ENTE RISI: I RISICOLTORI HANNO SEMINATO COSI'

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Quest’anno abbiamo assistito al boom della semina a file interrate e asciutta: lo conferma l’Ente Nazionale Risi. I dati statistici sulle semine non sono ancora stati divulgati – anche se ufficiosamente si parla di un aumento dell’ettarato investito a riso in Italla – ma l’analisi del comportamento degli imprenditori dev’essere già molto approfondita se i servizi di assistenza tecnica dell’Ente affermano ufficialmente che «quest’anno molti hanno fatto scelte nuove» e «il caso più evidente è la diffusione della semina a file interrate nella provincia di Novara che ha raggiunto superfici da vero record per quell’areale. La primavera 2014 è stata sicuramente molto diversa da quella del 2013, consentendo questo tipo di semine anche in zone con terreni non particolarmente adatti a questa tecnica agronomica. Anche nel Vercellese si è registrato un forte incremento della semina in asciutta che ha riguardato principalmente le varietà Clearfield con i cicli vegetativi più lunghi» con l’obiettivo di contenere il crodo, capace di germinare anche negli strati più profondi in condizioni di asciutta. «L’andamento climatico primaverile però non sempre ha aiutato – osservano i tecnici -: in diverse zone risicole della Lombardia, infatti, le semine interrate eseguite nel periodo di assoluta mancanza di precipitazioni hanno avuto la necessità di bagnature, mentre quelle troppo precoci in alcuni casi hanno subìto qualche diradamento a causa dei ristagni di acqua: ciò rappresenta una delle condizioni di maggiore rischio nel raggiungimento di un adeguato investimento nelle semine a file interrate», Nelle province di Ferrara e Rovigo, in diverse aziende si sono verificate «situazioni critiche di scarso investimento iniziale: in queste zone la semina avviene in risaie in sommersione e alcuni inconvenienti legati alla non ottimale preparazione dei letti di semina nonché a forti venti hanno causato un interramento della semente con conseguenti scarsi investimenti iniziali. Nelle zone risicole della Sardegna, un periodo di abbondanti piogge primaverili ha rallentato le operazioni di preparazione dei terreni per cui le operazioni di semina sono terminate a metà del mese di giugno» è l’analisi dei tecnici che segnalano «la scalarità di germinazione ed in alcuni casi la bassa germinabilità delle sementi» riconducibile «all’andamento climatico in fase di maturazione nei raccolti 2013» ma soprattutto – ancora – «le infestanti resistenti che sono in continua e progressiva diffusione, diventando sempre più complesse da gestire» spiegando così il boom della semina interrata nel Novarese, dove le alisme resistenti sono molto diffuse. Non meno allarmante il problema dei giavoni resistenti. (Foto grande di Fusar Video info@fusarvideo.it) (17.07.14)

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Risicoltura
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