LA COMMISSIONE FA MURO SULLA CLAUSOLA

Risposta a un'interrogazione dell'europarlamentare Ciocca: l'esecutivo non dirà nulla sul dossier Pma

«La Commissione è consapevole delle preoccupazioni del settore risiero nell’Unione europea (UE). La Commissione monitora pertanto i flussi commerciali del riso proveniente dai paesi aderenti all’iniziativa “Tutto tranne le armi” (EBA) e, in particolare, dalla Cambogia e dal Myanmar e le relative possibili ripercussioni. La Commissione conferma di essere in costante comunicazione con gli Stati membri in questo ambito…» Inizia così la risposta all’interrogazione dell’europarlamentare Angelo Ciocca (Lega) sulla clausola di salvaguardia. Sarebbe un buon inizio, se la risposta non culminasse in un silenzio tombale. Già, perché, dopo aver detto che sta seguendo il problema, l’ufficio di Hogan afferma che «per quanto riguarda la dichiarazione del 24 novembre 2017, a norma dell’articolo 8, paragrafo 4, del regolamento delegato 1083/2013 della Commissione che stabilisce norme relative alla procedura di revoca temporanea delle preferenze tariffarie e di adozione di misure di salvaguardia generale, la Commissione non può esprimersi in merito ai colloqui, compresi quelli con gli Stati membri, riguardanti l’avvio di una procedura di salvaguardia a norma del regolamento 978/2012 (Regolamento sul sistema di preferenze generalizzate (SPG) (GU L 303 del 31.10.2012, pag. 1). In conformità di tale regolamento, nel caso in cui una domanda contenga elementi di prova sufficienti a giustificare l’apertura di un’inchiesta e la Commissione decida di avviare un’inchiesta, quest’ultima pubblicherà un avviso in merito nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea». Insomma, Bruxelles non ha nulla da dire sui Pma. Per sapere cosa farà l’esecutivo, persino l’Europarlamento dovrà aspettare di leggerlo in Gazzetta!

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