LA CAMBOGIA MINACCIA IL DELTA DEL PO

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ImmagineAnche il Consorzio di tutela del riso del Delta del Po Igp scende in piazza per difendere il prodotto nazionale dalle importazioni a dazio zero dei Pma. Il presidente Eugenio Bolognesi (foto piccola) si associa alle proteste del mondo risicolo. «Che cosa importa ai risicoltori ferraresi di queste importazioni, se il nostro riso è diverso? – dice Bolognesi – La questione è semplice: se il riso di un certo tipo viene importato a prezzi ridicoli, gli altri produttori europei, non reggendo la concorrenza, iniziano a produrre la nostra varietà, invadendo l’Italia, visto che il nostro riso (quello da risotto, per intenderci) viene prodotto solo da noi. A questo punto i prezzi iniziano ad abbassarsi, ma il problema – aggiunge Bolognesi – è che i nostri risicoltori possono resistere un anno abbassando il prezzo, il secondo anno, ma poi il terzo anno di seguito faticano a far fronte alla concorrenza. E ci sarebbero anche enormi quantità di riso che andrebbero sprecate». Senza dimenticare una cosa: «Che il nostro riso – aggiunge ancora Bolognesi – è Igp e i nostri risicoltori riconoscono e perseguono, nella qualità che praticano attraverso i propri disciplinari, una leale forma di concorrenza rispetto a tutte le produzioni massive esistenti, dichiarandosi particolarmente favorevoli alla etichettatura. Lo stesso Consorzio di Tutela riconosce contemporaneamente una funzione fondamentale ed insostituibile nella produzione di commodities risicole italiane anche non Dop o Igp, finalizzate ad un approvvigionamento alimentare di alta qualità intrinseca quali quelle di standard nazionale: auspica così che questa sia possibile anche in futuro e perciò invoca assieme alle forze produttrici l’immediata applicazione della clausola di salvaguardia a tutela della produzione italiana.
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Risicoltura
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