MARTINA ASSOLVE LA CAMBOGIA

Il Ministro non vede le violazioni dei diritti umani nei Pma e sostiene che le agevolazioni non possono essere revocate

Secondo il governo italiano in Cambogia non ci sono violazioni dei diritti umani, per cui «il sistema delle preferenze tariffarie generalizzate, a suo tempo adottato, non può al momento essere revocato». Al Ministero delle politiche agricole basta quello che dice la Commissione europea. E’ scritto nella risposta a un’interrogazione di Filippo Gallinella (M5S) diffusa il 20 dicembre (leggi leg.17.bol0935.data20171220.com13): il parlamentare aveva richiamato l’articolo 40 del regolamento (UE) 978/2012, il quale prevede che entro la data del 21 novembre 2017 la Commissione europea debba presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull’applicazione del regime « EBA » (che è alla base delle importazioni a dazio zero dai Pma), eventualmente corredata da una proposta legislativa, e il parere espresso dalla società di consulenza incaricata della redazione del rapporto sul quale dovrebbe basarsi la relazione. Questa società di esperti ha appurato che le esportazioni della Cambogia verso l’Unione europea sono aumentate in modo significativo dal 2009 per effetto del regime « EBA » e soprattutto che diverse industrie traggono vantaggio dalla preferenza commerciale, comprese quelle che utilizzano la terra in modo intensivo, sottraendola ai contadini. Violazioni certificate dall’Onu (LEGGI IL DOCUMENTO MIDTERM)e richiamate dall’interrogazione presentata in Commissione agricoltura a Montecitorio, la quale chiedeva al Mipaaf di attivarsi affinché fosse posto un freno, stante il fatto che la Commissione non ha neanche attivato l’articolo 19 (disposizione di temporanea revoca dei regimi) dopo l’accertamento delle violazioni. Niente. Martina si fida ciecamente della Commissione europea e lo scrive nella risposta all’interrogazione: «Per quanto concerne la situazione nei Paesi EBA, in particolare Cambogia e Myanmar, evidenzio che la Commissione europea ha effettuato due missioni nei Paesi del Sud Est asiatico, la prima nel luglio 2016, le seconda nell’ottobre 2017. In tale contesto, le Autorità comunitarie non hanno ravvisato situazioni che possano essere ascrivibili alla violazione dei diritti di lavoratori ivi operanti». Ergo, non ci sarà nessuna revoca delle concessioni. Il Ministro rinvia ogni riequilibrio del mercato a una eventuale revisione del ranking della Cambogia da parte dell’Onu, che potrebbe non considerarla più “Paese Meno Avanzato” in ragione di un aumento del reddito medio pro capite dei cambogiani. Martina sostiene di prestare «la massima attenzione alla problematica, nonché ai contenuti e alle possibili aperture a seguito della relazione della Commissione attesa per il mese di marzo 2018, e ciò soprattutto per una possibile revisione del Regolamento 978/2012, in modo da salvaguardare in maniera più efficace le nostre produzioni in caso di penalizzazioni dovute a importazioni incontrollate».

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