus difformis (zigolo delle risaie) resistenti agli erbicidi?

È difficile controllare questa infestante con i prodotti di pre-semina in quanto germina piuttosto tardivamente. Pre-semina: prodotti a base di oxadiazon limitano lo sviluppo di questa infestante da seme rendendo più facile il successivo controllo. Post-emergenza: prodotti ormonici come MCPA e triclopyr (gruppo O), miscelati con prodotti a base di propanile o pretilaclor, se autorizzati per usi d’emergenza. (LEGGERE ATTENTAMENTE LE ETICHETTE DEI PRODOTTI PER IMPIEGARE LA DOSE CORRETTA IN RELAZIONE ALLO STADIO VEGETATIVO DEL RISO E SOPRATTUTTO DELL’INFESTANTE • TRATTARE CON INFESTANTI POCO SVILUPPATE • NON TRATTARE SE LA COLTURA E LE INFESTANTI SONO IN STRESS (STRESS IDRICO O STRESS DOPO ABBASSAMENTI TERMICI • SGRONDARE O RIDURRE IL PIÙ POSSIBILE IL LIVELLO DELL’ACQUA IN MODO DA FAVORIRE L’ASSORBIMENTO DEI PRODOTTI ATTRAVERSO LE FOGLIE DELLE INFESTANTI)

 Cosa fare se in azienda c’è Alisma-plantago aquatica (mestolaccia comune, cucchiaio, piantaggine acquatica) resistente agli erbicidi inibitori dell’ALS?

Pre-semina: prodotti a base di oxadiazon e flufenacet limitano lo sviluppo di questa infestante da seme rendendone più facile il successivo controllo.  Post-emergenza: prodotti ormonici come MCPA e triclopyr (gruppo O), miscelati con prodotti a base di propanile o pretilaclor, se autorizzati per usi d’emergenza. (LEGGERE ATTENTAMENTE LE ETICHETTE DEI PRODOTTI PER IMPIEGARE LA DOSE CORRETTA IN RELAZIONE ALLO STADIO VEGETATIVO DEL RISO E SOPRATTUTTO DELL’INFESTANTE • TRATTARE CON INFESTANTI POCO SVILUPPATE • NON TRATTARE SE LA COLTURA E LE INFESTANTI SONO IN STRESS (STRESS IDRICO O STRESS DOPO ABBASSAMENTI TERMICI. • SGRONDARE O RIDURRE IL PIÙ POSSIBILE IL LIVELLO DELL’ACQUA IN MODO DA FAVORIRE L’ASSORBIMENTO DEI PRODOTTI ATTRAVERSO LE FOGLIE DELLE INFESTANTI).

Cosa fare se in azienda c’è Oryza sativa var. silvatica (Riso Crodo) resistente agli erbicidi inibitori dell’ALS?

Pre-semina: prodotti a base di flufenacet oppure di glyphosate (gruppo G) in miscela con cicloxydim o propaquizafop (gruppo A) con la tecnica della falsa semina. Post-emergenza: prodotti a base di glyphosate impiegati con barre umettanti. In questi casi è assolutamente necessario adottare strategie alternative al diserbo chimico. (SEGUIRE ATTENTAMENTE LE LINEE GUIDA SPECIFICHE DI GESTIONE DEL CRODO IN COLTURE DI RISO TOLLERANTI AD IMAZAMOX (LEGGERE ATTENTAMENTE LE ETICHETTE DEI PRODOTTI PER IMPIEGARE LA DOSE CORRETTA IN RELAZIONE ALL’EPOCA D’APPLICAZIONE E ALLO STADIO VEGETATIVO DELL’INFESTANTE. • NON TRATTARE SE LE INFESTANTI SONO IN STRESS (STRESS IDRICO O DOPO ABBASSAMENTI TERMICI). • SGRONDARE O RIDURRE IL PIÙ POSSIBILE IL LIVELLO DELL’ACQUA IN MODO DA FAVORIRE LO ASSORBIMENTO DEI PRODOTTI ATTRAVERSO LE FOGLIE DELLE INFESTANTI).

Cosa fare se in azienda ci sono infestanti resistenti sopravvissute ai trattamenti di diserbo?

E’ fondamentale evitare che le infestanti sfuggite producano seme al fine di limitarne la diffusione. Si possono utilizzare erbicidi con un meccanismo d’azione diverso da quello utilizzato in precedenza o erbicidi a base di glyphosate impiegati con barre umettanti, ove possibile. Altrimenti è assolutamente necessario adottare strategie alternative al diserbo chimico, oppure in casi estremi trattamenti localizzati con erbicidi non selettivi. Dove la pressione delle infestanti resistenti è particolarmente elevata, soprattutto in presenza di giavoni con resistenza multipla e riso crodo resistente all’imazamox, l’unica soluzione è il ricorso alla rotazione colturale (riso/soia/mais) che consente di sfruttare erbicidi con un diverso meccanismo d’azione, utili per il controllo di tutte le malerbe eventualmente resistenti agli erbicidi utilizzabili su riso.

Ci sono strategie alternative al diserbo chimico?

ROTAZIONE DELLE COLTURE : riso-mais o riso-soia. In ambedue i casi, è necessario seminare più tardi ed intervenire in presemina con prodotti aventi un meccanismo d’azione diverso dagli inibitori dell’ALS e dell’ACCasi. Dove è possibile inserire il riso dopo un cereale autunno-vernino destinato all’insilamento per la produzione di bioenergie. TECNICHE AGRONOMICHE: falsa semina e lavorazioni meccaniche del terreno con piante infestanti già sviluppate finalizzata al loro contenimento prima della semina.

 

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