IL CREDITO AI TEMPI DEL VIRUS

Ecco cosa è emerso dal webinar
soldi

L’emergenza Covid-19 ha messo in luce quanto, accanto al sistema sanitario, sia fondamentale anche quello agricolo, dimostratosi cruciale per l’approvvigionamento dei prodotti alimentari. Per fare il punto della situazione sull’andamento del settore agricolo e per confrontarsi sulle priorità di intervento volte a fronteggiare la crisi, ISMEA, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo e Alimentare, ha organizzato un “webinar” (seminario web) dal titolo: “Il credito in agricoltura ai tempi di COVID-19”.  «L’Istituto si e’ attivato da subito, sospendendo i mutui in essere per tutto il 2020 e poi puntando molto sulla rapidità, cercando di rendere immediatamente operative le garanzie – ha detto il direttore generale di ISMEA Raffaele Borriello – In dieci giorni di apertura dello sportello abbiamo dato garanzie a 1.232 imprese per un totale di oltre 26 milioni di euro. Annuncio inoltre l’operatività della cambiale agraria: 30 milioni di euro per credito immediato e a tasso zero».

«L’emergenza Coronavirus ha impattato in maniera devastante sul settore agricolo – ha detto Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura – Non sappiamo ancora quantificare le criticità, nè l’eredità dei mesi a venire, ma è certo che abbiamo importanti comparti in forte sofferenza: banche e istituzioni devono porre la massima attenzione nella gestione dello strumento creditizio in agricoltura, per evitare che, anziché coadiuvare la crescita e lo sviluppo del settore, ne costituisca, invece, un freno. L’accesso al capitale va reso più efficiente, facile e quindi meno costoso, basato su un’attenta analisi delle esigenze imprenditoriali. Ci aspettiamo molto dal governo con il DL maggio».  Decreto che, secondo il sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe L’Abbate dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri domenica o lunedí, comprendendo un pò tutti gli aspetti, tra cui quello agricolo. 

«A ISMEA, che è indispensabile, chiediamo – ha poi aggiunto Giansanti – di semplificare le procedure per il rilascio delle garanzie a prima richiesta; di continuare a sostenere l’accesso al credito di esercizio, anche alla luce dei recenti interventi sulla cambiale agraria; di supportare la cooperazione per facilitare la creazione delle filiere; di attivare misure di finanza agevolata per l’ammodernamento delle strutture aziendali e per l’introduzione di tecnologie innovative rivolte a tutte le imprese, a prescindere dalla loro forma giuridica. Abbiamo inoltre la necessità di coinvolgere, nelle azioni indicate, anche le banche, realizzando una piena condivisione di tutte le opportunità, comprese quelle europee del programma InvestEU, destinato a diventare RecoverEU, con una dotazione finanziaria iniziale di 15 miliardi di euro, che probabilmente raddoppierà. Tenendo presente che la maggior parte degli investimenti della Banca europea per gli investimenti (BEI) è erogata tramite intermediari finanziari nazionali; da qui la grande importanza di lavorare congiuntamente con le istituzioni bancarie e gli organismi pubblici come ISMEA – conclude».

E’ invece tornato sul decreto Cura Italia, incalzato dal presidente di Kratesis Roberto Arditti, moderatore del confronto, il direttore generale dell’ABI Giovanni Sabatini. «Spero che in sede di conversione del decreto, si possa pensare ad un rafforzamento delle autocertificazioni da parte delle imprese nella richiesta dei prestiti, lasciando quindi meno incombenze alle banche. Questo renderebbe sicuramente piú agevole e veloce l’intero processo – ha spiegato Sabatini – Per certi versi l’Italia vive un quadro difficile a causa del debito pubblico che non scende da decenni. Tutto dipende comunque da variabili esogene. Sulle misure immediate, il meccanismo delle moratorie ha funzionato: al 24 aprile le rilevazioni fatte con il Mise, Banca Italia, Mediocredito centrale e Sace (potrebbe essere utile avere a bordo anche Ismea e il Mipaaf) registravano 1600000 domande di moratoria. É necessario cominciare da subito a programmare il futuro: emissione di bond di filiera per rafforzare la garanzia, avendo un approccio più lungimirante rispetto al mercato dei capitali (Capital Market Union). Il settore agricolo con la sua capacità e potenzialità potrebbe anche beneficiare fortemente di questi nuovi strumenti». Nel corso dell’incontro si è parlato anche di “ISMEA risponde”, un canale a disposizione degli imprenditori attraverso delle videoconferenze. Tutti i giovedi’ alle 15 appuntamenti dedicati agli aspetti operativi. Il 7 maggio si è svolto il primo incontro, i prossimi negli altri giovedií del mese. Autore: Martina Fasani

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